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Ufficio delle Letture del 16/2/2017 | Liturgia delle Ore


16 Febbraio
Giovedi
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VI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO | Giovedi

Ufficio delle letture




INVITATORIO
V. Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.

Antifona
Venite al Signore con canti di gioia!

SALMO 94 Invito a lodare Dio
( Il Salmo 94 può essere sostituito dal salmo 99 o 66 o 23 )
Esortandovi a vicenda ogni giorno, finché dura « quest'oggi » (Eb 3,13).

Si enunzia e si ripete l'antifona.

Venite, applaudiamo al Signore, *
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, *
a lui acclamiamo con canti di gioia (Ant.).

Poiché grande Dio è il Signore, *
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, *
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, egli l'ha fatto, *
le sue mani hanno plasmato la terra (Ant.).

Venite, prostràti adoriamo, *
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, *
il gregge che egli conduce (Ant.).

Ascoltate oggi la sua voce: †
« Non indurite il cuore, *
come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto,

dove mi tentarono i vostri padri: *
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere (Ant.).

Per quarant'anni mi disgustai di quella generazione †
e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, *
non conoscono le mie vie;

perciò ho giurato nel mio sdegno: *
Non entreranno nel luogo del mio riposo » (Ant.).

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen (Ant.).


Inno
O Cristo, Verbo del Padre,
re glorioso fra gli angeli,
luce e salvezza del mondo,
in te crediamo.

Cibo e bevanda di vita,
balsamo, veste dimora,
forza, rifugio, conforto,
in te speriamo.

Illumina col tuo Spirito
l'oscura notte del male,
orienta il nostro cammino
incontro al Padre. Amen.


I Antifona
Tu ci salvi, Signore:
celebriamo il tuo nome per sempre.

SALMO 43, 2-9 [I] Il popolo di Dio nella sventura
In tutte le tribolazioni noi siamo più che vincitori, per virtù di colui che ci ha amati (Rm 8, 37).

Dio, con i nostri orecchi abbiamo udito, †
i nostri padri ci hanno raccontato
l'opera che hai compiuto ai loro giorni, *
nei tempi antichi.

Tu, per piantarli, con la tua mano
hai sradicato le genti, *
per far loro posto, hai distrutto i popoli.

Poiché non con la spada conquistarono la terra, *
né fu il loro braccio a salvarli;

ma il tuo braccio e la tua destra
e la luce del tuo volto, *
perché tu li amavi.

Sei tu il mio re, Dio mio, *
che decidi vittorie per Giacobbe.

Per te abbiamo respinto i nostri avversari, *
nel tuo nome abbiamo annientato
i nostri aggressori.

Infatti nel mio arco non ho confidato *
e non la mia spada mi ha salvato,
ma tu ci hai salvati dai nostri avversari, *
hai confuso i nostri nemici.

In Dio ci gloriamo ogni giorno, *
celebrando senza fine il tuo nome.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.


I Antifona
Tu ci salvi, Signore:
celebriamo il tuo nome per sempre.


II Antifona
Perdona il tuo popolo, Signore;
non ci esporre alla vergogna.

SALMO 43, 10-17 [II] Il popolo di Dio nella sventura
In tutte le tribolazioni noi siamo più che vincitori, per virtù di colui che ci ha amati (Rm 8, 37).

Ma ora ci hai respinti e coperti di vergogna, *
e più non esci con le nostre schiere.

Ci hai fatti fuggire di fronte agli avversari *
e i nostri nemici ci hanno spogliati.

Ci hai consegnato come pecore da macello, *
ci hai dispersi in mezzo alle nazioni.

Hai venduto il tuo popolo per niente, *
sul loro prezzo non hai guadagnato.

Ci hai resi ludibrio dei nostri vicini, *
scherno e obbrobrio a chi ci sta intorno.

Ci hai resi la favola dei popoli, *
su di noi le nazioni scuotono il capo.

L'infamia mi sta sempre davanti *
e la vergogna copre il mio volto

per la voce di chi insulta e bestemmia, *
davanti al nemico che brama vendetta.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.


