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Le Catechesi di Regina Mundi

Catechesi sull Eucaristia | spiritualità

A TU PER TU CON IL SIGNORE PRIMA E DOPO LA COMUNIONE
di  Enrico Medi


A TU PER TU CON IL SIGNORE
PRIMA E DOPO LA COMUNIONE

PRESENTAZIONE
Un giorno gli Apostoli, vedendo quanto e co¬me Gesù si appartasse in colloquio col Padre suo, gli chiesero: "Signore, insegnaci a pregare".
E’ nato così il "Padre nostro". Una bellissima preghiera che ci è stata data come modello a cui deve ispirarsi ogni altra preghiera.
Eppure, nonostante i suggerimenti che ci ven¬gono da quel modello, spesso pregare non è faci¬le: non sappiamo cosa dire al Signore.
Non dimentichiamo che la preghiera prima che un dire qualcosa al Signore, è un lasciar dire qualcosa al Signore. La preghiera non è un monologo (io parlo e il Signore mi ascolta), ma un dialogo: il parlarsi di due persone.
E, tra le due, è giusto che ad avere per primo la parola sia il Signore. Ma come potrà parlarci il Signore se non facciamo silenzio?
Del tempo che destiniamo alla preghiera, so¬prattutto quando ci troviamo in chiesa davanti al SS.mo Sacramento, è bene che la prima parte sia sempre riservata al silenzio interiore. Quante cose ha da dire il Signore a ognuno dei suoi figli!
Ma poi, quando a parlare saremo noi... che cosa dirgli? Oltre ai suggerimenti che ci vengono dal "Padre nostro", c'è la presenza dello Spirito Santo. Lui, che nella fede ci dà la capacità di riconoscere Dio come Padre, è il miglior sug¬geritore di ogni nostra preghiera, perché sia fatta con un cuore da figli (cfr. Rm 8, IS-16).
Questo libriccino vuole essere un altro picco¬lo, modesto, ma prezioso aiuto offerto alla tua preghiera, soprattutto nei due momenti più im¬portanti: prima di incontrare Gesù nell'Eucari¬stia e dopo averlo ricevuto.
Quasi tutte queste preghiere sono sgorgate dal cuore di un grande cristiano, Enrico Medi, che, dimenticando la stima che il mondo tributa¬va alla sua grandezza come uomo di scienza, ha consumato molte ore della sua vita davanti a Ge¬sù Eucaristia.
Parlava a Gesù col cuore di un bambino; con la semplicità che solo le persone ricche di fede sanno avere; con la gioia di chi, prima che sen¬tirsi chiamato ad amare, si sente immensamente amato dal Signore; con la fiducia di chi sa che il Cielo ascolta sempre le preghiere che salgono dalla terra, anche se non sempre può acconten¬tare le richieste che vengono fatte; con la dispo¬nibilità a dare sempre di più al Signore, fino a dargli tutto.
In queste pagine Enrico Medi ci aiuta ad adattare la preghiera ai vari tempi dell'anno.
Il centro è sempre Gesù Eucaristia e davanti a Lui e con Lui possiamo parlare dell'attesa della sua venuta nel tempo dell'Avvento, della sua nascita nel tempo di Natale, della purifica¬zione e crescita della nostra vita spirituale nel tempo di Quaresima, della sua e nostra risurre¬zione nel tempo di Pasqua, della presenza santi¬ficante dello Spirito Santo nel tempo di Penteco¬ste e poi anche nel resto del tempo durante l'an¬no.
Queste indicazioni di Enrico Medi non inten¬dono sostituirsi alle nostre preghiere, ma piutto¬sto insegnarci a pregare, cavando fuori dal no¬stro cuore e dalla nostra vita le cose da dire al Signore.
Soprattutto noi sacerdoti non possiamo sol¬tanto invitare i fedeli alla preghiera, ma dob¬biamo insegnar loro a pregare.
Questo libriccino, che spero possa avere una larga diffusione, può essere un mezzo utile per insegnare, a grandi e piccoli, come si può parla¬re al Signore in ogni situazione e in ogni momen¬to dell'anno.
Don Enzo Boninsegna
Verona, 17 febbraio 1999
Mercoledì delle Ceneri

