Home page
Chi Siamo, la Comunit di Regina Mundi
Magistero della Chiesa | Concili
Il Dialogo Ecumenico fra le religioni Cristiane
I Progetti, Davar l'Evento la Bibbia in MP3
Veritas veritatis: La rassegna stampa di Regina Mundi
Nelle Mari di Maria, Consacrate secolari CMOP
I Messaggi Mariani, le apparizioni della Madonna
Devozioni, sprititualit e preghiera
Gli speciali di regina Mundi, approfondimenti
Da scaricare, desktop, sfondi, segnalibro
Siti amici, collaborano con noi...
Contatti
La donna vestita di sole, la tv via web ed il podcast




 

Le Catechesi di Regina Mundi

Catechesi sull Eucaristia | spiritualità

CHE COS’E’ L’EUCARISTIA?
di  Dell’Arcivescovo Angelo Comastri




L’Eucaristia è il gesto dell'amore eccessivo di Cristo reso presente nel segno sacramentale, affinché diventi il nostro quotidiano nutrimento, cioè diventi la nostra vita, personale e ecclesiale in¬sieme. In ogni Eucaristia, infatti, si compiono que¬ste parole di Gesù: "Pa¬dre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi sanno che tu mi hai man¬dato. E io ho fatto cono¬scere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro" (Gv 17,25-26). In ogni Eucaristia noi entriamo in comunione con il gesto salvifico della Croce, che è gesto di amore supre¬mo, per diventare sempre di più un popolo che ama con lo stesso amore di Cristo e, di conseguenza, per essere il suo corpo ecclesiale.
I racconti dell'istituzione dell'Eucaristia, nei quali già si riflette una Chiesa che viveva di Eucaristia, non lascia¬no ombra di dubbio: Gesù nell'ultima cena ha offerto da mangiare il suo ‘Corpo dato’ e il suo ‘Sangue versato’. Cioè: nei segni sacramentali del pane e del vino, Egli ha consegnato - perché sia assunta, perché sia fatta propria, perché diventi ispirazione e sorgente di vita - la Sua pas¬sione, il Suo atto di offerta, la Sua vita nella condizione della suprema carità.
L'autore della Lettera agli Ebrei osserva: "Se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsi su quelli che sono contaminati li santificano purifican¬doli nella carne, quanto più il sangue di Cristo, che con uno Spirito eterno offrì se stesso senza macchia a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte, per servire il Dio vivente?" (Eb 9,13-14).
Gesù Crocifisso e Risorto è, davanti al Padre, nel gesto eterno dell'offerta d'Amore per la salvezza dell'umanità. Questo gesto si rende presente nella Santa Eucaristia come pane che ci nutre e come vino che ci dis¬seta, affinché anche noi diventiamo un popolo incendiato dall'amore di Dio. Nella seconda epiclesi (= invocazione) della secon¬da Preghiera Eucaristica diciamo: "Ti preghiamo umilmente: per la comunione al Corpo e al Sangue di Cristo, lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo". L'Eucaristia ha questo scopo: renderci un solo popolo nelle cui vene spirituali circola l'amore di Dio. Noi non dobbiamo difenderci dall'Eucaristia (come spesso acca¬de!), ma dobbiamo aprirci al suo dinamismo e lasciarlo operare pienamente in noi. Così diventeremo roveti ar¬denti nel buio e nel freddo del mondo!
Malcom Mudgeridge, giornalista della BBC, nel 1969 venne inviato a Calcutta per realizzare un docu¬mentario sulla eroica vita di Madre Teresa di Calcutta e delle sue suore.
Il giornalista, appena giunto a Calcutta, andò a visita¬re la prima Casa di Madre Teresa: erano due enormi stanze, nelle quali venivano raccolti e amorevolmente assistiti i moribondi trovati abbandonati lungo le strade dell'enorme città indiana. Lo spettacolo era impressio¬nante e... anche ripugnante: però l'amore delle suore riscattava il luogo e lo rendeva un abbraccio di calda misericordia. Molti poveretti morivano, ma sorridevano; gli ammalati erano denutriti, ma avevano gli occhi illu¬minati dall'amore incontrato in quella casa; e Madre Teresa, con le sue suore, appariva come una lampada splendida nella notte buia dell'egoismo del mondo.
Il giornalista, a bruciapelo, chiese a Madre Teresa: "Dove trovate la forza per vivere qui, in mezzo a tanto dolore e a tanta miseria?". Madre Teresa prontamente soggiunse: "La nostra forza è l'Eucaristia!".
Il giornalista inglese, che non era credente, rimase col¬pito. Ritornò a Londra, ma continuò periodicamente a frequentare la Casa dei Moribondi, nella quale aveva percepito l'esistenza di un'altra Vita.
Dopo alcuni anni, chiese il Battesimo e divenne cattolico. E dichiarò: "Ho chiesto il Battesimo e desidero diventare cattolico per ricevere quella Eucaristia che in quelle suore produce il miracolo dell'amore: voglio viverlo anch'io!".
E, prima di morire, confidò: "Questo è il cuore del cristianesimo: l'Amore vale più di tutta la cultura!".
Malcom Mudgeridge è un uomo convertito dal fuoco di amore acceso dall'Eucaristia nel cuore credente di alcune suore.
Prendiamo una decisione: dopo la Messa andiamo anche noi a portare l'Amore di Cristo a qualche povero o a qualche sofferente che vive accanto a noi!

