Un incontro, un'emozione: la Madonna di Nagasaki


Volto della Madonna di Nagasaki

Il giorno 28 dicembre 2012 m'è toccato vivere, emozionalmente parlando, una grande giornata, difficile da descrivere perché ricca di momenti, semplici in sé, ma molto intimi. Ne ringrazio il buon Dio.

Mi sto riferendo all'arrivo del piccolo Simulacro della Madonna di Nagasaki, piccolo per dimensioni ma quanto grande per significato!, nella Basilica di N.S. di Bonaria, affollata di fedeli, nonostante fosse giorno feriale e alle 19 del mattino.

L' occasione è stata la celebrazione della XXVI Marcia della Pace. Gli organizzatori, della diocesi di Ales, hanno inteso coinvolgere vari enti a livello civile e religioso. Buon per noi, ché così abbiamo potuto usufruirne anche noi. Hanno partecipato, infatti, non solo autorità ecclesiastiche ma anche regionali, provinciali e cittadine di Cagliari, quasi a dire che la Pace riguarda e chiede il sostegno, l'appoggio, di tutti.

Nagasaki è una città del Giappone che nel 1945, esattamente il 9 agosto, fu letteralmente distrutta dalla bomba atomica. L'esplosione interessò quel territorio per un chilometro e mezzo, seminando dovunque morte e distruzione. Le cronache parlano di 150 mila morti: i feriti innumerevoli e le conseguenze inenarrabili.

Dopo l'esplosione, appena le condizioni lo permisero, alcuni vollero camminare sgomenti sulle macerie nel desiderio segreto di ritrovare e recuperare qualcosa. Ed ecco cosa apparve agli occhi pieni di dolore di queste persone: il busto di una statua lignea della Madonna! Era parte di una statua che un appartenente alla Milizia dell'Immacolata portò dall'Italia e che offrì alla chiesa. Quella testa, senza occhi, risparmiata a tanto disastro divenne presto il simbolo della pace. Come tale è stata portata il 28 dicembre 2012 anche in Sardegna in occasione della Marcia per la pace, la 26ª per l'esattezza.

Portata da una delegazione proveniente dal Giappone, capeggiata dal Vicario generale della diocesi di Nagasaki, l'immagine è stata portata e collocata nella Basilica in modo da poter essere contemplata e pregata dai fedeli.

Non appena la delegazione nipponica ha fatto il suo ingresso nella Basilica con l'immagine della Madonna, due file di persone in costume della nostra Isola, l'hanno affiancata, e al suono de is launeddas, l'hanno accompagnata fino alle scale del presbiterio dov'era disposta una mensola che doveva ricevere, come fosse un tronetto, la preziosa immagine.

Appena sistemata l'immagine sulla mensola, si diffondeva nell'ampia e affollata Basilica la melodia dell'Ave Maria di Schubert, affidata alla voce esperta e soave di un soprano che contribuiva a creare un ambiente di devota preghiera.

Ed ecco la volta del mio saluto-preghiera. E' toccato a me dare il benvenuto nella casa che è sua.

Non posso nascondere che la vista della cavità vuota, per la mancanza degli occhi, continua a "graffiare" la mia anima. Mi ha fatto ricordare la visita che feci diversi anni fa in Brasile e che suscitò grande impressione vedendo la piccola statua della "Aparecida" nel tempio enorme che la custodisce. Ricordo che anche in quel caso pensai: "eppure questo immenso tempio è ancora troppo piccolo per contenere la reale grandezza di questa Donna, anche se raffigurata da una piccola Statua!".

Per dovere di cronaca, ricordo per chi non era presente, che successivamente hanno preso la parola il Vescovo di Ales-Terralba, il rappresentante del Presidente della Regione Sardegna, della Provincia di Cagliari, del Sindaco di Cagliari, il Vicario generale di Nagasaki, il rappresentante della Pastorale della Diocesi di Cagliari, tutti pieni di gioia per ospitare l'illustre piccola immagine della Madonna.

Un momento estremamente bello è stato quello della S. Messa presieduta dall'Arcivescovo di Cagliari Mons. Arrigo Miglio, accompagnato dal Vescovo di Ales-Terralba, Giovanni Dettori e da alcuni sacerdoti diocesani e religiosi, e animata dalla corale dell'Oratorio mercedario.

In una Basilica gremita di fedeli, Mons. Miglio ha offerto spunti di riflessione di grande elevatezza spirituale presentando la Madonna, Regina della pace, che Dio offre ancora ad un mondo in continuo assetto di guerra, che non sa rinunciare alle sue forme illusorie di grandezza e che, per non saper rinunciare alle sue vedute egoistiche, rifiuta la pace cantata dagli Angeli e offerta agli uomini di buona volontà. L'Arcivescovo l'ha fatto partendo dalla liturgia che la chiesa celebrava ricordando la strage degli Innocenti, per dire che anche il mondo di oggi ha i suoi piccoli martiri che potrebbero essere risparmiati solo se l'umanità fosse capace di accogliere il bambino Gesù, Re d'amore e di pace.

Pur non volendo essere questa una cronaca dettagliata di una giornata molto speciale, non posso non dire che nella breve sosta della Madonna di Nagasaki, (meno di 24 ore), alcuni gruppi (molti sono rimasti in lista di attesa!) si sono avvicendati nella preghiera del Santo Rosario intercalati da canti a significare l'accoglienza filiale che la città di Cagliari ha voluto tributare ad una immagine della propria Madre. Col suo messaggio, la Madonna di Nagasaki ha arricchito e impreziosito quello di N.S. di Bonaria, Patrona massima della Sardegna, la quale dal suo trono costantemente ed in perfetto silenzio offre ai fedeli che la incontrano il suo messaggio perennemente presente nella candela accesa: Madre di Gesù, luce del mondo.

La Vergine Santissima, nostra Madre Addolorata, che, bontà sua, ci ha voluto visitare nell'immagine di Nagasaki, voglia restare sempre con noi. Lei ci ottenga dal Signore la grazia di considerare i nostri occhi come appartenenti a Lei, così che sappiamo riversare sulla terra, in Suo nome, attenzioni d'amore e di misericordia verso i piccoli, i poveri, i bisognosi che volentieri si rifugiano sotto il manto materno di Maria, dandoci la pace.

P. Giovannino Tolu





  
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