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Ufficio delle Letture del 2/6/2018 | Liturgia delle Ore


2 Giugno
Sabato
Ufficio delle letture Lodi Ora Media Compieta
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VIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO | Sabato

Santi Marcellino e Pietro Martiri

Ufficio delle letture




INVITATORIO
V. Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.

Antifona
Ascoltiamo la voce del Signore:
egli ci guida alla terra promessa.

SALMO 94 Invito a lodare Dio
( Il Salmo 94 può essere sostituito dal salmo 99 o 66 o 23 )
Esortandovi a vicenda ogni giorno, finché dura « quest'oggi » (Eb 3,13).

Si enunzia e si ripete l'antifona.

Venite, applaudiamo al Signore, *
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, *
a lui acclamiamo con canti di gioia (Ant.).

Poiché grande Dio è il Signore, *
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, *
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, egli l'ha fatto, *
le sue mani hanno plasmato la terra (Ant.).

Venite, prostràti adoriamo, *
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, *
il gregge che egli conduce (Ant.).

Ascoltate oggi la sua voce: †
« Non indurite il cuore, *
come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto,

dove mi tentarono i vostri padri: *
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere (Ant.).

Per quarant'anni mi disgustai di quella generazione †
e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, *
non conoscono le mie vie;

perciò ho giurato nel mio sdegno: *
Non entreranno nel luogo del mio riposo » (Ant.).

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen (Ant.).


Inno
O re d'eterna gloria,
che irradi sulla Chiesa
i doni del tuo Spirito,
assisti i tuoi fedeli.

Illumina le menti,
consola i nostri cuori
rafforza i nostri passi
sulla via della pace.

E quando verrà il giorno
del tuo avvento glorioso,
accoglici, o Signore,
nel regno dei beati.

A te sia lode, o Cristo,
speranza delle genti,
al Padre e al Santo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.


I Antifona
Il Signore cònvoca cielo e terra
per giudicare il suo popolo.

SALMO 49, 1-6 [I] Il culto gradito a Dio
Cristo non abolì il culto antico, ma lo portò alla sua perfezione, disse infatti: Non sono venuto per abolire, ma per dare compimento (cfr. Mt 5, 17).

Parla il Signore, Dio degli dèi, *
cònvoca la terra da oriente a occidente.
Da Sion, splendore di bellezza, *
Dio rifulge.

Viene il nostro Dio e non sta in silenzio; †
davanti a lui un fuoco divorante, *
intorno a lui si scatena la tempesta.

Convoca il cielo dall'alto *
e la terra al giudizio del suo popolo:

«Davanti a me riunite i miei fedeli, *
che hanno sancito con me l'alleanza
offrendo un sacrificio».

Il cielo annunzi la sua giustizia: *
Dio è il giudice.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.


I Antifona
Il Signore cònvoca cielo e terra
per giudicare il suo popolo.


II Antifona
Grida a me nel giorno della prova:
verrò a liberarti.

SALMO 49, 7-15 [II] Il culto gradito a Dio
Cristo non abolì il culto antico, ma lo portò alla sua perfezione, disse infatti: Non sono venuto per abolire, ma per dare compimento (cfr. Mt 5, 17).

«Ascolta, popolo mio, voglio parlare, †
testimonierò contro di te, Israele: *
Io sono Dio, il tuo Dio.

Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici; *
i tuoi olocausti mi stanno sempre dinanzi.
Non prenderò giovenchi dalla tua casa, *
né capri dai tuoi recinti.

Sono mie tutte le bestie della foresta, *
animali a migliaia sui monti.
Conosco tutti gli uccelli del cielo, *
è mio ciò che si muove nella campagna.

Se avessi fame, a te non lo direi: *
mio è il mondo e quanto contiene.
Mangerò forse la carne dei tori, *
berrò forse il sangue dei capri?

Offri a Dio un sacrificio di lode *
e sciogli all'Altissimo i tuoi voti;
invocami nel giorno della sventura: *
ti salverò e tu mi darai gloria».

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.


II Antifona
Grida a me nel giorno della prova:
verrò a liberarti.


III Antifona
Chi offre il sacrificio della lode,
questi mi onora.

SALMO 49, 16-23 [III] Il culto gradito a Dio
Cristo non abolì il culto antico, ma lo portò alla sua perfezione, disse infatti: Non sono venuto per abolire, ma per dare compimento (cfr. Mt 5, 17).

All'empio dice Dio: †
«Perché vai ripetendo i miei decreti *
e hai sempre in bocca la mia alleanza,

tu che detesti la disciplina *
e le mie parole te le getti alle spalle?
Se vedi un ladro, corri con lui; *
e degli adulteri ti fai compagno.

Abbandoni la tua bocca al male *
e la tua lingua ordisce inganni.
Ti siedi, parli contro il tuo fratello, *
getti fango contro il figlio di tua madre.

Hai fatto questo e dovrei tacere? †
Forse credevi ch'io fossi come te! *
Ti rimprovero: ti pongo innanzi i tuoi peccati».

Capite questo voi che dimenticate Dio, *
perché non mi adiri e nessuno vi salvi.

Chi offre il sacrificio di lode, questi mi onora, †
a chi cammina per la retta via *
mostrerò la salvezza di Dio.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.


