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Dal 3 maggio 1512 al 16 marzo 1517
Questo concilio cercò principalmente di placare
le contese gallicane. Dopo che nel 1513 Luigi XII, re di Francia, si era
riconciliato con la sede apostolica e dalla sessione 8° la sua nazione era
presente al concilio, si riuscì a sostituire la Sanzione Pragmatica di Bourges
con un concordato. Il concilio inoltre emise decreti nell’ambito della fede e
della morale.
Sessione VXXX, 19 dic. 1513: Bolla Apostolici
regiminis
Con questa bolla viene respinta la dottrina, imbevuta di averroismo, che non si
possa dimostrare l’immortalità dell’anima umana con la ragione, ma debba essere
creduta. Questa dottrina era sostenuta soprattutto da Pietro Pomponazzi nel
trattato (terminato nel sett. 1516) De immortalitate animae.
Dottrina sull’anima umana, contro i
neo-aristotelici
Ora, ... il seminatore di zizzania, l’antico nemico del
genere umano [cf. Mt 13,25], ha osato seminare e moltiplicare nel campo del
Signore alcuni errori estremamente perniciosi, che i fedeli hanno sempre
respinto, soprattutto sulla natura dell’anima razionale, secondo cui essa
sarebbe mortale o unica in tutti gli uomini. Poiché alcuni, che si dedicano alla
filosofia con leggerezza, sostengono che questa proposizione è vera, almeno
secondo la filosofia, desiderando prendere gli opportuni provvedimenti contro
questo flagello, con il consenso di questo santo concilio, condanniamo e
riproviamo tutti quelli che affermano che l’anima intellettiva è mortale o che è
unica in tutti gli uomini, o quelli che avanzano dei dubbi a questo proposito:
essa infatti, non solo è veramente, per sé ed essenzialmente, la forma del corpo
umano, come si legge in un canone del nostro predecessore papa Clemente V, di
felice memoria, pubblicato nel concilio generale di Vienne [DS 902], ma è anche
immortale, e, data la moltitudine dei corpi nei quali è infusa individualmente,
essa può essere, deve essere ed è moltiplicata. ...
Poiché il vero non può contraddire il vero, definiamo falsa
ogni asserzione contraria alla verità della fede illuminata dall’alto [cf. DS
3017] e proibiamo rigorosamente di insegnare una diversa dottrina. Stabiliamo
che tutti i seguaci di tali errori sono da evitarsi e da punirsi come seminatori
di dannosissime eresie, come odiosi e abominevoli eretici e infedeli e gente che
cerca di scalzare la fede cattolica.
Sessione 10a, 4 maggio 1515: Bolla Inter multiplices
Erano già stati emanati numerosi decreti papali a favore del "montes pietatis"
("monti di pietà"). C'erano però ripensamenti contro il modo con cui questi
monti dei pegni si mantenevano senza danni.
Usura e i "Monti di pietà"
Alcuni maestri e dottori infatti sostengono che non sono
leciti quei Monti di pietà nei quali, passato un certo tempo, si esige dai
poveri destinatari del prestito in più del capitale un tanto per ogni libbra
prestata; in questo modo infatti essi non vanno esenti dalla colpa di usura e da
un preciso peccato di ingiustizia; nostro Signore infatti, secondo la
testimonianza dell’evangelista Luca [Lc 6,34s], ci ha chiaramente comandato di
non sperare nulla più del capitale, quando facciamo un prestito. Si dà infatti
usura in senso proprio quando dell’uso di una cosa che non produce niente, ci si
sforza di ricavare, senza alcuna fatica e pericolo, un guadagno e un frutto. Ma
altri maestri e dottori... si pronunciano di conseguenza ... a favore di un bene
così grande, così necessario alla comunità, purché non si chieda e non si speri
nessun compenso per il prestito. Tuttavia, essi dicono, come indennità per
questi Monti di pietà, cioè per far fronte alle opere necessarie per lo
stipendio degli impiegati e per tutto ciò che serve al loro mantenimento, questi
possono, a condizione di non trarre nessun lucro, ricevere e esigere da coloro
che traggono vantaggio dal prestito loro fatto, una somma modesta e ridotta allo
stretto necessario in più del capitale, e ciò in virtù di quel principio
giuridico per cui chi riceve un vantaggio deve anche portarne il peso (Regulae
iuris, in: Bonifacio VIII, Liber sestus Decretalium, V Appendix, regula 55 (Frdb,
1123), soprattutto se vi è l’approvazione dell’autorità apostolica. E questi
maestri dimostrano che questa seconda opinione è stata approvata dai romani
pontefici, nostri predecessori, Paolo II, Sisto IV, Innocenzo VIII, Alessandro
IV e Giulio II, di felice memoria ...
