Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso!
(Lit.) E’ stupendo! Che meraviglia! Quanto esiste appartiene, senza dubbio, a
Dio Creatore. Ma fra tutte le cose create, una, in particolare, porta il suo
sigillo, l’impronta della sua azione onnipotente: la Pasqua. E’ il suo
capolavoro in assoluto. Esso è il giorno nel quale ha avuto inizio la nuova
creazione, più bella della prima, pur sempre stupenda. La Pasqua è il giorno nel
quale Gesù ha vinto il peccato con la sua gloriosa morte rivestendo ogni cosa
con vesti più bianche della neve e più splendenti del sole.
Il Signore della vita era morto, ma ora vivo, trionfa. L’Innocente ha
riconciliato i peccatori col Padre e tutti insieme, abitanti del cielo e della
terra, cantano con giubilo una gioia indescrivibile.
Il prezzo per conseguire questo risultato è stato altissimo ma ora la felicità
raggiunta arriva oltre le stelle.
Per l’umanità era davvero tutto finito e, per di più, malamente. Tutto era
piombato in una situazione di non ritorno. La disobbedienza alle disposizioni di
Dio, da parte dei progenitori, Adamo ed Eva, aveva comportato guai irreparabili,
immediate e irreversibili conseguenze. Aveva comportato prima di tutto la
rottura della familiarità con Dio, e conseguentemente l’abbandono del Paradiso
terrestre e la necessità di dover camminare in una terra ricoperta di triboli e
di spine. Non solo per essi ma per tutti i loro discendenti.
Il Cuore di Dio non poteva reggere vedendo le sue carissime creature, fatte a
sua immagine e somiglianza, languire in una vita di sofferenze inaudite, per cui
dando la stura all’abisso della sua misericordia volle fare l’estremo, inaudito
tentativo: inviare il suo Figlio prediletto sulla terra per salvare l’umanità.
Forse, penso io, Dio avrebbe potuto tendere una mano in altro modo, meno
impegnativo, per raggiungere il risultato della salvezza umana; ma questo è il
nostro Dio, pieno di compassione e di misericordia.
E così Colui che, nacque a Betlemme come un uomo qualunque, volle affrontare per
amore una morte ignominiosa, per vincere per sempre il nemico dichiarato di Dio,
il maligno, che volendosi vendicare di Dio volle prendersi l’ignobile rivincita,
iniettando nell’uomo il veleno del peccato e della morte.
Con Gesù risorge anche l’uomo che è messo nelle condizioni di vincere il peccato
e di vivere la sua vita terrena come Egli stesso l’ha vissuta.
La risurrezione è, dunque, come una seconda creazione. Con una differenza
notevole tra la prima e la seconda. Mentre nella prima Dio ha fatto quello che
ha voluto e come ha voluto senza il più piccolo suggerimento da parte di
chicchessia, nella seconda creazione chi ne vuol far parte è tenuto a seguire
Gesù, a pronunciarsi, a mettersi dalla sua parte, a collaborare con l’Artista
divino accettando la sua buona novella, le sue direttive, pena restarne per
sempre esclusi.
E così, mentre per la prima creazione noi ci siamo trovati, neppure noi sappiamo
come, immersi nella meravigliosa creazione che contempliamo, per entrare nella
seconda ogni uomo si deve dar da fare, perché per nessuno si tratta di una sorta
di automatismo. Starne dentro o fuori dipenderà dalla risposta che ognuno è
disposto a dare.
Dalla risurrezione di Gesù, infatti, scaturisce una maniera nuova di essere
creature umane. Non più esseri impastati di carne che vivono e si muovono in
base a criteri e principi materiali ma in base a principi dettati dallo Spirito
Santo. E’ il dono di Gesù Risorto.
Leggiamo nel Vangelo di Giovanni che
“La sera di quello stesso giorno…venne
Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!” … poi, ”alitò su di loro e
disse: “Ricevete lo Spirito Santo…”(Gv 20, 22).
Lo Spirito Santo è, perciò, il segreto della vita nuova. Egli comunica a tutti
la forza di Gesù Risorto, che da a quelli che credono in Lui la capacità di
“vivere in questo mondo senza essere di questo mondo”.
La risurrezione, o seconda creazione, ha come conseguenza la capacità di una
vita nuova che scaturisce dall’azione dello Spirito Santo, dono di Gesù Risorto.
E’ con l’aiuto dello Spirito che i martiri avranno la forza di affrontare ogni
genere di sofferenze. Con questa forza sarà possibile a tutti vivere in maniera
santa e immacolata in questo mondo fatto di terra.
La risurrezione, allora, non riguarda solo Gesù ma anche noi. La risurrezione
non è semplicemente una verità da credere ma è insieme una verità da vivere.
“Se
siete risorti con Cristo”, ha detto san Paolo,
“cercate le cose di lassù”…(Col
3, 1).
La novità che scaturisce dalla comunione di Gesù con i suoi discepoli è ciò che
trasforma la vita dell’uomo sulla terra.
Questo, ovviamente, comporta un impegno notevole da parte di ciascuno che dovrà
sforzarsi di entrare per la porta stretta di cui parla Gesù, perché il suo
Regno, che non appartiene alla terra, patisce violenza e solo chi si fa violenza
lo potrà rapire. E’ la violenza che ognuno deve fare a se stesso per non essere
dominato dalle forze terrene e lasciarsi guidare dalla vita nuova insegnata da
Gesù.
E’ il prezzo che ogni discepolo di Gesù dev’essere disposto a pagare perché
sperimenti nella propria vita che Gesù è vivo, oggi, risorto, che da a tutti la
capacità di trasformare il mondo, dove inizia il Regno dei cieli. Si tratta
sicuramente di un cambiamento lento ma sicuro, un cambiamento a macchia d’olio,
un cambiamento profondo, radicale, destinato ad arrivare agli estremi confini
della terra. E’ il cambiamento che vediamo ha operato Gesù, per mezzo dello
Spirito Santo, attraverso quelli che si sono affidati a Lui e hanno riconosciuto
in Lui la sorgente della vita vera, di una vita a senso pieno.
Davvero noi redenti dal Sangue prezioso di Gesù, non finiremo mai di cantare ed
esultare per il grande Giorno che ha fatto il Signore, nel quale esplode fin da
quaggiù il nostro eterno e riconoscente alleluia.
P. Giovannino Tolu