II Antifona
Perdona il tuo popolo, Signore;
non ci esporre alla vergogna.


III Antifona
Sorgi, Signore,
salvaci nella tua misericordia.

SALMO 43, 18-27 [III] Il popolo di Dio nella sventura
In tutte le tribolazioni noi siamo più che vincitori, per virtù di colui che ci ha amati (Rm 8, 37).

Tutto questo ci è accaduto †
e non ti avevamo dimenticato, *
non avevamo tradito la tua alleanza.

Non si era volto indietro il nostro cuore, *
i nostri passi non avevano lasciato il tuo sentiero;
ma tu ci hai abbattuti in un luogo di sciacalli *
e ci hai avvolti di ombre tenebrose.

Se avessimo dimenticato il nome del nostro Dio *
e teso le mani verso un dio straniero,
forse che Dio non lo avrebbe scoperto, *
lui che conosce i segreti del cuore?

Per te ogni giorno siamo messi a morte, *
stimati come pecore da macello.

Svegliati, perché dormi, Signore? *
Destati, non ci respingere per sempre.
Perché nascondi il tuo volto, *
dimentichi la nostra miseria e oppressione?

Poiché siamo prostrati nella polvere, *
il nostro corpo è steso a terra.
Sorgi, vieni in nostro aiuto; *
salvaci per la tua misericordia.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.


III Antifona
Sorgi, Signore,
salvaci nella tua misericordia.


Versetto
V. Da chi andremo, Signore?
R. Tu hai parole di vita eterna.




Prima Lettura
Dal libro dei Proverbi 10, 6-32

Sentenze varie
Le benedizioni del Signore sul capo del giusto,
la bocca degli empi nasconde il sopruso.
La memoria del giusto è in benedizione,
il nome degli empi svanisce.
L'assennato accetta i comandi,
il linguacciuto va in rovina.
Chi cammina nell'integrità va sicuro,
chi rende tortuose le sue vie sarà scoperto.
Chi chiude un occhio causa dolore,
chi riprende a viso aperto procura pace.
Fonte di vita è la bocca del giusto,
la bocca degli empi nasconde violenza.
L'odio suscita litigi,
l'amore ricopre ogni colpa.
Sulle labbra dell'assennato si trova la sapienza,
per la schiena di chi è privo di senno il bastone.
I saggi fanno tesoro della scienza,
ma la bocca dello stolto è un pericolo imminente.
I beni del ricco sono la sua roccaforte,
la rovina dei poveri è la loro miseria.
Il salario del giusto serve per la vita,
il guadagno dell'empio è per i vizi.
E` sulla via della vita chi osserva la disciplina,
chi trascura la correzione si smarrisce.
Placano l'odio le labbra sincere,
chi diffonde la calunnia è uno stolto.
Nel molto parlare non manca la colpa,
chi frena le labbra è prudente.
Argento pregiato è la lingua del giusto,
il cuore degli empi vale ben poco.
Le labbra del giusto nutriscono molti,
gli stolti muoiono in miseria.
La benedizione del Signore arricchisce,
non le aggiunge nulla la fatica.
E' un divertimento per lo stolto compiere il male,
come il coltivar la sapienza per l'uomo prudente.
Al malvagio sopraggiunge il male che teme,
il desiderio dei giusti invece è soddisfatto.
Al passaggio della bufera l'empio cessa di essere,
ma il giusto resterà saldo per sempre.
Come l'aceto ai denti e il fumo agli occhi
così è il pigro per chi gli affida una missione.
Il timore del Signore prolunga i giorni,
ma gli anni dei malvagi sono accorciati.
L'attesa dei giusti finirà in gioia,
ma la speranza degli empi svanirà.
La via del Signore è una fortezza per l'uomo retto,
mentre è una rovina per i malfattori.
Il giusto non vacillerà mai,
ma gli empi non dureranno sulla terra.
La bocca del giusto esprime la sapienza,
la lingua perversa sarà tagliata.
Le labbra del giusto stillano benevolenza,
la bocca degli empi perversità.