Quanto a noi, volendo provvedere opportunamente ... a questo
problema, apprezzando lo zelo per la giustizia che mostra la prima parte, che
vuole evitare la minaccia dell’usura, e apprezzando l’amore per la pietà e la
verità che manifesta la seconda parte, che vuole venire in aiuto dei poveri,
lodando in ogni caso l’impegno di entrambe, ... con l’approvazione del sacro
concilio, dichiariamo e definiamo che i suddetti Monti di pietà costituiti dalle
pubbliche autorità e finora approvati e confermati dalla sede apostolica, nei
quali si esiga, oltre il deposito un modesto compenso per le sole spese degli
impiegati e di quanto è necessario per il loro mantenimento, senza un guadagno
per gli stessi Monti, non presentano nessun male specifico, né costituiscono
incentivo al peccato. Essi non possono in alcun modo essere condannati, ma al
contrario un tale tipo di prestito è meritorio e deve essere lodato e approvato,
né deve essere assolutamente considerato come una usura ...
Tutti ... coloro che in futuro osassero predicare o discutere
sia a voce che per iscritto contro il testo di questa decisione, incorreranno
nella scomunica di pronunciata sentenza ...
Sessione 11a, 19 Dic. 1516: Bolla Pastor aeternus gregem
Dietro la spinta di re Carlo VII di Francia l'Assemblea del clero, riunita nel
maggio/giugno 1438 a Bourges, aveva redatto 23 articoli ispirati al concilio di
Basilea e nei quali in particolare si sosteneva il conciliarismo. Il 7 giugno
1438 il re sottoscrisse questa cosiddetta "Sanzione Pragmatica di Bourges" che
era precipuamente a favore degli interessi del senato regio e dell'università di
Parigi. Dopo che la contesa tra i papi - che non riconobbero mai la Sanzione - e
la Francia sotto Luigi XII fu chiusa, il successore di questi, Francesco I,
riconobbe la bolla di Leone X qui sotto riportata. In essa la "Sanzione
Pragmatica" viene dichiarata invalida e viene confermata la bolla Unam sanctam
di Bonifacio VIII (DS 870-875), tuttavia senza pregiudicare la dichiarazione
Meruit di Clemente , che la mitigava.
La relazione tra papa e concilio
... Noi riteniamo di non potere o dovere ritirarci o
desistere, con tranquilla coscienza... dalla revoca di una Sanzione [pragmatica
di Bourges] così empia e dalle disposizioni ivi contenute. Né ci deve
impressionare il fatto che la Prammatica Sanzione sia stata pubblicata nel
concilio di Basilea, e sia stata accolta e accettata sotto la pressione dello
stesso concilio dall’assemblea di Bourges, dal momento che tutto ciò che è stato
fatto dal conciliabolo di Basilea ... dopo il trasferimento dello stesso
concilio a opera del nostro predecessore, papa Eugenio IV di felice memoria ...
[a Ferrara il 18 set. 1437], non può avere nessun valore. Del resto è noto che
solo il romano pontefice regnante, in quanto ha una autorità superiore a tutti i
concili, ha pieno diritto e potestà di convocare, trasferire, sciogliere i
concili, come testimoniano chiaramente non solo la sacra Scrittura, le sentenze
dei santi padri e degli altri pontefici romani nostri predecessori, i sacri
canoni, ma anche le ammissioni degli stessi concili ...
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