Chi ci separerà dall'amore di Cristo?
Forse la tribolazione, l'angoscia,
la persecuzione, la fame, la nudità,
il pericolo, la spada?
Ma in tutte queste cose
noi siamo più che vincitori
per virtù di colui che ci ha amati.
Io sono infatti persuaso che né morte né vita,
né angeli né principati,
nè presente né avvenire, né potenze,
né altezza, né profondità,
né alcuna creatura potrà mai separarci
dall'amore di Dio,
in Cristo Gesù, nostro Signore.
Rm. 8, 36-39
ome testimoniato dalla tradizione più antica
nell'anno 67 d.C Paolo è arrestato, messo in carcere e
dopo un processo sommario é condannato a morte
come cristiano, durante la terribile persecuzione di
Nerone. Nello stesso anno, sempre secondo la
tradizione, subirà il martirio con la crocifissione anche S. Pietro,
sul colle vaticano. Paolo, essendo "cittadino romano", non
potevano infliggergli il "servile suplicium", il supplizio degli
schiavi (la crocifissione), ma doveva morire decapitato con la spada
romana.
Secondo la tradizione e portato da un drappello sulla via Ostiense a
Roma presso le "acque salvie", dove sorse poi la chiesa delle "Tre
Fontane", perché secondo la tradizione la testa dell'apostolo al
momento della decapitazione ha fatto tre balzi e nei tre punti
toccati sono sorte tre fonti d’acqua.
Alcuni cristiani presenti
raccolsero il corpo e lo seppellirono a circa 3 km di distanza dove
ora sorge l‘attuale Basilica di S. Paolo Fuori le Mura, essendo quella
un‘area cimiteriale della Roma antica. Su quest'area l'Imperatore
Costantino fece erigere la prima basilica in onore di S. Paolo.
Sotto l'attuale altare della Confessione della attuale Basilica, nel
XIX sec. e stato rinvenuto un sarcofago con una lastra che portava
inciso l'iscrizione PAULO APOSTOLO MARTIRE. Qui sono
conservate le sue reliquie. Molto possiamo dire ancora di S. Paolo,
ma il suo ritratto lo possiamo sintetizzare in questo passo della
lettera ai Romani che troviamo sul pannello finale: Rm 8,35-39:
"Chi ci separera dall'amore di Cristo?...".