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società in cui oggi viviamo è sempre più multietnica, multiculturale e
pluriconfessionale. Realizzare la piena comunione fra tutti i cristiani
è per noi un problema urgente nel quale ci imbattiamo nella vita di ogni
giorno. C’è bisogno che si allaccino fili di dialogo, di conoscenza, di
stima reciproca, di riconciliazione; fili attraverso cui ci si possa
parlare, capire e comunicare le reciproche ricchezze, facendosi
testimoni l’uno all’altro della propria fede, delle proprie domande,
delle proprie risposte, dei propri cammini di ricerca. Ognuno è invitato
ad impegnarsi per la pace, per la riconciliazione e la vita fraterna,
realizzando per la sua parte gesti di perdono e lavorando al servizio
della comunità, affinché mai più la violenza abbia la meglio sul
dialogo, la paura e lo scoraggiamento sulla fiducia, il rancore
sull'amore fraterno. Così nascerà una nuova fraternità e si
intrecceranno solidi legami.
Il desiderio di essere uniti al Signore, e di essere in comunione con i
propri fratelli, è l’espressione più alta della speranza e dell’amore
cristiano.
Perché si possa realizzare un avvenire più sereno, sono necessari molti
sacrifici, una crescita personale costante in forza della quale ciascuno
è esigente con se stesso prima che con gli altri, una presenza attiva,
coraggiosa e perseverante nelle questioni della società; ma bisogna
confidare anche sulla grazia di Dio, che trasforma i cuori e le volontà
orientandoli verso il bene. I cristiani sanno che la loro unità sarà
veramente ritrovata solo se sarà fondata sull'unità della loro fede. “È
intanto di lieto auspicio che queste Chiese e Comunità ecclesiali
convengano con la Chiesa cattolica in punti fondamentali della fede
cristiana anche per quanto concerne la Vergine Maria. Esse, infatti, la
riconoscono come Madre del Signore e ritengono che ciò faccia parte
della nostra fede in Cristo, vero Dio e vero uomo. Esse guardano a lei
che ai piedi della Croce accoglie come suo figlio l'amato discepolo, il
quale a sua volta l'accoglie come madre. «È veramente giusto proclamare
beata te, o Deipara, che sei beatissima, tutta pura e Madre del nostro
Dio. Noi magnifichiamo te, che sei più onorabile dei cherubini e
incomparabilmente più gloriosa dei serafini. Tu che, senza perdere la
tua verginità, hai messo al mondo il Verbo di Dio. Tu che veramente sei
la Madre di Dio». Queste lodi, che in ogni celebrazione della liturgia
eucaristica si elevano a Maria, hanno forgiato la fede, la pietà e la
preghiera dei fedeli. Nel corso dei secoli esse hanno permeato tutto il
loro atteggiamento spirituale, suscitando in loro una devozione profonda
per la «Tutta Santa Madre di Dio». Perché, dunque, non guardare a lei
tutti insieme come alla nostra Madre comune, che prega per l'unità della
famiglia di Dio e che tutti «precede» alla testa del lungo corteo dei
testimoni della fede nell'unico Signore, il Figlio di Dio, concepito nel
suo seno verginale per opera dello Spirito Santo?” (cfr Giovanni Paolo
II – enciclica Redemptoris Mater)
Tanta ricchezza di lodi, accumulata dalle diverse forme della grande
tradizione della Chiesa, potrebbe aiutarci a far sì che questa torni a
respirare pienamente con i suoi «due polmoni»: l'Oriente e l'Occidente.
Come ho più volte affermato, ciò è oggi più che mai necessario. Sarebbe
un valido ausilio per far progredire il dialogo in atto tra la Chiesa
cattolica e le Chiese e Comunità ecclesiali di Occidente.86 Sarebbe
anche la via per la Chiesa in cammino di cantare e vivere in modo più
perfetto il suo «Magnificat».
Possa l’alba di questo nuovo millennio sorgere su una Chiesa che ha
ritrovato la piena unità, per meglio testimoniare, in mezzo alle
esacerbate tensioni del mondo, il trascendente amore di Dio, manifestato
nel Figlio Gesù Cristo.
Dio solo conosce i tempi e i momenti. Da parte nostra, vegliamo e
preghiamo, nella speranza, con la Vergine Maria, la Madre di Dio, che
non cessa di vegliare sulla Chiesa di suo Figlio, così come ha vegliato
sugli Apostoli. Amen.
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