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Madre di Dio di Belozersk

Madre di Dio di Belozersk




Questa antica icona apparteneva a S. Cirillo del Lago Bianco. Cirillo, al secolo Cosmas, nacque e fu educato da una famiglia aristocratica di Mosca. In giovane età fu tonsurato monaco presso il monastero di San Simone a Mosca, ove qualche decennio dopo, contro la sua volontà fu eletto dai suoi confratelli, abate. I nuovi impegni, però mal si conciliavano con l'indole ascetica e dedita alla preghiera di Cirillo, al punto da spingerlo, molto spesso, a rinchiudersi nella sua cella per pregare per intere giornate. San Cirillo amava sopra ogni cosa la compagnia della Beata Vergine, teneva l'icona miracolosa sempre con se, nella sua cella. Nelle sue silenziose preghiere sentiva forte nel suo animo l'Amore di Maria, così come sentiva la necessità di fare qualcosa per riparare alle offese che gli uomini ogni giorno arrecavano a Dio. Nella beata contemplazione della Vergine ed ancora di più del Cristo vivo, Cirillo anelava al raccoglimento ed al silenzioso servizio, proprio ad imitazione di Maria. Quando Dio decise che l'animo di Cirillo era pronto per i suoi disegni, il santo monaco chiese per l'ennesima volta alla Vergine di indicargli un modo per pregare e contribuire alla salvezza del mondo.  Una notte Cirillo pregava l'Akathist nella sua cella proprio di fronte alla bellissima immagine che tratteneva sempre con se, aveva appena pronunziato la quattordicesima stanza:

Tale parto ammirando,
ci stacchiamo dal mondo
e al cielo volgiamo la mente.
Apparve per questo fra noi,
in umili umane sembianze l'Altissimo,
per condurre alla vetta
coloro che lieti lo acclamano:
Alleluia!


Quando all'improvviso udì chiaramente una voce dire: "Vai presso il Lago Bianco a Belozersk, dove ho preparato un posto per te." nel contempo nella mente del monaco si formò chiara l'immagine del posto indicatogli dalla Vergine Maria.
Prontamente Cirillo lasciò il monastero di San Simone e si incammino verso il desolato e sperduto Lago Bianco. Giunto sul posto riconobbe immediatamente il luogo indicatogli dalla Vergine. Presto Cirillo fu raggiunto da S. Therapon del Lago Bianco e Mozhaisk, insieme i due piantarono una croce e scavarono una cella nel sottosuolo nell'attesa di capire quali fossero i disegni di Dio per loro. San Therapon però, presto partì per un altro posto, lasciando Cirillo da solo nel posto indicato dalla Vergine.
Una notte, mentre Cirillo dormiva sotto un grande albero di pino, ebbe uno strano sogno, ove udiva una voce femminile gridare: "Corri, Cirillo!". Il monaco Cirillo balzò via dal suo giaciglio come un grillo, pochi secondi dopo il pino crollo al suolo. Dall'albero crollato Cirillo prese il legno per realizzare una croce. Un'altra volta, in circostanze miracolose, Cirillo fu salvato dal fuoco appiccato alla sua cella da un contadino che viveva nella zona. Vedendo fallire i suoi ripetuti tentativi il piromane si avvide del male che così ostinatamente voleva a tutti i costi compiere e, confessando tutto a Cirillo non solo ne ottenne il perdono, ma fu da questo stesso tonsurato monaco.
Una vita così "movimentata", convinse il monaco dell'impossibilità di abitare nel sottosuolo per più di un anno, anche perché Cirillo fu raggiunto nel suo eremo da altri tre monaci del monastero di San Simone, che gli erano molto affezionati: Zebedeo, Dioniso e Natanaele. Molti altri uomini ancora si unirono al santo uomo, chiedendo tutti di essere tonsurati. Fu allora che il venerabile anziano comprese fino in fondo ciò che la Vergine tentava ripetutamente di dire al suo cuore: il tempo del silenzio e del ritiro era finito, occorreva fondare una nuova comunità. Nel 1397 si diede inizio alla costruzione di una prima chiesa in onore dell'Assunzione della Santissima Vergine. La fama dei miracoli concessi dalla Vergine raffigurata nell'icona e della santità di Cirillo si diffuse ben presto ed altri fratelli ancora si unirono al piccolo gruppo originario, al punto che Cirillo fu costretto a dare una regola al nuovo cenobio, che egli stesso santificò con l'esempio della sua vita.
Una volta non vi era vino per celebrare la Liturgia Divina, Cirillo saputolo invocò la Madre di Dio e chiese ad un monaco di portargli un vaso di vino vuoto. Quando il vaso giunse, Cirillo lo aprì e miracolosamente questo si presentò pieno di vino. Un'altra volta durante una rigidissima carestia, Cirillo diede l'ordine ai suoi fratelli di distribuire ai poveri tutto il pane che c'era nel monastero. Ancora una volta Cirillo invocò l'aiuto di Maria, il risultato fu che malgrado si consegnassero ceste di pane ai poveri, le dispense del monastero sembravano non esaurirsi mai! Moltissimi altri furono i miracoli che il Santo ottenne ancora in vita.
Alla storia dell'antico monastero voluto dalla Vergine sono legati i nomi di due principi, in particolare: Basilio lo Scuro e Giovanni il Terribile. Infatti il monastero fu per lungo tempo usato come luogo d’esilio per i nobili moscoviti dei quali il Gran Principe di Mosca voleva liberarsi per sempre o temporaneamente. I monaci si impegnarono a fondo per la propaganda della fede cristiana presso i locali Finni, inventando persino un alfabeto per insegnare loro a leggere e a scrivere. Il complesso monastico è enorme ed è disposto su una riva del Lago Bianco a nord di Cerepovez, nella regione di Vologda. Il monastero fu completato intorno alla fine del XVII secolo ed è diviso in tre zone con mura e porte di accesso interne. Ha tre porte d’entrata esterne e ben sei torri angolari.
Ai giorni d'oggi gli spalti sono ancora percorribili (quelli esterni son lunghi ben 6 km) e le torri, restaurate, tuttavia, a causa di molti anni di chiusura forzata da parte del governo sovietico, il complesso è ancora in manutenzione e molte parti devono ancora essere rimesse in ordine. Fra le torri è notevole quella detta della Città Nuova che ha 8 piani di altezza.
E' interessante notare come da quando sono ritornati i monaci presso il monastero, il lago si sia ripopolato di pesci, che prima erano spariti quasi del tutto!

