Nelle serate di questo mese di Maggio, mi fermo a contemplare gli occhi di
Maria. Li vedo cosí pieni di Cielo, cosí pieni di Luce e di Grazia, cosí pieni
di Amore e di Dio, che non so trovare le parole per decifrarli e
classificarli, per descriverli: chi puó descrivere Dio? Eppure quegli occhi non
si stancano di guardare anche su questa terra, e, come i raggi del sole si
soffermano su ogni bruttura senza sporcarsi, cosí i suoi occhi sono sempre
rivolti verso di noi, verso questa nostra terra senza sporcarsi, anche se a
volte sono pieni di lacrime per noi. Come sono diversi i nostri occhi: come sono
pieni di terra!... e a volte, anche i nostri, sono pieni di lacrime!...
Tornando ai suoi due ultimi Messaggi, due parole catturano la mia mente: "la
grazia" e "il peccato". La nostra vita si sviluppa attorno a questi due poli.
Lei ci ricorda che dobbiamo cercare il bene fino a "bramarlo" e fuggire il male
("il peccato") fino a respingerlo ("pentirci") con estrema serietà e sincerità.
Ogni giorno le nostre scelte, le nostre vite scorrono tra queste due parole.
Ma gli occhi di Maria vedono le necessità piú urgenti di questa umanità, sempre
piú disorientata, tra gli eventi e le necessità di questo mondo. Solo Lei puó
vedere, sapere, capire la cosa piú necessaria per noi, da chiedere al Padre.
Cosí diceva anche Gesú ai suoi: "Voi non sapete quello che chiedete." (Mt.
20,22). San Paolo ammoniva cosí i primi cristiani: "Allo stesso modo anche lo
Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa
sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per
noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i
desideri dello Spirito, perché egli intercede per i credenti secondo i disegni
di Dio." (Rom. 8, 26-27). Infine anche S. Giacomo ci ha detto: "Voi chiedete e
non ottenete perché chiedete male" (Giac. 4,2-3). Sarà per questo che la Regina
della Pace ci ha chiesto di pregare per le sue intenzioni?
Mi ha riempito di gioia il sapere di essere caro a Dio, ma le sue parole mi
hanno impegnato ad occuparmi di piú dei miei fratelli che non hanno ancora
conosciuto la Pienezza del Bene, per essere "piú caro a Dio".
Ora tutto il mio essere è già proiettato verso il 2 Giugno p.v., quando mi
troverò al cospetto della Regina della Pace, in quell'incontro mensile con
Mirjana che unisce il Cielo alla Terra in modo cosí misterioso e reale: penso
che Lei mi vedrà anche se io non avró nessun sussulto, nessuna sensazione. Penso
a quegli occhi belli di Maria. Come vorrei che vedessero in me qualcosa che
richiami il Cielo, che facciano trasparire Dio, la Sua Luce, il Suo Amore, pur
fra le lacrime!
Ora non sento altra preghiera sgorgare dal mio cuore se non questa: "Orsú,
dunque, Avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi, e mostraci
dopo questo esilio Gesú, il frutto benedetto del tuo seno, o
clemente, o pia, o dolce Vergine Maria." In questo tempo fisserò i tuoi occhi, o
Maria, perché i miei siano piú pieni di Dio. E mi lascerò guardare da te perché
tu mi riempia di Grazia e di Bene! Grazie, o Maria!