Ufficio delle Letture - Liturgia delle Ore : Il breviario elettronico di Regina Mundi
 


Ufficio delle Letture del 16/12/2020 | Liturgia delle Ore


16 Dicembre
Mercoledi
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III SETTIMANA DI AVVENTO | Mercoledi

Ufficio delle letture




INVITATORIO
V. Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.

Antifona
Venite, adoriamo il Signore
che viene per noi.

Oppure:
Adoriamo il Signore, il nostro Re:
egli viene a salvarci.

SALMO 94 Invito a lodare Dio
( Il Salmo 94 può essere sostituito dal salmo 99 o 66 o 23 )
Esortandovi a vicenda ogni giorno, finché dura « quest'oggi » (Eb 3,13).

Si enunzia e si ripete l'antifona.

Venite, applaudiamo al Signore, *
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, *
a lui acclamiamo con canti di gioia (Ant.).

Poiché grande Dio è il Signore, *
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, *
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, egli l'ha fatto, *
le sue mani hanno plasmato la terra (Ant.).

Venite, prostràti adoriamo, *
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, *
il gregge che egli conduce (Ant.).

Ascoltate oggi la sua voce: †
« Non indurite il cuore, *
come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto,

dove mi tentarono i vostri padri: *
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere (Ant.).

Per quarant'anni mi disgustai di quella generazione †
e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, *
non conoscono le mie vie;

perciò ho giurato nel mio sdegno: *
Non entreranno nel luogo del mio riposo » (Ant.).

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen (Ant.).


Inno
Verbo, splendore del Padre,
nella pienezza dei tempi
tu sei disceso dal cielo,
per redimere il mondo.

Il tuo Vangelo di pace
ci liberi da ogni colpa,
infonda luce alle menti,
speranza ai nostri cuori.

Quando verrai come giudice,
fra gli splendori del cielo,
accoglici alla tua destra
nell’assemblea dei beati.

Sia lode al Cristo Signore,
al Padre e al Santo Spirito,
com’era nel principio,
ora e nei secoli eterni. Amen.


I Antifona
Davanti al tuo volto, Signore,
grazia e fedeltà.

SALMO 88, 2-19 [I] La misericordia di Dio per la casa di Davide
Dalla discendenza di Davide secondo la promessa Dio trasse per Israele un salvatore, Gesù (At 13, 23).

Canterò senza fine le grazie del Signore, *
con la mia bocca
annunzierò la tua fedeltà nei secoli,

perché hai detto:
«La mia grazia rimane per sempre»; *
la tua fedeltà è fondata nei cieli.

«Ho stretto un'alleanza con il mio eletto, *
ho giurato a Davide mio servo:
stabilirò per sempre la tua discendenza, *
ti darò un trono che duri nei secoli».

I cieli cantano le tue meraviglie, Signore, *
la tua fedeltà nell'assemblea dei santi.
Chi sulle nubi è uguale al Signore, *
chi è simile al Signore tra gli angeli di Dio?

Dio è tremendo nell'assemblea dei santi, *
grande e terribile tra quanti lo circondano.

Chi è uguale a te, Signore, Dio degli eserciti? *
Sei potente, Signore, e la tua fedeltà ti fa corona.

Tu domini l'orgoglio del mare, *
tu plachi il tumulto dei suoi flutti.
Tu hai calpestato Raab come un vinto, *
con braccio potente hai disperso i tuoi nemici.

Tuoi sono i cieli, tua è la terra, *
tu hai fondato il mondo e quanto contiene;
il settentrione e il mezzogiorno tu li hai creati, *
il Tabor e l'Ermon cantano il tuo nome.

E' potente il tuo braccio, *
forte la tua mano, alta la tua destra.
Giustizia e diritto sono la base del tuo trono, *
grazia e fedeltà precedono il tuo volto.

Beato il popolo che ti sa acclamare *
e cammina, o Signore, alla luce del tuo volto:
esulta tutto il giorno nel tuo nome, *
nella tua giustizia trova la sua gloria.

Perché tu sei il vanto della sua forza *
e con il tuo favore innalzi la nostra potenza.
Perché del Signore è il nostro scudo, *
il nostro re, del Santo d'Israele.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.


I Antifona
Davanti al tuo volto, Signore,
grazia e fedeltà.