ATTO DI OFFERTA DELL'AMORE
Mio Gesù, alla presenza della SS.ma Trinità e di Maria, nostra Madre del cielo, e di tutta la Corte celeste, unitamente ai meriti del tuo pre¬ziosissimo Sangue e del Sacrificio della Croce, io ti offro tutta la mia vita secondo le intenzioni del tuo Sacratissimo Cuore Eucaristico e del Cuore Immacolato di Maria.
Per tutto il tempo che vivrò, tutte le mie sante Messe e Comunioni, le mie opere buone, i miei sacrifici e tribolazioni, li offro a te in adorazione della SS.ma Trinità e in spirito di riparazione, per l'unità della santa Chiesa, per il santo Pa¬dre, per i nostri sacerdoti, per le vocazioni sante e per tutte le anime fino alla fine del mondo.
Mio Gesù, accogli questa consacrazione della mia vita e donami la grazia di rimanervi fedele fino alla morte. Amen.

RESTA CON ME, SIGNORE...
Resta con me, Signore, perché è necessario averti presente per non dimenticarti. Tu sai con quanta facilità ti abbandono...
Resta con me, Signore, perché sono debole ed io ho bisogno della tua fortezza per non cadere tante volte!
Resta con me, Signore, perché Tu sei la mia vita e senza di Te vengo meno nel fervore... Resta con me, Signore, perché Tu sei la mia luce e senza di te sono nelle tenebre.
Resta Signore con me, per mostranni la tua volontà.
Resta Signore con me, perché oda la tua voce e ti segua...
Resta Signore con me, perché desidero amarti molto ed essere sempre in tua compagnia!
Resta con me, Signore, se vuoi che ti sia fede¬le.
Resta con me, Gesù, perché nonostante la mia anima sia assai povera, desidera essere per Te un luogo di consolazione, un nido di amore...
Resta Gesù con me, perché si fa tardi e il giorno declina... passa la vita... si avvicina la morte, il giudizio, l'eternità... ed è necessario raddoppiare le mie forze, affinché non venga meno nel cammino... e per questo ho bisogno di Te. Si fa tardi e viene la morte... M'inquietano le tenebre, le tentazioni, le aridità, le croci, le pene, e... Oh! quanto ho bisogno di Te, Gesù mio, in questa notte di esilio!
Resta Gesù con me, perché in questa notte della vita e nei pericoli ho bisogno di Te. Fa' che ti riconosca come i tuoi discepoli allo spez¬zare del Pane, che l'unione Eucaristica sia luce che dissipa le tenebre, la forza che mi sostiene e l'unica beatitudine del mio cuore.
Resta Signore con me, perché quando arriva la morte voglio stare unito a Te, se non realmen¬te per la Santa Comunione, almeno per la grazia e per l'amore.
Resta Gesù con me... non ti chiedo la tua consolazione divina, perché non la merito, però il dono della tua santissima presenza, oh! sì, te lo chiedo!
Resta Signore con me, Te solo cerco: il tuo amore, la tua grazia, la tua volontà, il tuo cuo¬re, il tuo spirito, perché ti amo e non chiedo al¬tra ricompensa che un aumento di amore.
Amore solido, pratico. Amarti con tutto il cuore sulla terra, per poterti poi amare con per¬fezione, per tutta l'eternità. Così sia.