L'icona del XIII secolo su legno, dipinta a tempera d'uovo segue lo schema iconografico della Misericordia (Eleoussa), caratterizzato da uno sguardo malinconico e serio di Maria. La Madonna teneramente sostiene Gesù con il suo braccio destro, mentre con la mano sinistra lo indica, la sua espressione, ne denuncia la piena consapevolezza della missione di Gesù e della sua futura morte in croce.






L'arte dell'Icona
di Carlo Francouc


Esercizi preliminari ed istruzioni per chi vuole imparare l'arte della pittura.
Dionigi monaco di Furna d'Agrapha


i riti di benedizione delle icone mariane.


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Indice delle icone

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Indice testuale
   Akathistos - VI Stanza

    Icona della Santissima Trinità - Copia di Maria Grazia Facchin
   Icona della Santissima Trinità di Sergej Rublev
   Akathistos - V Stanza
   Akathistos - IV Stanza
   Akathistos - III Stanza
   Akathistos - II Stanza
   Akathistos - I Stanza
   La Santa Sofia
   La presentazione di Gesù al Tempio
   Madonna "Sorgente di Vita"
   Icona di Santa Maria di Maniace
   Madonna Greca di Capo Rizzuto
   Kyriotissa (Madonna Regina)
   Madonna delle Vittorie
   La Madonna Eolusa
   Icona dello Sposo
   Icona della Nativita' di Maria
   La Madonna di Versacarro
   La Madonna di Vladimir
   La Madonna della Margana
   L'Icona della Dormizione - Assunzione
   La Madonna dell'Ammiraglio
   La Madonna dei Kursk
   La Madonna della grotta del Crocifisso
   L'Icona della Gioia Inattesa
   L'Icona della Madonna del Castello
   Vergine Orante (del Segno)
   Madonna di Conadomini
   Madre di Dio di Iveron
   Madonna di Valverde
   Madonna della Madia
   Madonna di Kazan
   Icona della Madonna della Lavina
   La Madonna di Grottaferrata
   La Madonna di Gerusalemme
   La Madonna delle perle
   La Madonna del Perpetuo Soccorso
   Il Santo Mandilyon
   L'icona della Madonna di Akhtyr
   Madonna dei Sette Veli
   Madre di Dio dell'Elemosina
   L'icona della Madonna della Consolazione
   L'Icona il "Roveto Ardente"
   Icona della Madre di Dio della Lettera
   Madre di Dio della Gioia e Consolazione
   Maria Santissima della Vena
   L'icona de "la Conversazione"
   La vergine eolusa di Capoterra
   L'Icona "Axion Estin"
   L'Icona "Salus populi romani"
   L'Icona "Salvezza dei moribondi"
   L'Icona Akathist
   La Nativita
   L'icona Kasperov
   La Panaghia Tricherussa
   La Nutrice

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