I pellegrini che arrivano a Fatima restano colpiti dalla semplicità
del luogo. La Basilica con l’alto campanile e il colonnato in tondo
che ricorda San Pietro a Roma.
La grande spianata antistante, quasi sempre vuota, che si riempie
durante le processioni. Anche la Cappellina è una piccola casetta
coperta da una tettoia, dove è collocata la statua di Maria. tutto è
pervaso da una grande pace e serenità.
Molte persone percorrono la spianata in ginocchio, lungo il
marciapiede che attraversa la piazza, per testimoniare il cammino di
Fede e di Preghiera.
Nei pellegrini si intuisce una fede forte e spontanea. Nei momenti
di tranquillità lontano dalla grandi celebrazioni molti sostano alla
Cappellina, in preghiera, con il rosario in mano. Conversano con
Nostra Signora, ed affidano a Lei i loro problemi, e le loro
speranze. La Vergine, con il volto sorridente, sembra sussurri nel
cuore di ciascuno lo stesso invito fatto ai tre pastorelli: Pregate
ogni giorno il Santo Rosario e offrite sacrifici in riparazione dei
molti peccati che anche oggi si commettono. Questo è il cammino
della pace. Oggi le cose non sono meno drammatiche di novant’anni
fa’. Il suo messaggio di allora che ci invita alla preghiera e alla
penitenza è, anche oggi, più che mai valido.
Le grandi Funzioni hanno il loro fascino, la Processione Eucaristica
nel pomeriggio, la fiaccolata dopo cena, la Santa Messa
Internazionale la Domenica mattina con migliaia di persone che
riempiono la piazza.
La cosa più coinvolgente è però la Via Crucis lungo la stradina ora
lastricata, dove possono passare anche i nostri amici in carrozzina,
che ci porta al villaggio dei tre pastorelli fra boschetti di ulivi
e lecci seguendo i semplici capitelli con le immagini della passione
di Gesù; il paesaggio ricorda un po’ quello della Palestina con
pascoli brulli e piante di ulivo.