Il comandamento dell'amore
Ora ben comprendiamo che il comandamento dell'amore è strettamente legato al sacramento dell'amore, che è l'Eucaristia. Cerchiamo di capi¬re il ‘perché’, andando a visitare i vari racconti dell'istituzione dell'Eucaristia. In tali racconti noi troviamo un particolare illuminante: tutti gli evan¬gelisti sottolineano che Gesù, nel momento in cui ha istituito l'Eucaristia e l'ha donata alla Chiesa, ha fatto riferimento al sacrificio dell'alleanza (Lc 22,20: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, quello versato per voi").
Ma noi sappiamo, esattamente dal racconto del primo sacrificio dell'alleanza riportato in Esodo 24, che non può esistere alleanza senza una "legge di alleanza" e senza l'impegno di osservare questa legge. Mosè, infat¬ti, nel momento culminante dell'alleanza del Sinai, asperge con il sangue l'altare, che rappresenta Dio, e poi, prima di aspergere il popolo con lo stesso sangue, pro¬clama la legge dell'alleanza e tutto il popolo esclama: "Tutto quanto Jahvè ha detto, noi lo faremo e obbediremo" (Es 24,7).
Soltanto dopo questo impegno formale, Mosè pronun¬cia le parole, che poi verranno riprese da Gesù, e dice: "Ecco il sangue dell'alleanza, che Jahvè ha stretto con voi mediante tutte queste parole" (Es 24,8).
Il popolo di Israele conosceva bene tutto questo e chiaramente non poteva concepire un sacrificio di alleanza senza una legge di alleanza. Se Gesù, allora, ha compiuto il sacrificio della nuova alleanza donando il suo Corpo e il suo Sangue per la nostra salvezza e se ha voluto regalarci il sacramento del sacrificio della nuova alleanza, che è l'Eucaristia, non poteva non donarci anche la legge della nuova alleanza.
Tale legge è il comandamento nuovo, riferito da Gio¬vanni nel suo racconto della cena: "Quand'egli fu uscito, Gesù disse: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri (Gv 13, 34)”.
I Sinottici (Matteo, Marco e Luca), nei loro racconti dell'istituzione dell'Eucaristia, non riferiscono questo particolare perché apparteneva alla quotidiana esperien¬za della comunità cristiana (basta leggere Atti 2,42-48 e Atti 4,32-35) e, pertanto, era una ovvietà. Giovanni, in¬vece, scrive per ultimo e lo Spirito Santo gli suggerisce di fermare per iscritto il racconto del dono del comanda¬mento nuovo, affinché nutra continuamente la memoria dei discepoli. E ce n'è bisogno!
In ogni Eucaristia, pertanto, mentre celebriamo il sacrificio della Nuova Alleanza, noi dobbiamo sentire la voce di Gesù che ci ricon¬segna il comandamento della Nuova Alleanza, cioè il comandamento che ci permette di farci rico¬noscere come autentici di¬scepoli di Gesù: il coman¬damento dell'amore!
Sant'Ignazio di Antio¬chia, che scrive agli albori del secondo secolo cristia¬no, usa una terminologia, che profuma di Eucaristia vissuta. Egli, scrivendo ai cristiani di Smirne, conse¬gna loro il saluto della comunità cristiana di Tro¬ade e dice: "Vi saluta la carità di Troade". La co¬munità cristiana viene chiamata carità! È im¬pressionante! Si capisce, allora, anche il senso pre¬gnante delle parole usate da sant'Ignazio per saluta¬re la Chiesa di Roma. Egli dice: "Ignazio, chiamato anche Teoforo, alla Chie¬sa che è oggetto della mi¬sericordia e della munifi¬cenza del Padre altissimo e di Gesù Cristo, suo uni¬co Figlio; amata e illumi¬nata per volontà di Colui che ha voluto tutte le cose che sono, secondo la carità di Gesù Cristo, nostro Dio; che in Roma presiede santa, venerabile, degna d'essere chiamata beata, meritevole di lode e di felice successo; adorna di candore, che presie¬de la carità, depositaria della legge di Cristo e insignita del nome del Padre. Questa Chiesa io saluto nel nome di Gesù Cristo, figlio del Padre". Presiede la carità vuol dire: presiede la comunità. Che grande messaggio!
Questa freschezza evangelica vinca le incrostazioni dell'abitudine e della smemoratezza e ci riporti alla novi¬tà sorgiva del Cenacolo: ciò può accadere in ogni cele¬brazione dell'Eucaristia. E questo è il miracolo che deve accadere ogni domenica... quando partecipiamo vera¬mente alla Santa Messa.

