Oltre che della liturgia, la vita cristiana si nutre di varie forme di pietà popolare, radicate nelle diverse culture. Pur vigilando per illuminarle con la luce della fede, la Chiesa favorisce le forme di religiosità popolare, che esprimono un istinto evangelico e una saggezza umana e arricchiscono la vita cristiana (Catechismo della Chiesa Cattolica art. 1679)
Il senso religioso del popolo cristiano, in ogni tempo, ha trovato la sua espressione nelle varie forme di pietà che circondano la vita sacramentale della Chiesa
Queste espressioni sono un prolungamento della vita liturgica della Chiesa,
Il Popolo di Dio ha bisogno di esprimere l’amore e la riverenza , capaci di aiutarlo a penetrare le cose invisibili, anche senza tante parole e spiegazioni. Bellissime preghiere aiutano il fedele ad esprimere il più profondo senso di umiltà e di riverenza di fronte ai santi misteri.
Soprattutto nei momenti forti del tempo liturgico la devozione a Gesù Cristo si esprime nelle tradizioni che ancora vengono perpetuate con grande fede e sensibilità come, a Pasqua, nella Via Crucis e nelle processioni e, a Natale, nel Presepe.
Particolarmente cara ai cristiani è la devozione alla Vergine Maria, che trova grande espressione nella preghiera, nell’arte, nei santuari, nei pellegrinaggi.
Anche i santi che la Chiesa venera e propone quali testimoni ed esempi di santità, alimentano sensibilmente la devozione dei cristiani sostenendoli nel cammino di fede.
« La religiosità popolare, nell'essenziale, è un insieme di valori che, con saggezza cristiana, risponde ai grandi interrogativi dell'esistenza. Il buon senso popolare cattolico è fatto di capacità di sintesi per l'esistenza. È così che esso unisce, in modo creativo, il divino e l'umano, Cristo e Maria, lo spirito e il corpo, la comunione e l'istituzione, la persona e la comunità, la fede e la patria, l'intelligenza e il sentimento. Questa saggezza è un umanesimo cristiano che afferma radicalmente la dignità di ogni essere in quanto figlio di Dio, instaura una fraternità fondamentale, insegna a porsi in armonia con la natura e anche a comprendere il lavoro, e offre motivazioni per vivere nella gioia e nella serenità, pur in mezzo alle traversie dell'esistenza. Questa saggezza è anche, per il popolo, un principio di discernimento, un istinto evangelico che gli fa spontaneamente percepire quando il Vangelo è al primo posto nella Chiesa, o quando esso è svuotato del suo contenuto e soffocato da altri interessi ».
(III Conferencia General del Episcopado Latinoamericano, Puebla. La Evangelización en el presente y en el futuro de América Latina, 448 (Bogotá 1979) p. 131; cf Paolo VI, Esort. ap. Evangelii nuntiandi, 48: AAS 68 (1976) 37-38.
Le Medaglie Miracolose sono come i `proiettili ",le "munizioni", le "mine"; esse hanno un potenziale misterioso, capace di far breccia nei cuori murati, negli animi ostinati, nelle volontà indurite e incatenate al peccato. Una Medaglina può essere un raggio laser che brucia, penetra e risana. Può essere un richiamo di Grazia, una presenza di Grazia, una sorgente di Grazia. In tutti i casi, per ogni persona, illimitatamente.
La Misericordia Divina è il volto dell’amore di Dio verso il peccatore, che sa di non potersi salvare da solo, di aver bisogno di salvezza.
Possiamo dire che la più grande disgrazia dell’uomo moderno non è tanto il peccato, quanto il lento spegnersi del senso del peccato, la fuga nel vuoto dei paradisi artificiali che gli danno l’illusione di essere libero, per così dire, da ogni sentimento di colpevolezza, lasciandosi sottrarre così alla misericordia divina.
Ma: "L'umanità non troverà pace, finché non si rivolgerà con fiducia alla Divina Misericordia" Dice Gesù a Suor Faustina. (Diario, p.132).
La Divina Provvidenza ha suscitato molti testimoni della Divina Misericordia, proclamata con crescente insistenza come ultimo ricorso di un “mondo senza Dio” che mette in pericolo l’esistenza stessa dell’uomo.
La Chiesa ha conservato memoria viva delle parole e degli avvenimenti degli ultimi giorni del Signore. Memoria affettuosa, se pure dolorosa del tratto che Gesù ha percorso dal Monte degli ulivi al Monte Calvario: La Via Crucis. In ogni episodio accaduto durante quel cammino si cela un mistero di grazia.
