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Liturgia delle Ore


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La Liturgia delle Ore è antica quanto la Chiesa. Gesù stesso, leggiamo nel Vangelo, si ritirava spesso nel deserto o sul monte a pregare (Mc 1, 35; 6, 46) alzandosi al mattino presto (Mc 1,35); o passava la nottata intera in orazione al Padre (Lc 6, 12; Mt 14,23.25).
Gesù ha raccomandato anche a noi di seguire il suo esempio, pregando sempre, senza stancarci mai (Lc 18,1; 1 Ts 5,17). Una preghiera umile, vigilante, perseverante, fiduciosa nella bontà del Padre.
Gli Apostoli, a loro volta, continuarono a richiamare il comando del Signore. Li vediamo riunirsi per la preghiera all'ora di terza (At 2,1-15). Lo stesso Pietro «salì verso mezzogiorno sulla terrazza a pregare» (At 10, 9); anche «Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso te tre del pomeriggio» (At 3, 1).
La comunità cristiana era anch'essa assidua nella preghiera e nell'ascolto dell'insegnamento degli Apostoli (At 2, 42). E questo fin dall'inizio, quando era ancora viva Maria, la Madre di Gesù (At 1, 14 ).

“La preghiera della Liturgia delle ore è raccomandata principalmente ai vescovi, i sacerdoti e i diaconi aspiranti al sacerdozio, che hanno ricevuto dalla Chiesa il mandato (cf n. 17) di celebrare la Liturgia delle Ore. Essi hanno l'obbligo di assolvere ogni giorno tutte le Ore (cf CIC, cc. 276 § 3; 1174 § 1), osservando, per quanto è possibile, il loro vero tempo, non tralasciando mai queste Ore se non per un motivo grave.
Si raccomanda a tutte le altre comunità religiose e ai loro singoli membri di celebrare, secondo le circostanze in cui si trovano, alcune parti della Liturgia delle Ore: essa è preghiera della Chiesa e fa di tutti, dovunque dispersi, un cuore solo e un'anima sola. La stessa esortazione è rivolta anche ai laici”(cfr Costituzione Apostolica Concilio E.Vaticano II)

Giovanni Paolo II aggiunge: “Quanto gioverebbe che non solo nelle comunità religiose, ma anche in quelle parrocchiali, ci si adoperasse maggiormente perché tutto il clima fosse pervaso di preghiera. Occorrerebbe valorizzare, col debito discernimento, le forme popolari, e soprattutto educare a quelle liturgiche. Una giornata della comunità cristiana, in cui si coniughino insieme i molteplici impegni pastorali e di testimonianza nel mondo con la celebrazione eucaristica e magari con la recita di Lodi e Vespri, è forse più « pensabile » di quanto ordinariamente non si creda. L'esperienza di tanti gruppi cristianamente impegnati, anche a forte componente laicale, lo dimostra.” ( cfr Lettera Apostolica Novo Millennio Ineunte)
Il ciclo quotidiano è il ritmo fondamentale della vita umana: esso costituisce il quadro naturale dei nostri incontri con Dio.
Dalle sue origini, caratteristica propria di questa azione liturgica è quella della santificazione della giornata e del tempo, segnando il tempo della giornata con incontri fissati in momenti significativi, incontri che sono vere celebrazioni di preghiera. Offrendo il tempo santificato dalla lode, noi intendiamo offrire noi stessi in quanto immersi nel tempo. In «quel» tempo noi riconosciamo e offriamo «tutto» il tempo e tutta la nostra vita. tenendo conto, però, delle condizioni della vita odierna nella recita delle Ore si osservi il tempo, che corrisponde più da vicino al tempo vero di ciascuna Ora canonica».
Chi recita i salmi nella Liturgia delle Ore, li recita non tanto a nome proprio quanto a nome di tutto il Corpo di Cristo, anzi nella persona di Cristo stesso.

La Chiesa nella Liturgia esprime i voti e i desideri di tutti i cristiani, anzi supplica Cristo e, per mezzo di lui, il Padre per la salvezza di tutto il mondo. Le preghiere vengono fatte a nome di Cristo, cioè «per il nostro Signore Gesù Cristo», e così la Chiesa continua a fare quelle suppliche che Cristo offrì nei giorni della sua vita terrena (cf Eb 5,7) e che perciò godono di una efficacia particolare.
Nella celebrazione delle Ore, ogni «Ora» è messa in contatto con un avvenimento storico della vita del Signore. Ogni «ora» ha una connotazione pasquale in quanto è collegata ad un avvenimento della Pasqua del Signore.

Le Ore canoniche sono così divise:

Lodi mattutine: si fa memoria della Risurrezione di Cristo, la «luce vera che illumina ogni uomo» (Gv 1,9), il «Sole di giustizia» (Mal 4, 2), il a Sole che spunta dall'alto» (Lc 1,78) (Inno di Lodi, I sett.);
Ora terza: si fa memoria della Pentecoste: «Venga su noi, Signore, il dono dello Spirito, che in quest'ora discese sulla Chiesa nascente» (Inno, Terza).

- Ora sesta: si fa memoria della Crocifissione: «In quest'ora sul Golgota, vero agnello pasquale, Cristo paga il riscatto per la nostra salvezza» (Inno, Sesta).

- Ora nona: si fa memoria di s. Pietro che sale al tempio a pregare: «San Pietro che in quest'ora salì al tempio a pregare, rafforzi i nostri passi sulla via della fede» (Inno, Nona).

- Vespri: si fa memoria del sacrificio di Cristo sulla croce; dell'Ultima Cena; del Cristo-Luce, splendore della gloria del Padre (Eb 1,3); dello Spirito Santo, fiamma che viene dal Padre dei lumi (Gc 1,17). Nell'ora in cui viene la notte e si accende la lucerna, la Chiesa rivolge la propria lode-ringraziamento a Colui che è «luce d'eterna luce», giorno senza tramonto (Inno e orazione dei Vespri).

- Compieta: si fa memoria del Cristo che scende nel riposo della tomba con la certezza del prossimo giorno radioso della risurrezione; vi sono richiami anche alla Venuta ultima del Signore alla fine dei tempi (Inno e orazione di compieta).

- L'Ufficio delle letture, a norma della Costituzione Sacrosanctum concilium, «pur conservando il carattere di preghiera notturna per il coro, deve essere adattato in modo che si possa recitare in qualsiasi ora del giorno, e avere un minor numero di salmi e letture più lunghe».

l'«Ora media», L'ordinamento di Terza, Sesta e Nona è strutturato in modo da tener conto sia di coloro che dicono soltanto un'Ora, cioè

l'«Ora media», sia di coloro che devono o desiderano dire tutte e tre le Ore.
 




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