DURANTE L'ANNO
Preparazione
Sto per accostarmi, o Dio Onnipotente ed Eterno, al Sacramento che contiene il tuo Figlio Unigenito e nostro Signore Gesù Cristo; e mi ac¬costo come infermo al medico che ridona la vita, come peccatore alla sorgente della misericordia, come cieco alla luce che non conosce tramonto, come povero al Signore del cielo e della terra, come affamato che ha bisogno della tua luce, della tua grazia, del tuo amore.
Prego perciò la tua divina misericordia di cu¬rare la mia infermità, di purificarmi dalle mie colpe, di illuminare la mia cecità, di arricchire la mia povertà, di placare la mia fame.
Fa', o Signore, che riceva il Pane degli An¬geli, il Re dei re, il Signore dei signori, con il rispetto, con l'umiltà, con il pentimento, con la devozione, con la purezza, con la fede e con la retta intenzione necessari per la salvezza della mia anima.
Fa' che riceva non soltanto il Sacramento del Corpo e del Sangue del Signore, ma anche le virtù e la realtà in esso contenute.
Concedimi, mio Dio, di ricevere quel Corpo che il tuo Unigenito Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, ebbe dalla Vergine Maria, in modo che io stesso venga incorporato al suo mistico corpo, la Chiesa.
Concedimi, Padre amorevolissimo, di poter un giorno contemplare per sempre, a volto sco¬perto, il tuo prediletto Figlio, che nel pellegri¬naggio terreno ricevo sotto le specie eucaristi¬che: Lui che è Dio, e vive e regna con Te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Ringraziamento
Trafiggi, o dolcissimo Gesù, la parte più in¬tima della mia anima con la ferita del tuo amore, portatrice di salvezza, e con una grande carità, affinché non desideri che Te e il tuo amore.
Fa' che la mia anima non aspiri che a libe¬rarsi dai legami del corpo e a restare sempre con Te.
Concedimi che la mia anima abbia fame di Te, Pane degli Angeli, nutrimento delle anime, Pane nostro quotidiano, che ci dà forza e che contiene in sé ogni dolcezza e ogni delizia. Il mio cuore desideri solo nutrirsi di Te, e la mia anima sia ripiena della dolcezza del tuo amore.
Che io abbia sete di Te, fonte di vita, fonte di sapienza e di scienza, fonte di luce eterna, tor¬rente di ogni delizia, abbondanza della casa di Dio.
Che io aspiri sempre a Te, Te cerchi, Te ri¬trovi, a Te giunga, Te mediti, di Te parli, e tutto compia a lode e gloria del tuo nome, con umiltà e discrezione, con amore e gioia, con coraggio e affetto, con perseveranza fino alla fine.
Tu solo sii sempre la mia speranza, tutta la mia fiducia, la mia ricchezza, la mia gioia, la mia quiete e la mia tranquillità. Sii Tu la mia pace, la mia dolcezza, il mio profumo, il mio ci¬bo, il mio nutrimento, il mio rifugio, il mio pos¬sesso.
E infine, sii Tu il mio tesoro, nel quale la mia mente e il mio cuore restino fissi, fermi e radi¬cati per sempre. Amen.

AVVENTO
Preparazione
Signore, fra pochi momenti Tu verrai nel mio cuore; mi sento smarrito, intimorito.
Penso a quante migliaia di secoli ha atteso la creazione prima che l'uomo apparisse sulla fac¬cia della terra. La Sapienza del Padre tuo ha voluto che lentamente il mondo si preparasse a ricevere il suo re e signore.
Poi, quante migliaia di anni l'umanità ha at¬teso nelle tenebre e nel peccato la tua venuta sulla terra nel mistero dell'Incarnazione in Ma¬ria Santissima.
Tu stesso ti sei preparato nel silenzio per trent'anni alla predicazione e all'opera redentri¬ce. Ora io, povero e peccatore, oso impreparato non solo venire ai tuoi piedi, ma aprire la mia bocca e il mio cuore e riceverti dentro di me con la tua reale, sostanziale e vera presenza.
Come prepararmi ?
Sono distratto, il mio pensiero è rivolto alle cose del mondo, non riesco a raccogliermi. La mia anima dovrebbe essere protesa verso di Te come gli Angeli in cielo.
Io credo, o Signore, ma Tu fortifica e rendi splendente questa mia fede, affinché mentre gli occhi non vedono, il cuore si infiammi di amore e la mente adori, sapendo che quell'Ostia bianca sei Tu.
Sono avvilito, mio Signore, dovrei venire a Te festoso, sapendo di andare a ricevere il Re dei Re, il Signore del cielo e della terra, che toglierà dalla mia anima ogni paura, soddisferà tutti i miei desideri, colmerà di gaudio il mio essere, mi darà l'anticipo del paradiso.
Invece di essere colmo di speranza, sono titu¬bante, incerto, pauroso. Ravviva la mia speran¬za, aprila all'amplesso delle tue braccia. Quanto sarà grande la mia gioia quando mi sarò abban¬donato in Te!
Oh! Gesù, il mistero di questo incontro è un mistero di amore.
Tu sei lassù splendente nella gloria eterna della Trinità, non hai alcun bisogno di me pecca¬tore, eppure mi ami, mi ami come nessun essere ha mai amato una creatura.
Ti fai uomo, muori in Croce e ti nascondi nella realtà di questo Sacramento. Vuoi essere mangiato da me perché Tu possa divorarmi col tuo amore.
Com'è stupendo, Gesù!
Fammelo comprendere quest'oggi, adesso, in questo istante, prima che Tu venga. Così potrai trovare un po' di caldo dentro di me.
Mi perdoni, vero? di tanti peccati che ho commesso, di innumerevoli difetti che rendono così poco elegante la mia veste nuziale!
Non sono capace neppure di piangere; non guardare la mia miseria, ma perdona.
Maria, stammi vicino, proprio accanto; por¬tarai da Gesù, dammi Gesù; aiutami con il tuo sguardo, insegnami l'amore.