Con la pia pratica della Via Crucis, facendo memoria storica dei luoghi dove Cristo ha sofferto, ripercorrendo idealmente le vie bagnate dal suo sudore e dal suo sangue, meditiamo il mistero della Sua Passione cerchiamo di aprire il nostro cuore per disporlo a ricevere grazie di conversione e di pace.
Chi fa il pio esercizio della Via Crucis può acquistare l’indulgenza plenaria.
Regina Mundi, nell’augurare a tutti una santa Quaresima di preghiera e di rinnovamento, propone LA VIA DEL CALVARIO di Fatima: un nuovo schema di Via Crucis, accompagnata dalle bellissime meditazioni tratte dagli scritti di P.Jozo Zovko O.F.M. e illustrata con le foto originali del nostro webmaster Salvo Ariano, che riproducono il percorso della 'Via Sacra' di Fatima in Portogallo.
Le sculture della Via Sacra sono opera dell’artista portoghese MARIA AMÉLIA CARVALHEIRA.
Nell'indice troverete la pagina 'Mp3 & Pdf da scaricare' ove potrete prelevare tutto il materiale presentanto in queste pagine.
Durante il tempo di Pasqua è uso recitare la “Via Lucis” che presenta la meditazione orante degli eventi compresi tra la Risurrezione e la Pentecoste. Regina Mundi vi propone questo percorso di meditazione con i testi interamente tratti dalla Parola di Dio.
A conclusione della meditazione possiamo pregare con le meravigliose parole che Giovanni Paolo II ha lasciato, poco prima della sua morte, come messaggio al mondo nella S. Pasqua del 2005: Mane nobiscum, Domine! Resta con noi, Signore!
Santa Brigida, desiderosa da molto tempo di sapere il numero dei colpi che Nostro Signore Gesù Cristo aveva ricevuto durante la sua Passione, apparve Gesu’ che le disse:
"Figlia mia, ho ricevuto sul mio corpo 5480 colpi. Se tu vorrai onorarli, dirai ogni giorno 15 pater e ave con le orazioni seguenti che ti do, durante un anno. Trascorso un anno tu avrai salutato ognuna delle mie piaghe."
Santa Brigida scrisse: "Mio amatissimo fratello, io ero immersa nelle più grandi amarezze della vita. Il dolore la malattia, la povertà, l' abbandono, mi affliggevano. Con amore, ogni sera ha letto queste Orazioni, e la mia vita si è miracolosamente trasformata, e il Signore fedele alle sue promesse mi ha colmata di gioia, di benessere, di ricchezza e di consolazioni. Quello che Gesù ha fatto per me, miserabile peccatrice, lo farà per te, mio amato fratello. Leggi ogni giorno queste orazioni" La Chiesa la ricorda il 23 Luglio.
Quello che ha reso nota in tutto il mondo la Porziuncola è soprattutto il singolarissimo privilegio dell'Indulgenza, che va sotto il nome di "Perdon d'Assisi", e che da oltre sette secoli converge verso di essa orde di pellegrini. Milioni e milioni di anime hanno varcato questa "porta di vita eterna" e si sono prostrate qui per ritrovare la pace e il perdono nella grande Indulgenza della Porziuncola, la cui festa si celebra il 2 Agosto ("Festa del Perdono").
Il titolo di Ausiliatrice o Aiuto dei Cristiani, esisteva già fin dal 1500 nelle Litanie Lauretane. Il papa Pio VII istituì la festa di Maria Ausilitrice nel 1814 e la fissò per il 24 maggio.
E' grazie a San Giovanni Bosco e alla costruzione del Santuario di “Maria Ausiliatrice”, voluto dalla stessa Vergine Maria, che il titolo di “Ausiliatrice” tornò attuale nella Chiesa. Don Bosco raccomandava ai suoi Salesiani, di propagare la devozione alla Madonna con il titolo di Ausiliatrice, in qualunque parte del mondo si recassero.
Don Giovanni Cagliero, primo vescovo e cardinale salesiano, racconta che sin dal 1862 Don Bosco meditava di erigere una chiesa grandiosa, degna della Vergine Maria, voluta dalla Madonna stessa.
Egli diceva: “La Madonna, vuole che la onoriamo sotto il titolo di Maria Ausiliatrice: i tempi corrono così tristi che abbiamo proprio bisogno che la Vergine SS. ci aiuti a conservare e difendere la fede cristiana. “
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