Negli
scritti di Dimitrij, il santo vescovo di Rostov' (1651-1709), c’è un
interessante racconto su un giovane ladro, che sperimentò di fronte ad
una icona della Madre di Dio la gioia e la pace derivante dal suo
completo pentimento. Il cuore dei russi fu talmente colpito da questo
miracolo da spingerli a “scrivere”, nel XVIII secolo, una Icona che lo
raccontasse. Questa Icona prestissimo divenne famosa ed assunse il nome
di “Gioia inattesa”. Nel suo racconto San Dimitrij narra dell’amore di
un giovane ladro verso la Madonna e di un grande miracolo accadutogli,
poco prima di compiere un’ulteriore iniquità, che lo avrebbe
definitivamente perduto. La storia che segue è tratta da una famosissima
raccolta di storie di miracoli compilata da San Dimitrij di Rostov: "The
Bedewed Fleece".
Fiodor fin da piccolo aveva preso l’abitudine di rivolgersi ogni giorno
alla Madre di Dio, poi se passava di fronte ad un’Icona, non mancava mai
di onorarla posando quanto avesse in mano e ripetendo, anche più volte,
il saluto dell’Arcangelo a Maria: “Rallegrati, o Vergine piena di
Grazia!”. Questa era la semplice ed unica preghiera di un giovane che le
difficoltà della vita avevano costretto a vivere sulla strada,
arrangiandosi come meglio poteva, anche rubando. Agile e veloce nella
corsa, Fiodor era veramente difficile da acchiappare, al punto che
queste qualità destarono presto l’attenzione del capo di un gruppo
malavitoso. Il capo banda fece chiamare Fiodor e gli propose di entrare
a far parte della sua "cricca", ove non sarebbero mancati nè i rubli, nè
le “soddisfazioni” di una vita disordinata. Fiodor si sentiva
schiacciato dal peso delle responsabilità, che il "boss" stava per
dargli. Il giovane avrebbe dovuto pensarci su una notte e poi prima del
pranzo, nel luogo convenuto, senza alcun ripensamento, dare la sua
definitiva ed irrevocabile adesione.
Fiodor si sentiva felice, perché credeva di aver trovato gente che lo
apprezzasse e finalmente la giusta collocazione nella vita: “Con le tue
qualità potrai fare carriera” gli avevano assicurato. Per il ragazzo era
tuttavia una scelta difficile. Un'ora prima dell’appuntamento, Fiodor,
inconsapevole dell’abisso in cui stava per entrare, a testa bassa ed
immerso nei sogni di un facile benessere, varcò la soglia della chiesa
ove spesso si recava per recitare la sua semplice preghiera alla
Vergine.
Nel tempio vuoto ed immerso in un grande silenzio, si percepiva sulla
pelle il leggero soffio del vento di tramontana che faceva ondeggiare
dolcemente i tenui lumi delle mille candele votive. Come molte altre
volte aveva già fato, il giovane si inginocchiò timorosamente di fronte
all’icona della Theotokos, e congiunse le mani in gesto di preghiera,
quindi abbassò il capo. Ad un certo punto provò il forte bisogno di
contemplare l’Immagine sacra; con grande meraviglia vide
l’Icona animarsi. Sulle mani, sui piedi e sul costato del Bambino erano
apparse delle ferite, da cui copioso sgorgava il sangue, esattamente
come se fosse stato sulla croce.
Il cuore di Fiodor fu attraversato da parte a parte da una grande
sofferenza, come se in un solo istante avesse percepito tutto il male
compiuto nella sua vita. Avvolto da questo immenso dolore gridò alla
Vergine: “O mia Signora, chi ha fatto tutto questo?”
“Tu e gli altri peccatori. Ogni giorno crocifiggete Mio Figlio con i
vostri peccati, esattamente come i Giudei fecero a loro tempo.” –
rispose dolcemente Maria.
“Abbi pietà di me!” – gridò in lacrime il giovane Fiodor.
”Voi mi chiamate Madre di Misericordia, ma ciò non ostante Mi offendete
e Mi arrecate moltissima amarezza con le vostre opere cattive”, sussurrò
quasi sotto voce Maria, posando il suo dolcissimo sguardo sul volto
costernato del giovane ladro.
Fiodor, che prima aveva provato l’immenso dolore dei suoi peccati come
riflesso nelle ferite di Gesù, venne travolto dalla calda accoglienza
della più dolce ed amabile delle Madri. In nessun modo il ragazzo poteva
più trattenere le lacrime e piangendo a dirotto, timorosamente, si
rivolse alla sua Santissima Madre: “No, mia Signora. La mia cattiveria,
per quanto grande, non potrà mai superare il Tuo indescrivibile Amore e
la Tua misericordia! Tu sei la speranza ed il rifugio sicuro per tutti i
peccatori! Abbi pietà di me o dolcissima Madre benevolente! Ti prego,
supplica Tuo Figlio, il mio Creatore, in mio favore.”
A queste parole il giovane si rannicchiò in un angolino e tenendosi
stretta la testa fra le braccia, con gli occhi pieni di lacrime rimase
in silenzio.