II Antifona
Si è fatto uomo dalla stirpe di Davide,
Cristo, Figlio di Dio.

SALMO 88, 20-30 [II] La misericordia di Dio per la casa di Davide
Dalla discendenza di Davide secondo la promessa Dio trasse per Israele un salvatore, Gesù (At 13, 23).

Un tempo parlasti in visione ai tuoi santi dicendo: †
«Ho portato aiuto a un prode, *
ho innalzato un eletto tra il mio popolo.

Ho trovato Davide, mio servo, *
con il mio santo olio l'ho consacrato;
la mia mano è il suo sostegno, *
il mio braccio è la sua forza.

Su di lui non trionferà il nemico, *
né l'opprimerà l'iniquo.
Annienterò davanti a lui i suoi nemici *
e colpirò quelli che lo odiano.

La mia fedeltà e la mia grazia saranno con lui *
e nel mio nome si innalzerà la sua potenza.
Stenderò sul mare la sua mano *
e sui fiumi la sua destra.

Egli mi invocherà: Tu sei mio padre, *
mio Dio e roccia della mia salvezza.
Io lo costituirò mio primogenito, *
il più alto tra i re della terra.

Gli conserverò sempre la mia grazia, *
la mia alleanza gli sarà fedele.
Stabilirò per sempre la sua discendenza, *
il suo trono come i giorni del cielo».

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.


II Antifona
Si è fatto uomo dalla stirpe di Davide,
Cristo, Figlio di Dio.


III Antifona
Dio ha promesso a Davide, suo servo:
Per sempre durerà la tua discendenza.

SALMO 88, 31-38 [III] La misericordia di Dio per la casa di Davide
Dalla discendenza di Davide secondo la promessa Dio trasse per Israele un salvatore, Gesù (At 13, 23).

Se i suoi figli abbandoneranno la mia legge *
e non seguiranno i miei decreti,
se violeranno i miei statuti *
e non osserveranno i miei comandi,

punirò con la verga il loro peccato *
e con flagelli la loro colpa.

Ma non gli toglierò la mia grazia *
e alla mia fedeltà non verrò mai meno.
Non violerò la mia alleanza, *
non muterò la mia promessa.

Sulla mia santità ho giurato una volta per sempre: *
certo non mentirò a Davide.

In eterno durerà la sua discendenza, *
il suo trono davanti a me quanto il sole,
sempre saldo come la luna, *
testimone fedele nel cielo».

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.


III Antifona
Dio ha promesso a Davide, suo servo:
Per sempre durerà la tua discendenza.


Versetto
V. Fa' che torniamo a te, Signore nostro Dio:
R. mostraci il tuo volto, e saremo salvi.




Prima Lettura
Dal libro del profeta Isaia 31, 1-3; 32, 1-8

Ci sarà un regno di giustizia
Guai a quanti scendono in Egitto per cercar aiuto,
e pongono la speranza nei cavalli,
confidano nei carri perché numerosi
e sulla cavalleria perché molto potente,
senza guardare al Santo di Israele
e senza cercare il Signore.
Eppure anch'egli è capace di mandare sciagure
e non rinnega le sue parole.
Egli si alzerà contro la razza dei malvagi
e contro l'aiuto dei malfattori.
L'Egiziano è un uomo e non un dio,
i suoi cavalli sono carne e non spirito.
Il Signore stenderà la sua mano:
inciamperà chi porta aiuto
e cadrà chi è aiutato,
tutti insieme periranno.

Ecco, un re regnerà secondo giustizia
e i principi governeranno secondo il diritto.
Ognuno sarà come un riparo contro il vento
e uno schermo dall'acquazzone,
come canali d'acqua in una steppa,
come l'ombra di una grande roccia su arida terra.
Non si chiuderanno più gli occhi di chi vede
e gli orecchi di chi sente staranno attenti.
Gli animi volubili si applicheranno a comprendere
e la lingua dei balbuzienti
parlerà spedita e con chiarezza.
L'uomo abietto non sarà chiamato più nobile
né l'imbroglione sarà detto gentiluomo,
poiché l'abietto fa discorsi abietti
e il suo cuore trama iniquità,
per commettere empietà
e affermare errori intorno al Signore,
per lasciare vuoto lo stomaco dell'affamato
e far mancare la bevanda all'assetato.
L'imbroglione — iniqui sono i suoi imbrogli —
macchina scelleratezze
per rovinare gli oppressi con parole menzognere,
anche quando il povero può provare il suo diritto.
Il nobile invece si propone cose nobili
e agisce sempre con nobiltà.