Ringraziamento
Fra le braccia di una Mamma, o Signore, sei giunto fra gli uomini, in un presepio. Ora qui stai tra le mie braccia, nascosto, in questa pove¬ra stalla dell'essere mio. Come posso sostituire l'adorazione di quella Mamma, la più santa fra le creature? Vorrei tacere, Gesù, non dirti nulla, tranne il silenzio fatto di amore. Non sono capa¬ce neppure di questo. Mi guardo attorno cercan¬do l'aiuto degli Angeli, per unire la mia adora¬zione alla loro, ma comprendo che Tu vuoi esse¬re adorato proprio da me: se no, perché saresti venuto nel mio cuore?
Ti adoro mio Dio: Eterna Maestà del Padre che mi ha creato, Sapienza Unigenita del Padre che ti sei fatto uomo per me, Spirito di fuoco e di amore! Voi siete dentro di me, con il Corpo e l'Anima santissima del mio Redentore. Vorrei morire di confusione, ma voglio vivere di passio¬ne e di gioia.
Ora ti possiedo, mio Dio, e non ti lascio. Ab¬bandonato alla gioia sublime di questa realtà, mi affido alla tua misericordia nel canto della spe¬ranza. Vorrei raccogliere le lacrime che scendo¬no durante la giornata, vorrei mostrarti le delu¬sioni della vita, dell'amicizia degli uomini, le tristezze dei miei e degli altrui peccati e tradi¬menti, ma non riesco ad essere triste: la speran¬za mi colma di felicità. Un giorno, Gesù, mi stringerai forte forte come oggi e mi porterai con Te in paradiso, vero? Non deluderai questo mio sogno. Se no ne morirei adesso: è così bello...
Gesù ti amo... parola divina che nella bocca degli uomini diventa sospiro. Non vorrei neppure dirtelo che ti amo, vorrei fartelo sentire.
Piccolo è questo mio amore. Lo Spirito Santo che è in me suggerisca alla mia anima le espres¬sioni di un amore che ti dia gioia, ma a queste espressioni aggiunga una realtà stupenda: inna¬morarmi di Te.
Un amore forte, profondo, come una spada che entra per un istante nell'intimo del cuore e lo conforta, lo fa sofrire e godere, lo porta lon¬tano dal mondo nelle armonie del tuo Regno.
La Regina della Sapienza, la Madre del Divi¬no Amore, insegni a me come un giorno ai pa¬stori, come si ama Gesù.
Giuseppe, il suo diletto sposo, che ti ha stret¬to al cuore, caro Gesù, mi stia accanto per inse¬gnarmi questa sapienza dell'amore.
Gesù, non ti chiedo nulla e ti chiedo tutto: misericordia e grazia, amore tuo e amore mio. Siamo sempre così una cosa sola.

NATALE
Preparazione
Gesù è in mezzo agli uomini, ma ancora co¬nosciuto da pochi: solo Maria e Giuseppe lo adorano perché sanno che è Dio.
Mio Gesù, anche in questo momento Tu sei sull'altare, nascosto in una bianca Ostia; sei Tu, ma gli occhi del corpo, i sensi non ti riconosco¬no. Sei là come un giorno nella tua casa di Na¬zareth, come quando ti sei recato nel Tempio del Padre tuo. Ti hanno giudicato sapiente, dotto, meraviglia, ma nessuno sapeva chi Tu fossi. An¬che adesso sei qui e fra pochi istanti potrò avere il dono di stringerti dentro di me.
Se fossi vissuto ai tempi in cui eri visibile sulla terra avrei desiderato questo solo: poter abitare vicino a Te, accanto alla tua casa, ma non avrei potuto sperare un prodigio tanto me¬raviglioso come quello che ora sta avvenendo. Possederti interamente tutto dentro di me ed adesso totalmente da me consumato. Se felice e benedetta era quella casa nella quale abitavi, quanto più felice è la mia anima che riceve Te nell'intimità di un'unione meravigliosa...
Il mio cuore si allarga ad ogni speranza. Se fossi stato con Te, allora, nulla mi sarebbe mancato, nulla avrei temuto. Perché dovrei te¬mere ora? Che cosa? Sotto lo sguardo vigile di San Giuseppe, sotto il sorriso amabile della tua e mia Mamma, perché e di che cosa dovrei teme¬re?
Per questo vengo a Te carico della più bella speranza. La prima di tutte le speranze è quella di farti piacere: dovrei temere di venire perché so di quante colpe è macchiata la mia anima, ma la confidenza mi spinge ad avere abbandono completo nella tua misericordia.
Gesù, in questo momento io ricordo il giorno delle nozze di Cana. Ti avevano invitato, ma nes¬suno conosceva esattamente chi eri.
Era presente Maria, tua Madre, grande Si¬gnore della stirpe di David; forse Lei aiutava gli sposi e quindi si è accorta per prima, spinta so¬prattutto dal suo amore, che era venuto a man¬care il vino. Tu hai fatto il primo miracolo nella gioia di un vino da nozze.
E ora a me farai questo miracolo: muterai in buon vino il mio cuore freddo e distratto.
Tanto, tanto amore dammi, per venire a Te, dammelo per questa stessa preghiera della Madre tua come a un incontro di sposi.

