Maria e il Vangelo: Chi è senza peccato…


Con le meditazioni di P. Raffaele Amendolagine vi proponiamo di leggere e meditare il Vangelo con lo sguardo di Maria, ascoltando i suoi racconti e dialogando con Lei. Maria, la mamma di Gesù, è il modello di contemplazione. I suoi occhi sono sempre fissi nel Figlio.
Pur vivendo tutti gli avvenimenti della vita di Gesù, nella concretezza della vita quotidiana, nella spontaneità del rapporto tra madre e figlio, non poteva ignorare il senso più profondo, il mistero divino che avvolgeva il Figlio, e di ogni avvenimento, di ogni sua parola, di ogni suo gesto, ne faceva tesoro per custodirli e meditarli nel suo cuore.
Anche Maria ha vissuto il grande scontro tra il bene e il male, mentre il suo calcagno schiacciava la testa al serpente.
E infine, stando con fede sotto la Croce, accoglieva dal Figlio tutta l’umanità nel suo grembo, con materno amore, fino a riconsegnargliela nuovamente nella gloria del Paradiso.

Chi è senza peccato…

Dal Vangelo secondo Giovanni 8,1-11 

In quel tempo, Gesù si mise a insegnare. Gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere con il dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell'interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più».


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O Maria, quante volte diciamo di non avere peccati! Abbiamo il coraggio di crederci giusti, migliori degli altri, e puntiamo il dito contro il fratello che consideriamo peccatore.
Siamo peggio dei farisei di quel tempo pronti a giudicare e condannare. Spesso lo facciamo anche esternamente, oltre che nel cuore.
Eppure Gesù ci ha insegnato ad essere misericordiosi, come lui lo è stato con quella donna e chissà quante volte con noi...
Ottienici, o Maria, la tolleranza, il perdono, la comprensione verso le debolezze del prossimo. Non ci far essere severi, acidi, arcigni con chi crediamo abbia sbagliato o stia sbagliando.
Sappiamo, o Maria che il male esiste nel mondo, e anche il peccato, ma non dobbiamo mai giudicare chi lo commette. Fa’ che lasciamo il giudizio a Dio, anzi facci pregare perché il Signore sia misericordioso con tutti.
Misericordia chiediamo soprattutto per la fragilità che oggi investe i nostri matrimoni. Viviamo in un mondo dove abbiamo messo da parte Dio e il suo progetto di amore. Il nostro dio è il piacere, l’edonismo, da raggiungere a qualsiasi costo, anche a quello dello sfascio della famiglia e con leggerezza ci avventuriamo al bordo di un precipizio sul quale trasciniamo l’intera famiglia.
O Maria, abbi pietà della nostra incoscienza quando il peccato ha il sopravvento, donaci un sincero pentimento e il coraggio di ricominciare a costruire l’amore tradito. Trasforma in compassione l’astio di chi ha subito il tradimento e donagli il coraggio di aiutare il colpevole a redimersi.
Alle famiglie ferite dall’infedeltà dà la forza per saper perdonare allontanando ogni pur ragionevole rancore, anzi fa’ che queste disgrazie diventino l’occasione per migliorare scambievolmente il rapporto di fiducia e di amore.
Imprimi nel cuore dei deboli, trasformandolo in realtà ciò che disse Gesù a quella donna: “Non peccare più!

Padre Raffaele Amendolagine di Padre Raffaele Amendolagine
OCD



  
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