Un fatto impressionante
Nel 1939, subito dopo l'inizio della seconda guerra mon¬diale, a tutti i tedeschi fu distribuita una tessera annonaria: e il razionamento del cibo durò in Germania fino al 1948! In quei nove anni, un solo cittadino - anzi una cit¬tadina - non ebbe il diritto a quella tessera: le era stata ritirata subito con la moti¬vazione ufficiale che non ne aveva bisogno, visto che non mangiava e non beveva nulla. Così anche la pesante burocrazia del Terzo Reich nazista rendeva testimo¬nianza, suo malgrado, della verità di uno dei casi più clamorosi della storia: il caso di Teresa Neumann di Konnersreuth (Germania), che per trentasei anni inin¬terrotti si è nutrita soltanto di Eucaristia: e ogni setti¬mana, dalla notte del giove¬dì sino al mattino della do¬menica, riviveva nella sua carne tutto il mistero della passione-morte-risurrezio¬ne di Gesù.
Teresa Neumann è mor¬ta nel 1962, a sessanta¬quattro anni. Era nata nel 1898 e, all'età di vent'an¬ni, si procurò una lesione alla spina dorsale mentre correva in soccorso dei vicini ai quali si era incendiata la cascina. Ne ricavò prima una paralisi alle gambe e poi, per un'altra rovino¬sa caduta, anche la cecità totale.
Il padre, tornato dal fronte nel 1919, le portò dalla Francia una immaginetta di una giovane carmelitana non ancora conosciuta in Germania: si chiamava suor Teresa di Lisieux!
Teresa Neumann cominciò a pregarla e il 29 aprile del 1923, giorno della beatificazione della piccola carmelitana francese, ella riacquistò di colpo la vista. Due anni dopo, il 17 maggio 1925, mentre Pio XI a Roma dichia¬rava Santa la carmelitana di Lisieux, Teresa Neumann ritrovò l'uso perfetto delle gambe.
Un anno dopo, nel periodo pasquale, la giovane conta¬dina tedesca scopriva che nelle sue mani, nei piedi, nel costato e anche sul capo le erano apparsi i segni della Passione di Gesù: da allora, per trentasei anni, nella notte di ogni giovedì entrava letteralmente nei racconti evan¬gelici a partire dall'Ultima Cena; e, come in tempo reale, accompagnava Gesù sino alla morte nel primo pomerig¬gio del venerdì, mentre le ferite si aprivano nel suo corpo e sanguinavano copiosamente; alle ore 15.00 del venerdì cadeva in un sonno profondo dal quale si risvegliava gioiosa, con le ferite richiuse, il mattino della domenica. Da quando cominciarono questi fenomeni, Teresa Neumann per trentasei anni non mangiò né bevve nulla, assumendo soltanto ogni mattina la Santa Comunione. I medici invitati per controllarla, giorno e notte, partivano dallo scetticismo per approdare a clamorose conversioni di fronte alla stupefacente e inimmaginabile verità: Tere¬sa si nutriva soltanto di Eucaristia!
La sua vita è stata un messaggio rivolto a noi cristiani scandalosamente indifferenti di fronte al dono dell'Eu¬caristia: prenderemo finalmente sul serio il grande dono di Gesù? È l'anno dell'Eucaristia: approfittiamone!

del 04/09/2011


Ricerca catechesi

Ricerca fra tutte le catechesi il termine:
Ricerca su tutti gli articoli per parola chiave

Cuore Immacolato di Maria
P. Mario Piatti icms,
del 19/06/2012

IMMACOLATA, FESTA DI LUCE
Don Giovanni Frigerio, Assistente
da www.unitalsi.info del 06/12/2011

Lo Scapolare del Carmelo
Padre Raffaele Amendolagine
del 11/07/2011

Cristo apparve per primo a Maria
Giovanni Paolo II
da Sito La Santa Sede del 21/05/1997

La perfetta santità di Maria
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1252-1254

La «Piena di grazia»
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1191-1193

La nuova «Figlia di Sion»
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1120-1123

La figlia di Sion
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1070-1073

Nobiltà morale della donna
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 952-954

Donne impegnate nella salvezza del popolo
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 851-854

La maternità viene da Dio
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 502-505

Annuncio della maternità messianica
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 164-167

Maria nel Protovangelo
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 115-117

Maria in prospettiva trinitaria
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 46

Scopo e metodo dell'esposizione della dottrina mariana
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 9-12

Ruolo della donna alla luce di Maria
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 1318-1321

Maria e il valore della donna
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 1276-1279

Influsso di Maria nella vita della Chiesa
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/1 (1995) p. 1181-1184

Maria nella Sacra Scrittura e nella riflessione teologica
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 1040-1043

Il ruolo materno di Maria nei primi secoli
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 362-365.

