Maria e il Vangelo: La Conversione


Con le meditazioni di P. Raffaele Amendolagine vi proponiamo di leggere e meditare il Vangelo con lo sguardo di Maria, ascoltando i suoi racconti e dialogando con Lei. Maria, la mamma di Gesù, è il modello di contemplazione. I suoi occhi sono sempre fissi nel Figlio.
Pur vivendo tutti gli avvenimenti della vita di Gesù, nella concretezza della vita quotidiana, nella spontaneità del rapporto tra madre e figlio, non poteva ignorare il senso più profondo, il mistero divino che avvolgeva il Figlio, e di ogni avvenimento, di ogni sua parola, di ogni suo gesto, ne faceva tesoro per custodirli e meditarli nel suo cuore.
Anche Maria ha vissuto il grande scontro tra il bene e il male, mentre il suo calcagno schiacciava la testa al serpente.
E infine, stando con fede sotto la Croce, accoglieva dal Figlio tutta l’umanità nel suo grembo, con materno amore, fino a riconsegnargliela nuovamente nella gloria del Paradiso.

La Conversione

Dal Vangelo secondo Luca 13, 1-9 

In quel tempo presentarono a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: "Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo...". Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercare i frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».


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O Maria, l’amore di Dio verso di noi, è tanto grande che non possiamo davvero pensare di essere castigati anche se ce lo meritiamo: Gesù ha accettato di esserlo al posto nostro. Ormai siamo sempre perdonati; una cosa sola è necessaria, la conversione, cioè che cambiamo certi atteggiamenti contrari alla sua volontà.
Quando ci capita qualcosa di spiacevole, diamo la colpa a Dio, come se fosse Lui a farci soffrire. La sofferenza è un mistero, dobbiamo liberarcene più che possiamo, ma dobbiamo anche accettarla quando supera le nostre capacità di evitarla. Il Signore ci ha dato l’intelligenza per affrontare certe situazioni, ma spesso la usiamo per peggiorare l’ordine e la bellezza del creato.
Gesù si rattrista, e con lui anche tu, nello scorgere che non portiamo i frutti dei doni ricevuti e che anzi li usiamo per danneggiarci.
Tu, o Maria, conosci fino in fondo come sia grande la bontà di Dio. Se permette che ci sia la sofferenza nel mondo, lo fa solo perché dal male trae sempre del bene per noi, anche se subito non ce ne accorgiamo.
Prega Gesù che continui ad avere pazienza se non vede in noi i frutti da Lui voluti, anzi chiedigli un supplemento di grazie per non farci sciupare i doni di Dio. Intervieni anche tu perché i nostri cuori si aprano a ricevere e dare.
Quante grazie ci ha già elargito il Signore! A volte ha usato anche dei modi duri per scuoterci. Sappiamo che aspetta fino alla fine della nostra vita, ma ottienici di non sciupare i suoi doni e di non approfittare della sua pazienza.

O Maria, ti raccomandiamo soprattutto le nostre famiglie. Sono l’albero più bello che Dio abbia creato. Chiedi tu al Signore che portino frutti di vita. Abbi misericordia di tanti genitori che preferiscono essere alberi senza frutto o, peggio, staccano il fiore nel momento più bello del suo rigoglio. Guarda anche quelli che vorrebbero e non possono trasmettere la vita.
“Zappetta” tu, la terra intorno a queste piante. Irrorale tu, con la tua presenza e penetra nei loro cuori perché trionfi in tutti il progetto di Dio che è vita e amore: amore per la vita e vita per l’amore!

Padre Raffaele Amendolagine di Padre Raffaele Amendolagine
OCD



  
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