Responsorio Breve Is 32, 3. 4; Ger 23, 5
R. Non si annebbieranno gli occhi di chi vede, e le orecchie di chi sente saranno attente; * il cuore degli stolti imparerà la sapienza.
V. Farò nascere per Davide un germoglio giusto:
egli regnerà e sarà saggio;
R. il cuore degli stolti imparerà la sapienza.


Seconda Lettura
Dal trattato «Contro le eresie» di sant'Ireneo, vescovo
Lib 4, 20, 4-5; Sc 100, 634-640)


Alle venuta di Cristo, Dio sarà visto dagli uomini
Uno è il Signore che nel Verbo e nella Sapienza tutto ha creato e disposto.
Questo è il Verbo di Dio, il Signore nostro Gesù Cristo, che nella pienezza dei tempi si è fatto uomo tra gli uomini per unire la fine con il loro principio, cioè l'uomo a Dio.
Ecco perché i profeti, dotati dal Verbo stesso del loro carisma, hanno preannunziato l'incarnazione di colui che avrebbe operato la comunione perfetta fra Dio e l'uomo secondo il piano eterno di amore del Padre. Fin dall'inizio della storia il Verbo aveva annunziato che gli uomini avrebbero visto Dio e che Dio avrebbe vissuto insieme ad essi nel mondo, e avrebbe parlato con loro e sarebbe stato accanto all'uomo da lui creato per salvarlo, per lasciarsi raggiungere da lui, per liberarlo dalle mani dei suoi persecutori (cfr. Lc 1, 71), cioè dagli spiriti di corruzione e di peccato. Dio avrebbe fatto sì che noi potessimo servirlo in santità e giustizia per tutti i nostri giorni (cfr. Lc 1, 74-75). Così l'uomo, unito allo Spirito di Dio, sarebbe entrato nella gloria del Padre.
I profeti annunziarono in anticipo che Dio sarebbe stato visto dagli uomini, conformemente alle parole del Signore: «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5, 8). Certo nella realtà della sua grandezza e della sua gloria ineffabile nessuno potrà vedere Dio e vivere (cfr. Es 33, 20). Il Padre infatti è inaccessibile. Ma nel suo amore, nella sua bontà e nella sua potenza è giunto fino a concedere a coloro che lo amano il privilegio di poterlo vedere. Ed è proprio questo che annunziavano i profeti, poiché «ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio» (Lc 18, 27). L'uomo infatti con le sue sole forze non può vedere Dio. Ma se Dio lo vuole, nell'abisso della sua volontà, si lascia vedere da chi vuole, quando vuole e come vuole.
Dio ha potere su tutti e su ogni cosa. Si rese un tempo accessibile in visione profetica per mezzo del suo Spirito, si lascia vedere ora mediante il suo Figlio, dando l'adozione a figli. Sarà visto, infine, nel regno dei cieli nella pienezza della sua paternità. Lo Spirito infatti prepara gli uomini nel Figlio. Il Figlio li conduce al Padre. Il Padre dona l'incorruttibilità e la vita eterna che derivano dalla visione di Dio per coloro che lo vedono. Come coloro che vedono la luce sono nella luce, e partecipano al suo splendore e ne colgono la chiarezza, così coloro che vedono Dio, sono in Dio e ricevono il suo splendore. Lo splendore di Dio dona la vita: la ricevono coloro che vedono Dio.

Responsorio Breve Dt 18, 18; Lc 20, 9; Gv 6, 14
R. Farò nascere un profeta per il mio popolo, gli porrò in bocca le mia parole, * e annunzierà tutti i miei comandamenti.
V. Manderò il mio amatissimo figlio: questo è davvero il profeta che deve venire nel mondo,
R. e annunzierà tutti i miei comandamenti.


Orazione
Concedi, Dio onnipotente, che la festa ormai vicina del nostro Redentore ci sostenga nelle fatiche di ogni giorno e ci dia il possesso dei beni eterni. Per il nostro Signore.

R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio


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