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Il Dialogo Ecumenico

Dialogo Ecumenico - Ortodossi

Messaggio pasquale del Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Cirillo

Un richiamo alla conversione


Mosca, 2. "La strada di semplici cittadini come di intere nazioni è irta di difficoltà. Oggi le persone, in tutto il mondo, soffrono per ostilità, guerre, povertà, malattie, isolamento e disordine nella loro esistenza. Il mondo è disperatamente alla ricerca di una vita migliore, nel tentativo di trovare una risposta alle proprie domande attraverso la logica umana, le tecnologie politiche o le ricette economiche. La Chiesa e la storia testimoniano che noi dobbiamo vivere secondo la Parola di Dio. È alla luce della Risurrezione di Cristo che il significato di ciò che sta succedendo ci viene rivelato e possiamo far fronte alle sfide più rischiose della vita quotidiana".
È uno dei passaggi più significativi del messaggio pasquale del Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Cirillo, rivolto al clero e ai fedeli della Chiesa ortodossa russa. Un messaggio nel quale viene sottolineato come la Risurrezione di Cristo "ci consente di trascendere la vanità della vita di ogni giorno affinché possiamo vedere l'autentica maestà dell'amore di Dio che, per il bene della persona umana, si è mostrato condiscendente fino alla Croce e alla morte".
Per questo "è importante per noi comprendere che, attraverso la sua Risurrezione, il Signore rinnova la natura umana, rafforzando l'energia interiore di ogni cristiano nel suo servizio alla Chiesa, al Paese, alla società, alla famiglia e al prossimo". La capacità di guardare alla storia alla luce della Risurrezione di Cristo, spiega Cirillo, "è importante specialmente nella nostra epoca, dominata dall'influenza dei media, dove le nostre speranze e aspirazioni sono limitate da preoccupazioni immediate e il rapido scorrere del tempo costringe i nostri contemporanei a dimenticare che i giorni sono cattivi (cfr. Efesini, 5, 16). Vivendo gli eventi, i timori e i problemi di ogni singolo giorno, siamo inclini a dimenticare ciò che è importante, ovvero la salvezza dell'anima, Divina Provvidenza, e ciò che è buono e perfetto".
Nel messaggio pasquale, il Patriarca di Mosca ricorda che "in questa notte portatrice di luce condividiamo l'esultanza per l'affermazione della vita, perché l'evento che si è svolto molti secoli fa vicino all'antica Gerusalemme ha un rapporto diretto con ciascuno di noi. Inoltre, la Risurrezione di Cristo possiede un significato autenticamente universale poiché il Salvatore ha donato la possibilità di ottenere unità di grazia con Dio a ogni individuo che risponde alla sua chiamata: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo" (Matteo, 25, 34)". Per tale ragione, "gridiamo ad alta voce con san Giovanni Crisostomo: "Nessuno si lamenti della sua povertà perché è apparso il Regno che abbiamo in comune". Quando celebriamo la Risurrezione di Cristo, testimoniamo come siano vere queste parole perché ogni persona, anche il peccatore più grande, è stato redento dal sangue di Cristo e ha speranza nella salvezza. I nostri peccati, come tutti i peccati della razza umana, sono stati riscattati dal prezioso sangue di Colui che è stato crocifisso. Al fine di riconoscere i frutti della Redenzione bisogna avere fede ed essere battezzati (cfr. Marco, 16, 16). La maggior parte delle nostre nazioni sono state battezzate ma quanto pochi sono coloro che, avendo fede, sono capaci di cambiare la propria vita", osserva Cirillo.
"La trasformazione della nostra vita in Cristo - si sottolinea nel messaggio - non significa semplicemente cambiare in meglio. Si tratta di un cambiamento radicale che porta l'uomo al trionfo di vita e abbondanza dell'esistenza (cfr. Giovanni, 10, 10) sia durante il suo soggiorno sulla terra sia nel tempo che verrà".



da L'Osservatore Romano del 03/04/2010


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