Ringraziamento
Come è dolce la tua casa, o Signore, come è bello abitare sotto la tua tenda...
Ti adoro o mio Dio, Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo. Ti adoro Anima e Corpo del mio Salvatore venuto in me.
Come sono felice di averti. Sei venuto nella mia dimora che è diventata la tua casa. Dovrei essere in adorazione piena in questo momento, ma non ne sono capace: invito Maria e Giuseppe a rinnovarti l'adorazione perenne che ti davano nella tua dimora di Nazareth, quando eri nasco¬sto agli occhi del mondo.
La mia casa non è soltanto povera, è anche tanto indegna: il peccato è stato mandato via, ma ne è rimasta la debolezza, la freddezza, la miseria. Perdonami, o Signore.
Umile servo peccatore, in ginocchio ai tuoi piedi, vorrei dirti come il tuo apostolo Pietro: "Allontanati da me, che sono indegno"; vorrei, come la Maddalena, creatura della speranza e del sacrificio, creatura di redenzione e di lacri¬me, creatura di appassionato amore e di abban¬dono, profumarti i piedi con le mie lacrime.
Vorrei dirti di allontanarti da me, ma vorrei dirti anche di restare sempre.
Mi guardo dentro e stupisco della tua miseri¬cordia. Grazie, o Gesù. Tanti milioni e milioni di anime non ti conoscono, senza loro colpa; non ti possono godere, non sanno neppure che Tu sei venuto al mondo, e sono migliori di me.
Io, invece, peccatore ti ho nel mio cuore; grazie, mio Dio. Ti offro come ringraziamento la mia vita, i miei desideri, la mia stessa miseria perché altro non ho da darti. E poiché Tu sei il Signore, a te ricorro con ogni confidenza.
Tu conosci tutte le mie necessità; con una pa¬rola sola ti chiedo: dammi la felicità, la felicità con Te. Quindi la vita di grazia intensa, piena, con i doni dello Spirito Santo, ogni giorno; dammi di non dimenticarti un solo istante duran¬te la giornata, dammi di vivere come a Te piace.

QUARESIMA
Preparazione
Mio Signore, crocifisso nel profondo della mia miseria, ti adoro e ti ringrazio perché per la tua santa Croce mi hai redento.
Tu hai dato per me la tua vita nel tormento più grande, nell'umiliazione di essere trattato come il peccatore che porta i delitti del mondo.
Il mistero della Croce si rinnova ogni giorno su questo altare, e il frutto di questo sacrificio è quest'Ostia Santa di vita e di risurrezione che mi preparo a ricevere.
Dovrei anch'io essere una piccola ostia di sa¬crificio da unire al tuo, e mi offro a Te per que¬sto.
Alla tua Croce unisco le mie piccole croci, alla tua Passione la rinuncia alle mie passioni, al tuo Cuore trafitto il desiderio di purezza del mio cuore malato.
Le anime elette da Te, le anime dei tuoi santi, ti offrono penitenze, rinunce, sacrifici, preghie¬re, meditazioni: io, incapace di fare ciò; mi affi¬do alla tua bontà che supplisce alla mia mancan¬za.
Tu sei il mio Crocifisso, e fra pochi istanti, unito a Te, prenderò da Te tutta la grazia che è sgorgata dalle tue piaghe.
Spero tanto, o Signore... questo è tempo di penitenza, tempo di perdono: non sono degno di questo perdono, ma Tu me ne hai fatto degno con la tua morte. Ecco perché posso partecipare al Banchetto della vita.
La Croce si leva, segno della speranza cri¬stiana, come festa della vittoria sulla morte. L'Ostia Santa che sei Tu, venendo in me, mi darà questo pegno di vittoria.
Ti amo, o Gesù. Quando la testimonianza del¬l'amore non arriva ad essere compresa, allora non c'è altra soluzione che offrire la vita e il dolore; Tu hai fatto questo per farmi comprende¬re quanto mi ami e per essere riamato. Per que¬sto ti doni a me, ed io voglio rispondere alla chiamata del tuo Cuore.
Prima di avvicinarmi a Te in questo Sacra¬mento, guardo sul Crocifisso il tuo Cuore trafitto dalla lancia; quel Cuore sarà fra poco in me ed io nascosto dentro di Lui e insieme formeremo una cosa sola.
Perdonami ancora una volta per averti fatto tanto soffrire: le mie colpe sono la causa dei tuoi dolori. Possa questa offerta di pentimento, questo anelito di amore, essere il tuo conforto: vieni, Gesù.
Madre di tutti i dolori, Tu che fosti presente, alla vigilia della morte del tuo amatissimo Fi¬glio, quando istituì il Sacramento dell'Amore e a Te lo diede, dammi quei sentimenti che allora rapirono il tuo Cuore.

