Maria e il Vangelo: Il rifiuto


Con le meditazioni di P. Raffaele Amendolagine vi proponiamo di leggere e meditare il Vangelo con lo sguardo di Maria, ascoltando i suoi racconti e dialogando con Lei. Maria, la mamma di Gesù, è il modello di contemplazione. I suoi occhi sono sempre fissi nel Figlio.
Pur vivendo tutti gli avvenimenti della vita di Gesù, nella concretezza della vita quotidiana, nella spontaneità del rapporto tra madre e figlio, non poteva ignorare il senso più profondo, il mistero divino che avvolgeva il Figlio, e di ogni avvenimento, di ogni sua parola, di ogni suo gesto, ne faceva tesoro per custodirli e meditarli nel suo cuore.
Anche Maria ha vissuto il grande scontro tra il bene e il male, mentre il suo calcagno schiacciava la testa al serpente.
E infine, stando con fede sotto la Croce, accoglieva dal Figlio tutta l’umanità nel suo grembo, con materno amore, fino a riconsegnargliela nuovamente nella gloria del Paradiso.

Il rifiuto

Dal Vangelo secondo Luca 4,21-30 

In quel tempo, Gesù cominciò a dire «… nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova [straniera]… C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non uno straniero». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.


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O Maria, anche oggi Gesù non è accettato da molti. La maggior parte degli uomini ancora non lo conosce e coloro che hanno ricevuto il dono della fede non la vivono con coerenza, suscitando piuttosto scandalo che esempio.
O Maria. spesso facciamo parte noi stessi del numero di coloro che invece di attirare le persone a Dio le facciamo allontanare con il nostro comportamento.
Rendici convinti che se il Signore avesse fatto ad altri tutte le grazie che ha fatto a noi, questi avrebbero corrisposto più e meglio di noi.
Molte volte disprezziamo il prossimo perché non ha la nostra fede, ma Dio, che vede nel profondo di ogni cuore, sa riconoscere il bene che c’è in ciascuno e sa usare misericordia anche verso coloro che giudichiamo e forse condanniamo.
Lo sguardo va rivolto a noi stessi che, nonostante i tanti insegnamenti e la manifestazione della sua infinita misericordia, continuiamo a vivere come se Dio non esistesse.
Ottienici, o Maria, di non sciupare le grazie del Signore. Non possiamo vivere indifferenti come coloro che non hanno la fede.
Rivolgi il tuo sguardo alle nostre famiglie e prega Gesù che non si stanchi ad annunziare specialmente in esse la buona novella della concordia e della pace.
Spesso, oggi, come allora, è proprio con i più vicini, che nascono le maggiori difficoltà continuando a rendere vero quel proverbio che, cioè, nessun profeta è bene accetto nella propria casa. Gesù, pure fu vittima di questo modo di agire, ma continuò ugualmente a seminare nel cuore dei suoi la buona novella.
Ottieni anche a noi il coraggio di non stancarci quando non siamo compresi, o, addirittura, quando il nostro modo di dire o di fare è frainteso. Facci essere dei seminatori di concordia, soprattutto nelle nostre famiglie, offrendo a Dio ciò che ci può far soffrire. Che nessuno respinga o disprezzi l’altro, anzi che scopriamo ed apprezziamo i doni che Dio ha dato a ciascuno!
Aiutaci, o Maria, a vedere la presenza di Dio in tutte le sue creature, accettando vicendevolmente le differenze. E quando ci accorgiamo di essere condannati, perché diciamo la verità, fa’ che possiamo uscirne incolumi, come Gesù quel giorno.
Se poi notiamo che è Gesù respinto dai nostri familiari, ti preghiamo di chiedere tu perdono per loro e di entrare delicatamente nel loro cuore per cambiarlo e aprirlo al Signore

Padre Raffaele Amendolagine di Padre Raffaele Amendolagine
OCD



  
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