III Antifona
Chi offre il sacrificio della lode,
questi mi onora.


Versetto
V. Preghiamo e domandiamo in ogni tempo
R. la piena conoscenza della volontà di Dio.




Prima Lettura
Dal libro di Giobbe 13, 13 - 14, 6

Giobbe si appella al giudizio di Dio
Rispondendo ai suoi amici, Giobbe disse:
«Tacete, state lontani da me: parlerò io,
mi capiti quel che capiti.
Voglio afferrare la mia carne con i denti
e mettere sulle mie mani la mia vita.
Mi uccida pure, non me ne dolgo;
voglio solo difendere davanti a lui la mia condotta!
Questo mi sarà pegno di vittoria,
perché un empio non si presenterebbe davanti a lui.
Ascoltate bene le mie parole
e il mio esposto sia nei vostri orecchi.
Ecco, tutto ho preparato per il giudizio,
son convinto che sarò dichiarato innocente.
Chi vuol muover causa contro di me?
Perché allora tacerò, pronto a morire.
Solo, assicurami due cose
e allora non mi sottrarrò alla tua presenza;
allontana da me la tua mano
e il tuo terrore più non mi spaventi;
poi interrogami pure e io risponderò
oppure parlerò io e tu mi risponderai.
Quante sono le mie colpe e i miei peccati?
Fammi conoscere il mio misfatto e il mio peccato.
Perché mi nascondi la tua faccia
e mi consideri come un nemico?
Vuoi spaventare una foglia dispersa dal vento
e dar la caccia a una paglia secca?
Poiché scrivi contro di me sentenze amare
e mi rinfacci i miei errori giovanili;
tu metti i miei piedi in ceppi,
spii tutti i miei passi
e ti segni le orme dei miei piedi.
Intanto io mi disfò come legno tarlato
o come un vestito corroso da tignola.
L'uomo, nato di donna,
breve di giorni e sazio di inquietudine,
come un fiore spunta e avvizzisce,
fugge come l'ombra e mai si ferma.
Tu, sopra un tal essere tieni aperti i tuoi occhi
e lo chiami a giudizio presso di te?
Chi può trarre il puro dall'immondo? Nessuno.
Se i suoi giorni sono contati,
se il numero dei suoi mesi dipende da te,
se hai fissato un termine che non può oltrepassare,
distogli lo sguardo da lui e lascialo stare
finché abbia compiuto, come un salariato,
la sua giornata!».

Responsorio Breve Cfr. Gb 13, 20. 21; Ger 10, 24
R. Non mi sottrarrò alla tua presenza, Signore; allontana da me il castigo della tua mano * e il tuo terrore più non mi spaventi.
V. Correggimi, Signore, ma con giusta misura; non secondo la tua ira, perché non venga meno,
R. e il tuo terrore più non mi spaventi.


Seconda Lettura
DDai «Trattati» di san Zeno di Verona, vescovo (15, 2; PL 11, 441-443)

Giobbe prefigurava in Cristo
obbe fu privato di tutte le ricchezze che possedeva, anche il Signore, per amor nostro, si privò di tutti i beni celesti e si fece povero, per fare ricchi noi. Il diavolo uccise nel suo furore i figli di Giobbe. Anche il popolo fariseo nel suo pazzo odio uccise i profeti, figli del Signore.
Giobbe fu ricoperto di piaghe. Anche il Signore, assumendo la nostra carne, si ricoprì delle sozzure e delle iniquità di tutto il genere umano.
La moglie esortava Giobbe a maledire. Così la sinagoga cercava di spingere il Signore a seguire le false tradizioni dei farisei.
Giobbe fu insultato dagli amici e anche il Signore fu insultato dai suoi sacerdoti, da quelli che avrebbero dovuto onorarlo.
Giobbe giaceva abbandonato nell'immondezzaio dove brulicavano i vermi e anche il Signore giacque nel vero immondezzaio, cioè nel fango di questo mondo, in mezzo a quei veri vermi che sono gli uomini pieni di ogni scelleratezza e di ogni passione.
Giobbe riacquistò la salute del suo corpo e dei suoi beni. Il Signore con la sua risurrezione da morte ha donato a quanti credono in lui non soltanto la salvezza, ma anche l'immortalità e ha ripreso il dominio su tutte le cose, secondo quanto egli stesso afferma: «Tutto mi è stato dato dal Padre mio» (Mt 11, 27).
Giobbe generò altri figli al posto di quelli perduti. Anche il Signore al posto dei profeti generò, quali suoi figli, i santi apostoli.
Giobbe finalmente, al colmo della felicità, riposò in pace. Il Signore invece resta benedetto in eterno per tutti i secoli dei secoli.

Responsorio Breve Cfr. Eb 12, 1-2; 2 Cor 6, 4-5
R. Corriamo con tenacia nella corsa che ci sta davanti, * fissando lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.
V. Affrontiamo con fermezza tribolazioni, necessità, angosce, percosse, prigioni,
R. fissando lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.


Orazione
Concedi, Signore, che il corso degli eventi nel mondo si svolga secondo la tua volontà nella giustizia e nella pace, e la tua Chiesa si dedichi con serena fiducia al tuo servizio. Per il nostro Signore.

R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio


2 Giugno
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