I Dialoghi delle Carmelitane - di Georges Bernanos

La storia si ispira a un fatto realmente accaduto, e cioè all'esecuzione, nel luglio 1794, durante il regime del Terrore, di sedici religiose francesi, note come le "martiri di Compiègne", che si erano rifiutate di rinunciare ai loro voti.

Bianca De la Force, figlia del marchese De La Force, nel 1789 a Compiegne, nel monastero delle Carmelitane, prende il velo con il nome di Sr. Bianca dell'Agonia di Gesu' insieme ad un'altra postulante, Sr. Costanza. La causa vera della vocazione di Bianca e' la paura di vivere nel mondo.

La sua breve vita terrena e' stata segnata da due eventi drammatici: per ben due volte ha vissuto il rischio di essere assalita dalla folla furente e imbestialita; la prima volta era ancora nel grembo della madre, poi morta nel darla alla luce; la seconda volta mentre attraversava Parigi in carrozza, durante una sommossa del popolo con la rivoluzione francese gia' praticamente in atto.

La vecchia Priora, Madre Enrichetta, avendo compreso il motivo della sua vocazione, ("La nostra Regola non e' un rifugio, non e' la Regola a custodire noi, siamo noi che custodiamo la Regola") accetta con difficolta' la postulante, ma la sua scelta del nome "sr. Bianca dell'Agonia", ("...perche' da principio fu la mia un tempo", come spiega a Madre Maria poco prima di affidargliela) crea una sorta di identificazione tra la vecchia Priora morente e la novizia gia' predestinata al Sacrificio.

Intanto gli eventi incombono: alla Priora appena eletta, Madre Maria Teresa di S. Agostino, e' imposto dal Commissario municipale di consegnare l'elenco di tutti gli averi della comunita' che vengono di fatto confiscati.

Il fratello di Bianca, di nascosto, si reca al convento per richiedere la sorella che ancora non ha pronunciato i voti solenni, ma essa rifiuta di lasciare il Carmelo. Nel frattempo il Cappellano del Carmelo, non avendo voluto prestare giuramento di fedelta' alla Costituzione della nuova Repubblica e' dimesso dalle sue funzioni e "proscritto", cioe' condannato all'esilio o a morte.

Il convento subisce una prima profanazione con l'irruzione violenta della polizia alla ricerca del fratello di Bianca che il Commissario ritiene nascosto dalle suore. Non viene trovato, ma il pericolo di essere cacciate dal monastero per esse si fa sempre piu' reale.

Viene proibito in tutta la nazione a chiunque di prendere i voti.

Ogni religiosita' e' abolita, pena la morte.

Dopo molte incertezze da parte delle suore anziane che debbono accettarne la professione, le novizie Sr. Bianca e Sr. Costanza vengono consacrate definitivamente suore coi nomi prescelti. Poi il Carmelo subisce una seconda profanazione molto piu' terribile: quella della folla che saccheggia la chiesa e il monastero. Mentre la Priora va a Parigi per cercare di contattare i superiori e prendere decisioni sul da farsi, le 16 suore rimaste al convento, su richiesta di Madre Maria dell'Incarnazione, vice-Priora, fanno "voto di martirio per meritare la conservazione del Carmelo e la salvezza della patria".

Viene poi dal Commissario l'ordine di sciogliere la comunita': le suore devono rinunciare all'abito e vivere separate, non partecipare a funzioni ne' mantenere contatti...il monastero e' occupato dai militari. Nella confusione generale Sr. Bianca dell'Agonia, che ha accettato il voto del martirio solo per non opporsi al volere delle altre suore, fugge a Parigi per tornare nella casa del padre. Ma il Marchese De La Force e' stato imprigionato come tutti i nobili rimasti in citta' e poi ghigliottinato.

Bianca ora fa la serva nella sua stessa casa, sorvegliata dai guardiani del palazzo, e' viva ma terrorizzata, presto subira' la stessa sorte del padre. Madre Maria, in abito borghese si reca al Palazzo De La Force e, cercando di far allontanare di nascosto Bianca da Parigi, le da' un indirizzo a cui recarsi. Nel frattempo le altre 15 sorelle, con la Priora, sono state trovate insieme, arrestate e condannate a morte, anche Madre Maria e' stata condannata, ma in contumacia.

Le 15 suore il 17/07/1794 salgono tutte al patibolo cantando "Laudate Dominum omnes gentes"; ad esse, per ultima, si unisce Sr. Bianca dell'Agonia di Gesu', che ha trovato finalmente il coraggio di essere fedele al suo voto.

A Madre Maria che sta anche lei per raggiungere le consorelle, il Cappellano, travestito da popolano, presente tra la folla all'esecuzione, ordina di non immolarsi ma di restare in vita per il Carmelo, sara' lei stessa a scrivere la Relazione degli avvenimenti e le 16 suore saranno poi beatificate da Papa Pio X nel 1906.




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