Maria e il Vangelo: Salì in cielo


Con le meditazioni di P. Raffaele Amendolagine vi proponiamo di leggere e meditare il Vangelo con lo sguardo di Maria, ascoltando i suoi racconti e dialogando con Lei. Maria, la mamma di Gesù, è il modello di contemplazione. I suoi occhi sono sempre fissi nel Figlio.
Pur vivendo tutti gli avvenimenti della vita di Gesù, nella concretezza della vita quotidiana, nella spontaneità del rapporto tra madre e figlio, non poteva ignorare il senso più profondo, il mistero divino che avvolgeva il Figlio, e di ogni avvenimento, di ogni sua parola, di ogni suo gesto, ne faceva tesoro per custodirli e meditarli nel suo cuore.
Anche Maria ha vissuto il grande scontro tra il bene e il male, mentre il suo calcagno schiacciava la testa al serpente.
E infine, stando con fede sotto la Croce, accoglieva dal Figlio tutta l’umanità nel suo grembo, con materno amore, fino a riconsegnargliela nuovamente nella gloria del Paradiso.

Salì in cielo

Dal Vangelo secondo Luca 24,46-53  

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto". Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.


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Maria, facci capire che lo Spirito Santo già lo abbiamo dentro di noi e se non lo sentiamo dobbiamo anche noi “entrare nel tempio”, cioè entrare in noi stessi lodando Dio, nonostante la freddezza che sentiamo. Privilegiata certamente è la chiesa per questa lode, ma da soli, anche a casa o per la strada possiamo farlo almeno nel cuore.
Lo scopriremo presto, lo percepiremo, sentiremo la sua presenza, che è forza, vita, amore e, perché no, gioia..
Quando ci sentiamo scarichi, vuoti, forse stanchi e depressi, spingici tu a riprendere le forse con la preghiera e non solo quella di lode. Insegnaci a pregare senza troppe parole, ma solo in un abbandono silenzioso e fiducioso tra le braccia di Dio.
Dio in noi e noi in Dio! Questa è la rivelazione più bella che Gesù ci abbia potuto fare. Si tratta di metterci in ascolto, e chi ce lo fa ascoltare è lo Spirito Santo che ormai vive in tutti: ce lo ha donato Gesù lasciando questa terra.
Ottieni soprattutto alle nostre famiglie il coraggio di pregare. Pregare insieme è la migliore disposizione per essere avvolti dallo Spirito Santo; e lo Spirito Santo avvolgerà, insieme a noi, i nostri problemi, le nostre difficoltà. Con lui tutto sarà più facile.
Gesù è salito al cielo per rimanere in ciascuno di noi attraverso il suo Spirito in questo modo che supera il tempo e lo spazio. Fa’ che lo crediamo, lo invochiamo e lo gustiamo!

Padre Raffaele Amendolagine di Padre Raffaele Amendolagine
OCD



  
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