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Il Dialogo Ecumenico

Dialogo Ecumenico - Ebraismo

Un rabbino al Sinodo dei vescovi

Per la prima volta nella storia dei "sinodi" cattolici un non cristiano prenderà la parola in assemblea.



Per la prima volta nella storia dei sinodi un non cristiano parlerà davanti alla assemblea dei vescovi. Il Papa infatti ha invitato a intervenire al sinodo sulla parola di Dio il rabbino capo di Haifa Shear-Yashuv Cohen. Il rabbino lo ha annunciato al Catholic News Service, definendo un «segno di speranza» l’invito rivoltogli dal Papa. Il rabbino capo di Haifa Shear-Yashuv Cohen, che interverrà davanti ai padri sinodali nel secondo
giorno dei lavori, con una relazione sulla centralità della Scrittura ebraica nella tradizione ebraica,
ha rivelato di aver accettato l’invito «con un pizzico di trepidazione». «L’invito - ha sottolineato - porta con sè un messaggio di amore, coesistenza e pace per le generazioni, e vedo in esso una specie di dichiarazione che la Chiesa intende continuare con la politica e la dottrina stabilite da papa Giovanni XXIII e papa Giovanni Paolo II, e apprezzo molto profondamente questa dichiarazione».
«Alcuni leader rabbinici - ha riferito alla agenzia dei vescovi americani - ritengono che il dialogo
interreligioso sia semplicemente un altro modo per convincere gli ebrei a diventare cristiani e così
alcuni leader ebraici si sono opposti al mio intervenire al sinodo». «C’è un gruppo estremo - ha chiarito il rabbino capo di Haifa, che fa anche parte della commissione mista di dialogo tra Israele e Vaticano - che teme che visto che i cristiani non sono riusciti a convertirci con la forza, stiano cercando di farlo con le parole; costoro parlano di ’bacio mortalè da parte dei cristiani». «Se hanno ragione - ha commentato il rabbino di Haifa - sto commettendo un errore, ma credo che non sia
questa la situazione». La partecipazione del rabbino capo di Haifa, Shear Yashuv Cohen, al prossimo sinodo dei vescovi cattolici in Vaticano dedicato alla ’Parola di Diò, è un gesto «rilevante»: così lo giudica il rabbino capo di Roma, Riccardo di Segni. «Conosco - ha detto - il
rabbino Cohen: è una persona molto saggia, impegnato nel colloquio con il mondo cristiano e lo fa con rispetto e con grande sapienza. Considero pertanto rilevante - ha aggiunto - questa partecipazione». Di Segni ha rimarcato come si tratti di un evento completamente diverso dalla lettura no stop in televisione della Bibbia, da cui lui si è ritirato a motivo dell’impostazione cattolica del programma. La grande maratona biblica verrà registrata nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma, aperta dal Papa e conclusa dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone. «Io stesso - ha puntualizzato il rabbino di Roma - sono più volte intervenuto ad assemblee
cattoliche». «Veramente una bella iniziativa». E «sarebbe bello» se in futuro anche gli islamici venissero invitati in occasioni di questo tipo. Così Yaha Pallavicini, presidente del Coreis, che raggruppa le Comunità religiose musulmane italiane, commenta l’invito del Papa al rabbino di Haifa Shear-Yashuv Cohen a tenere una conferenza davanti ai vescovi cattolici nel prossimo sinodo, che si terrà in Vaticano e sarà dedicato alla parola di Dio. «È veramente una bella iniziativa, - ha dichiarato Pallavicini all’ANSA - che tende a integrare in un discorso di dialogo interreligioso più ampio la sensiblità del Pontefice, e andrà a beneficio dei vescovi». «Sarebbe ancora più bello - aggiunge l’esponente dell’islam italiano - se in una prossima occasione fosse invitato anche un musulmano così da permettere una sensibilizzazione del monoteismo e una convergenza
strutturale tra cristiani, ebrei e islamici». «Anche i musulmani - aggiunge Pallavicini - seguono la
parola di Dio, hanno sì altre scritture, ma una riflessione dottrinale su come verbo di Dio si esprime
in vari linguaggi e in vari testi sacri è qualcosa che ci accomuna». «Tutti questi segni - conclude
Pallavicini - fanno ben sperare per la fratellanza pure nel rispetto delle diversità».

del 25/09/2008


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