Un certo Anania venne e mi disse:
Saulo, fratello, torna a vedere!
E in quell'istante io guardai verso di lui
e riebbi la vista.
Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri
ti ha predestinato a conoscere la sua volontà,
e vedere il Giusto
e ascoltare una parola della sua stessa bocca.
Tu renderai testimonianza
di quanto hai visto e udito
davanti a tutti gli uomini.
Atti 22, 12-15
opo
questo incontro con il Cristo risorto sulla via di Damasco
Paolo è cieco, questo fatto è sottolineato con una certa enfasi dal
racconti degli atti:
Saulo si alzò da terra ma, aperto gli occhi, non vedeva più nulla. Così,
guidandolo per mano, lo condussero a Damasco, dove rimase tre giorni senza
vedere e senza prendere nè cibo, nè bevanda
Tutto attorno a lui è buio! La cecità fisica di Paolo è però simbolo
di un'altra cecità, quella interiore, quella spirituale.
Egli conosceva il Dio della legge di Mosè, ma l'incontro con Gesù risorto
sulla via di Damasco gli fa scoprire che egli era cieco circa la
conoscenza del vero Dio, quello di Gesù Cristo.
Per riacquistare la vista ha bisogno di morire al suo modo di pensare Dio,
al suo modo di essere illuminato dal dono del battesimo per
conoscere il vero Dio di Gesù Cristo.
In questo cammino è aiutato da Anania, un discepolo del
Signore, che abitava a Damasco nel quartiere ebraico.
Paolo capisce che la sua vita ora è cambiata: il Gesù che
lui perseguitava nei suoi seguaci, lo ha chiamato a "rendere
testimonianza di quanto ha visto ed udito davanti a tutti gli uomini".