Le Famiglie dei Pastorelli | Gli appelli del messaggio di Fatima
Capitolo I
Il racconto di Lucia sulle famiglie dei pastorelli è bellissimo.
Abituati al frastuono delle nostre città, sembra quasi un sogno.
Le famiglie di Lucia e dei suoi cuginetti Francesco e Giacinta,
erano così unite, racconta Lucia, che i figli si sentivano a proprio
agio sia a casa degli zii che a casa propria. Con lo stesso piacere
mangiavano in entrambe le case la focaccia ancora calda, appena
uscita dal forno, imbottita di sardine fresche venute da Nazare’ .
In realtà, dice ancora Lucia, tutto il villaggio era così unito da
sembrare un’unica famiglia.
I bambini imparavano sulle ginocchia paterne e sul grembo materno a
pronunciare il Santo nome di Dio e a pregare. La sera si recitava
insieme il santo rosario.
Con il poco necessario per ogni giorno, ringraziavano la Divina Dio
e vivevano nella pace e nella gioia, nell’unione e nell’amore. Nelle
necessità tutti si aiutavano, così il poco bastava per molti, perché
veniva messo in comunione.
Compiuti i sette anni, i bambini cominciavano a prendere parte ai
lavori domestici e collaboravano nel portare le pecore al pascolo.
Al primo albeggiare, i grandi e i giovani si alzavano e uscivano
allegri, cantando al suono della fisarmonica, delle chitarre e del
piffero per recarsi nei campi o ai pascoli con le greggi.
Circondati dagli incanti della natura i ragazzi crescevano sani e
belli e ricchi di fede.
Aljustrel Il villaggio dei tre pastorelli che allora aveva solo
tretatrè famiglie, non è molto cambiato dal 1917 e le case dei
pastorelli conservano la loro dignitosa semplicità.