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Lettera ai Politici: III Parte - con Pietà


Lettera ai politici - Pietà
Rosso Fiorentino - Pietà (1537-1540 circa) Louvre di Parigi



Con Sobrietà, con Giustizia e con Pietà, dice san Paolo.

Nel nostro linguaggio moderno, pietà è lo scrupoloso esercizio dei doveri religiosi.

Una persona si dice pia quando è fedele al Signore e osserva la sua legge.

Nella Bibbia, però, la pietà ha una estensione maggiore, perché implica anche le relazioni dell’uomo con gli altri uomini, e sembra particolarmente compromessa non solo quando si reca oltraggio a Dio, ma anche quando i poveri vengono calpestati.

In altri termini, pietà è l’atteggiamento di chi vuole così bene a Dio, che sente il bisogno di prolungare questa benevolenza rapportandosi con i fratelli.

Come empietà, che è il contrario, indica non solo il disprezzo di Dio, ma anche ogni forma di ferocia, di scelleratezza e di crudeltà nei confronti del prossimo. Non per nulla l’aggettivo empio lo si abbina spesso al sostantivo tiranno.

Bene: a che cosa san Paolo vuole in particolare richiamare voi, uomini impegnati nell’attività politica, quando esorta tutti a vivere, oltre che con sobrietà e giustizia, anche con pietà?

Anzitutto a un quadro di valori che trascenda le categorie dell’immediato, dell’effimero, del fruibile in termini di contingenza.

Oggi si sente parlare sempre più spesso di rapporto tra etica e politica.

Nelle conversazioni ritorna di frequente il tema della cosiddetta questione morale.

Si moltiplicano le tavole rotonde sul problema dell’ancoraggio della prassi politica al molo di un “assoluto” cui riferirsi come a orizzonte globale indipendentemente dalle convinzioni religiose personali.

Che cosa è tutto questo, cari amici, se non una sollecitazione a coltivare con rinnovato entusiasmo, a dispetto della nequizia dei tempi, le calde utopie, le passioni ideali e i sogni diurni oggi particolarmente in ribasso? In secondo luogo oltre che richiamarvi al “quadro” di valori, chi sa che san Paolo non voglia anche farvi pensare al “chiodo” a cui il quadro è attaccato?

Chi sa che il problema di Dio, da alcuni forse accantonato, o messo tra parentesi, o negativamente risolto, non si riproponga in questo Natale con tutta la sua cogenza spirituale che vi sottragga dall’inquietudine, vi riscatti dall’inappagamento e vi ricolmi di pace interiore?

Se è vero, però che la pietà è in primo luogo l’atteggiamento che regola il rapporto dell’uomo con Dio, non si può dimenticare che questo Dio sta sempre dalla parte degli oppressi e ritiene fatto a sé ogni gesto di misericordia riservato ai suoi poveri.

Sicché, per voi politici vivere con pietà deve significare soprattutto onorare l’uomo come icona di Dio.

Un invito pressante vorrei rivolgervi, perciò, carissimi amici, in questo momento.

Privilegiate l’uomo, più che la pietra.

Capisco che costruire un asilo, innalzare una scuola, sistemare una piazza, ampliare un porto, edificare un mercato, sottoscrivere un progetto di espansione urbanistica gratifica di più che disegnare scientificamente la mappa cittadina del disagio o impostare con rigore tecnico il centro di animazione sociale del quartiere, o provvedere al servizio domiciliare degli anziani, o istituire strutture per l’accoglienza di minori in difficoltà, o allestire speciali programmi riabilitativi per i portatori di handicap, o predisporre forme di accoglienza perché i dimessi dal carcere o dagli ospedali psichiatrici non vadano allo sbando, o potenziare i servizi sociali perché raggiungano in modo organico, dignitoso e tempestivo, coloro che vivono ad alto rischio di emarginazione.

Sì, perché la pietra lascia incisa la firma per i secoli futuri. Il cuore dell’uomo, invece, sopporta l’autografo soltanto il tempo necessario per dire “grazie”.

Ma ricostruire l’uomo vale infinitamente di più che costruirgli la casa.

Adoperatevi, vi supplico, perché migliori la qualità della vita nelle nostre città.

Mettete più spirito di sacrificio per arginare i guasti di tanta disoccupazione giovanile: non con palliativi demagogici e superficiali, ma con investimenti seri di tempo più che di soldi, di cervello più che di espedienti, di passione più che di calcolo.

Aprite gli occhi sul degrado umano procurato dalla droga, dalla delinquenza minorile, dai cento fenomeni di malcostume che indicano un forte abbassamento di orizzonti etici. La siringa trovata in villa deve fare impallidire la giunta comunale più dei liquami di una fognatura, fuoriusciti in piazza durante una cerimonia ufficiale.

Impegnatevi perché ogni scelta politica tenga sempre presente gli ultimi.

Misuratevi più decisamente con le povertà, aborrendo dal gestirne i bisogni con atti occasionali, e favorendo, invece, quei piani complessivi di intervento per i quali sono predisposte anche delle provvidenze di legge, ma che la pigrizia o la leggerezza o l’incompetenza lasciano scandalosamente inutilizzate.

Vigilate affinché i processi di crescente disuguaglianza tra cittadini, o gruppi, o categorie sociali, non finiscano col favorire sempre chi è in grado di organizzare meglio la domanda trasformando così lo stato in commesso degli interessi dei più forti.

Se questa “pietà” per l’uomo vi farà anteporre alle pietre i problemi pubblici della salute, dell’educazione, della cultura, del lavoro, del rispetto per l’ambiente, della partecipazione…Gesù Cristo, che ha promesso il Regno a chi avrà dato un solo bicchiere d’acqua fresca per amore, non sarà avaro neppure con chi è convinto di non averlo mai incontrato su questa terra.

Non vi scoraggiate, amici. Chiedete al Cielo il dono di una genialità nuova che vi metta in grado di esprimere, su scenari politici più giusti, il vissuto e le ansie dell’uomo contemporaneo, alle soglie del terzo millennio.

E non lasciatevi cadere le braccia quando, nonostante il vostro impegno personale improntato a trasparenza e rettitudine, vi vedete destinatari di sospetti da parte di chi, non comprendendo la vostra fatica, spara nel mucchio con raffiche ingenerose di luoghi comuni.

Non demordete: la coerenza paga, anche se con qualche ritardo. Paga anche l’onesta. E la speranza non delude!

Tanti auguri, carissimi amici.

Siate portatori della pubblica gratitudine presso le vostre famiglie, costrette spesso, per il bene di tutti, a rinunciare alla vostra presenza in casa.

Possiate trovare nel vostro duro lavoro il sostegno dei cittadini, la solidarietà dei collaboratori, il rispetto degli avversari, il consenso degli ultimi, la benedizione di Dio.

La Vergine Maria vi preservi dal pianto.

Ma vi conceda il privilegio di intenerirvi davanti alle sofferenze dei poveri.

Fino alle lacrime.

+ Don Tonino Bello


Lettera ai politici: con Sobrietà, Giustizia e Pietà

  
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