Responsorio Breve Sal 36, 30. 31; cfr. 111, 6. 7
R. La bocca del giusto proclama la sapienza, e la sua lingua esprime la giustizia; * la legge del suo Dio è nel suo cuore.
V. Il giusto sarà sempre nel ricordo; non temerà annunzio di sventura:
R. la legge del suo Dio è nel suo cuore.


Seconda Lettura
Dal «Commento sui salmi» di sant'Ambrogio, vescovo
Sal 36, 65-66; CSEL 64, 123-125)


Apri la tua bocca alla parola di Dio
Sia sempre nel nostro cuore e sulla nostra bocca la meditazione della sapienza e la nostra lingua esprima la giustizia. La legge del nostro Dio sia nel nostro cuore (cfr. Sal 36, 30). Per questo la Scrittura ci dice: «Parlerai di queste quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai» (Dt 6, 7). Parliamo dunque del Signore Gesù, perché egli è la Sapienza, egli è la Parola, è la Parola di Dio. Infatti è stato scritto anche questo: Apri la tua bocca alla parola di Dio.
Chi riecheggia i suoi discorsi e medita le sue parole la diffonde. Parliamo sempre di lui. Quando parliamo della sapienza, è lui colui di cui parliamo, così quando parliamo della virtù, quando parliamo della giustizia, quando parliamo della pace, quando parliamo della verità, della vita, della redenzione, è di lui che parliamo.
Apri la tua bocca alla parola di Dio, sta scritto. Tu la apri, egli parla. Per questo Davide ha detto: Ascolterò che cosa dice in me il Signore (cfr. Sal 84, 9) e lo stesso Figlio di Dio dice: «Apri la tua bocca, la voglio riempire» (Sal 80, 11). Ma non tutti possono ricevere la perfezione della sapienza come Salomone e come Daniele. A tutti però viene infuso lo spirito della sapienza secondo la capacità di ciascuno, perché tutti abbiano la fede. Se credi, hai lo spirito di sapienza.
Perciò medita sempre, parla sempre delle cose di Dio, «quando sarai seduto in casa tua» (Dt 6, 7). Per casa possiamo intendere la chiesa, possiamo intendere il nostro intimo, per parlare all'interno di noi stessi. Parla con saggezza per sfuggire al peccato e per non cadere con il troppo parlare. Quando stai seduto parla con te stesso, quasi come dovessi giudicarti. Parla per strada, per non essere mai ozioso. Tu parli per strada se parli secondo Cristo, perché Cristo è la via. In cammino parla a te stesso, parla a Cristo. Senti come devi parlargli: «Voglio, dice, che gli uomini preghino dovunque si trovino, alzando al cielo mani pure senza ira e senza contese» (1 Tm 2, 8). Parla, o uomo, quando ti corichi affinché non ti sorprenda il sonno di morte. Senti come potrai parlare sul punto di addormentarti: «Non concederò sonno ai miei occhi né riposo alle mie palpebre, finché non trovi una sede per il Signore, una dimora per il Potente di Giacobbe» (Sal 131, 4-5).
Quando ti alzi, parlagli per eseguire ciò che ti è comandato. Senti come Cristo ti sveglia. La tua anima dice: «Un rumore! E' il mio diletto che bussa» (Ct 5, 2) e Cristo dice: «Aprimi, sorella mia, mia amica» (Ivi). Senti come tu devi svegliare Cristo. L'anima dice: «Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, svegliate, ridestate l'amore» (Ct 3, 5). L'amore è Cristo.

Responsorio Breve Cfr. 1 Cor 1, 30-31; Gv 1, 16
R. Cristo Gesù è diventato per noi sapienza e giustizia, santificazione e redenzione. Come sta scritto: *
Chi si vanta, si vanti nel Signore.
V. Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia.
R. Chi si vanta, si vanti nel Signore.


Orazione
O Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti amano e con cuore retto e sincero custodiscano la tua parola, rendici degni di diventare tua stabile dimora. Per il nostro Signore.

R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio


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