La Madonna di Nagasaki:un messaggio da Nagasaki

Messaggio da una delle vittime dell’atomica su Nagasaki a sua ecc.za rev.ma Mons. Renato Corti Vescovo di Novara in occasione dell'Evento/Testimonianza di Akira Fukahori, sopravvissuto all’esplosione, presentata il 31 dicembre 2008 a Gravellona Toce, durante la Veglia di preghiera per la Pace della Diocesi di Novara.


Madonna di Nagasaki
20 dicembre 2008

Fui colpito dalle radiazioni della bomba atomica sganciata su Nagasaki mentre ero ancora nel grembo di mia madre. A causa dell’immensa distruzione causata da quella bomba, mia madre perse due sorelle e un genero. Una mia cugina, moglie del sig. Fukahori, riportò ferite così gravi, che è davvero un miracolo che sia riuscita a salvarsi. Un suo fratello a causa delle radiazioni atomiche, è morto 16 anni dopo il 1945. Ancor oggi, a distanza di oltre 63 anni, moltissima gente soffre le conseguenze di quell’evento.

L’esplosione dell’atomica su Hiroshima causò la morte immediata di 160.000 persone. Quella su Nagasaki ne uccise all’istante 70.000, ma la cosa che certamente ci rende più tristi è che la città di Nagasaki fu scelta come laboratorio scientifico per sperimentare direttamente sull’uomo. Mentre, infatti, l’atomica sganciata su Hiroshima era all’uranio, quella su Nagasaki era al plutonio; subito dopo l’esplosione, perciò, si dette avvio ad una minuziosa ricerca sugli effetti causati dalle radiazioni sul corpo umano.

Se poi consideriamo che a lanciare quell’orribile arma è stato un paese che si professa cristiano, la cosa appare ancora più spaventosa. I cristiani infatti non solo sanno che “non si deve uccidere”, ma anche che “non c’è amore più grande di quello di offrire la propria vita per un amico” (Gv.15,13).

Nessun motivo può giustificare l’uso di un’arma come questa, che oltre a togliere la vita a numerosissimi esseri umani, ne danneggia gravemente quella di molti altri, e produce effetti disastrosi sull’ambiente. Non solo vanno eliminate tutte le bombe atomiche esistenti, ma ad ogni costo si deve impedire che se ne costruiscano di più potenti e sofisticate.
Con le armi e con la violenza non è infatti possibile costruire la pace.

+Giuseppe Mitsuaki Takami
Arcivescovo di Nagasaki


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