LA PRESENZA DI MARIA NELLA STORIA DELLA CHIESA
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 304-307.

MARIA, DONNA DI FEDE
MARIO SCUDU sdb
da www.donbosco-torino.it

MARIA NELLA MIA VOCAZIONE
M.Caterina Muggianu

PRENDETE IL ROSARIO E PREGATE
M.Caterina Muggianu

Maria, “Donna” dello Spirito
don Luciano Alimandi
da Agenzia Fides

Omaggio dei cuori a Maria.
P. Giovannino Tolu


In tutto sono state trovate 32 catechesi.

SECONDO DISCORSO DI NATALE (parziale)
San Leone Magno
del 29/12/2011


In tutto sono state trovate 1 catechesi.

SECONDO DISCORSO DI NATALE (parziale)
San Leone Magno
del 29/12/2011


In tutto sono state trovate 1 catechesi.

L'amicizia di Dio
Dal trattato «Contro le eresie» di sant'Ireneo, vescovo (Lib. IV, 13, 4-14, 1; Sc 100, 534-540)
da Liturgia delle ore del 25/02/2012


In tutto sono state trovate 1 catechesi.

In tutto sono state trovate 0 catechesi.

La Scuola della Pace II Anno – Novembre 2017
M. Caterina Muggianu
da - del 13/11/2017

Intercessione – espiazione –accoglienza per la Pace
Maria Caterina Muggianu
da - del 12/02/2014

AI PIEDI DI GESÙ PER COSTRUIRE LA PACE
M.Caterina Muggianu
da - del 01/01/1900

DESIDERO DARVI LA PACE
M.Caterina Muggianu
da - del 01/01/1900

CE LO DICONO I SANTI
Padre Jacques Philippe
da - del 01/01/1900

COME REAGIRE A QUANTO CI FA PERDERE LA PACE
Padre Jacques Philippe
da - del 01/01/1900

LA PACE INTERIORE CAMMINO DI SANTITÀ
Padre Jacques Philippe
da - del 01/01/1900


In tutto sono state trovate 8 catechesi.

Nessun bambino si sveglia all’amore
Don Arturo Bellini
del 14/10/2013

Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli.
Padre Giulio Maria Scozzaro
del 21/08/2011

XXVIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO -
www.catechistaduepuntozero.it
del 06/10/2010

Festa della SANTISSIMA TRINITÀ
don Vigilio Covi
del 25/05/2010

Ricordiamo la prima effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa nascente.
padre Felice dell'Eremo di Sant'Alberto a Sestri Ponente.


In tutto sono state trovate 6 catechesi.

«Pregando apriamo una finestra verso il cielo»
Benedetto XVI - Udienza Generale30 novembre 2011
da L'Avvenire

Nulla è impossibile a Dio
don Tiziano Soldavini - Piccoli Apostoli Divina Misericordia Amore Eucaristico Con Maria
da Il Seme della Parola del 11/05/2011

La preghiera di intercessione:
Carlo Maria Martini

Il Padre nostro
don Nicola Ban
del 29/03/2009

Lettera sulla preghiera
Mons. BRUNO FORTE Vescovo


In tutto sono state trovate 9 catechesi.

COME IL PADRE VOSTRO CELESTE.
P. Giovannino Tolu


In tutto sono state trovate 2 catechesi.

L’EUCARISTIA spiegata ai bambini
M. Caterina Muggianu
del 17/03/2017

VIVERE L’EUCARESTIA
Pier Giuseppe Accornero
da Tratto dalla rivista “Maria Ausiliatrice” ottobre 2005 del 04/09/2011

EUCARESTIA ANNUNCIO DEL REGNO E MISSIONE
Don Rodolfo Reviglio
da Tratto da: “Maria Ausiliatrice” Torino 11/2005 del 04/09/2011

DIRETTORIO PER L’ADORAZIONE IN SPIRITO E VERITA’
San Pietro Giuliano Eymard
del 04/09/2011

CHE COS’E’ L’EUCARISTIA?
Dell’Arcivescovo Angelo Comastri
del 04/09/2011

FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME (Lc 22, 19)
P. Giovannino Tolu
del 30/03/2010


In tutto sono state trovate 11 catechesi.
_____________________________