Vedendo un animo purificato dal vero pentimento, la Madre tutta Santa e
Benedetta iniziò a supplicare il Suo Santo Figlio: “Figlio mio
benevolente! Per i meriti del mio amore abbi misericordia di questo
giovane.”
Ma Gesù, ormai intermente coperto di sangue replicò: “Ti prego di non
essere contrariata, Madre mia, se non Ti obbedisco. Io pure a mia volta
ho supplicato mio Padre di allontanare da me questa amara coppa di
sofferenze.”
Maria, però, non si dette per vinta di fronte a questo iniziale rifiuto
e continuò a supplicare il Figlio a lungo, ricordandogli come Lei stessa
lo aveva nutrito al Suo seno e come aveva pienamente partecipato al
dolore della Sua Passione e morte in Croce. Ma ciò non ostante il
Signore non volle piegarsi ed avere pietà del giovane ladro. Di
fronte all’ostinazione del Figlio, la Madre più risoluta che mai, si
mise in piedi deponendo il Bambino al suo fianco, in modo tale che
Questi stava quasi per perdere l’equilibrio.
“Cosa vuoi che ti faccia Madre?!” .
”Io resterò” – rispose la Madonna – “ai Tuoi piedi assieme a questo
giovane peccatore fin tanto che Tu non ti deciderai a cancellare tutti i
suoi peccati e a donargli la pace”.
Gesù emise un lungo sospiro e disse: “La legge vuole che un figlio
veneri sua madre, allo stesso modo la giustizia vuole che chi fa la
legge, lui per primo, sia obbediente ad essa. Io sono Tuo Figlio, Tu sei
mia Madre; Mi sento obbligato a renderTi omaggio esaudendo la tua
richiesta. Sia come Tu desideri! I molti peccati di questo giovane sono
ora stati cancellati per la Tua insistente intercessione! Come segno di
gratitudine, lascia che egli baci le mie ferite.”
Il cuore di Fiodor scoppiava per l’immensa "gioia inattesa", si alzò di
scatto e con immensa gratitudine baciò le santissime ferite del Bambino,
e fra le lacrime strinse a lungo l’Icona a sè.
Quando la visione finì, il giovane provò nel suo cuore un'immensa
gratitudine unita ad un immenso senso di pace. Il suo animo esultava e
mentre fiumi di lacrime rigavano il suo volto, baciò ancora tante volte
l’Icona, pieno di gratitudine e di riverenza, per aver avuto la grazia
del pentimento e il perdono di tutte le sue azioni inique. Pregò ancora
per poter vedere in tempo le occasioni di peccato e rifuggire da esso.
Da allora la vita di Fiodor mutò radicalmente: trascorse santamente ogni
suo giorno, ringraziando e lodando Dio.
Questa originalissima Icona, che senza alcuna difficoltà possiamo
definire l'"Icona di un'Icona" rappresenta in modo così vivido sia le
speranze del popolo russo, sia quelle di tutti coloro che accettano con
tutta la gioia di cui il loro cuore è capace, l’immensa grazia di avere
cotanta Madre ed Avvocata in Cielo.
In questo capolavoro vengono sovvertite tutte le principali regole
dell’iconografia classica. Il testo appare in modo quasi preponderante
sull’immagine, non più scene di cui si presuppone che lo spettatore ne
conosca la piena evoluzione e finalità, ma narrazione immediata, quasi
fumettistica. Fiodor prostrato a terra dice(nella scritta che parte come
un raggio dalla sua bocca): O mia Signora, chi ha fatto tutto
questo?. La risposta della Madre di Dio, altro fumetto, anche essa
scritta sull'icona, non si fa attendere: Tu e gli altri peccatori.
Ogni giorno crocifiggete Mio Figlio con i vostri peccati, esattamente
come i Giudei fecero a loro tempo.. La descrizione testuale
dell’episodio continua nel grande cartiglio posto alla base dell’Icona.
La scena si svolge all’interno, ma, anche se in qualche versione
dell’icona è presente un drappo, non si usa più il tradizionale velo per
indicarlo. L’arte occidentale ha ormai influenzato a tal punto quella
orientale da ritrovare in quest’ultima, ben rappresentati, tutti i
canoni della prospettiva e dell’illuminazione diretta. L'intercessione di Maria è
un'intercessione materna, l'intercessione di una madre per i suoi figli,
insistente e consapevole della Misericordia del Figlio.
Tre grandi Dottori Orientali dell'VIII secolo, Andrea di Creta, Germano
di Costantinopoli e Giovanni Damasceno, hanno usato questi titoli della
Vergine Maria: «Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice, Mediatrice». E
ancora oggi vengono attribuiti a Lei in Oriente e in Occidente.
La sua mediazione è una mediazione in Cristo. Maria non si pone fra noi
e il Signore impedendo in un certo modo il nostro contatto diretto con
lui, ma si pone, per così dire, a lato, facilitandolo. Il Concilio
espone questo concetto con una formula chiara: «Ogni salutare influsso
della Beata Vergine verso gli uomini (...) non impedisce minimamente
l'immediato contatto dei credenti con Cristo, ma anzi lo facilita».
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