Ringraziamento
Gesù, sei dentro di me. Ti adoro unitamente al Padre e allo Spirito Santo. Adoro il tuo Corpo santissimo e divino, il tuo Sangue sparso per me, la tua Anima trafitta fino alla morte e alla morte di Croce. Il mistero reale dell'amore e del dolore è in me con la tua presenza.
Vorrei adorarti con Vadorazione degli Angeli che stavano intorno alla tua Croce, con l'adora¬zione della Madre tua in quei momenti dello spasimo per la morte.
Quando il tuo Corpo venne posto nel sepol¬cro, anche allora era adorato: in questo momen¬to è stato deposto vivente dentro al mio petto ed io stesso divento un tabernacolo attorno al quale stanno gli Angeli adoranti.
Mi sento colmo di confusione: non sono capa¬ce neppure di sentire, come dovrei, la mia inde¬gnità e le mancanze commesse contro di Te.
In questo momento dovrei essere, per le mie colpe, nell'abisso dell'inferno, senza più speran¬za di vederti, né di poterti mai più amare.
Invece, o Gesù, Tu ti sei offerto alla morte e mi hai dato Te stesso in questo Sacramento per¬ché ora ti possa amare tanto tanto, e poi, con questo pegno, attendere la gioia del Paradiso.
Grazie, Gesù, nessuna parola o sentimento potrebbe esprimerti il mio grazie di cui sei degno e che vorrei dirti. Quanto mi circonda è dono tuo, ma nulla è più grande del dono di Te stesso.
Ora oso rivolgermi a Te, Signore, per chie¬derti tante grazie. La prima è di farmi compren¬dere la tua passione, la tua Croce. Fa' che im¬pari a vivere di Eucaristia e di Crocifisso, che possa tenerti compagnia nella mia vita.
Poi, o Gesù, ti rivolgo la stessa preghiera per tutti quelli che amo quaggiù: che anch'essi cre¬dano in questo mistero di amore. Se questo av¬verrà, sarà pace e festa nella nostra casa, nella nostra patria; senza Crocifisso ed Eucaristia c'è solo la morte.
Poi, Gesù, ti chiedo di estendere la tua mise¬ricordia lontano lontano ai milioni di anime che non ti conoscono, a quelli nell'eresia, nell'atei¬smo, nel paganesimo. La tua Croce si innalzi trionfante in ogni angolo della terra sopra l'alta¬re santo che contiene il tuo Corpo Divino.
E poi ti chiedo tante grazie per me, per il mio cuore, per la gioia del mio cuore, per le mie preoccupazioni di ogni giorno e per quelle dei miei cari.
Grazie, Gesù, e ti prego di portare a Maria, il mio messaggio di amore e di grazie.

PASQUA
Preparazione
La Luce è risorta, un suono festoso di campa¬ne riempie l'aria e la Chiesa, lo senti, Gesù? Siamo infesta, Tu sei risorto.
Tu, Vincitore della morte, sei tornato nella vita, Tu, la Vita.
Se Tu fossi rimasto nel sepolcro, come avrei potuto attendere ora il tuo abbraccio festoso? Come avrei potuto sperare che la morte non mi tenesse prigioniero in eterno?
Tu, la primizia dei risorti, il segno della no¬stra speranza, la luce della nostra fede, l'acceso desiderio di amore.
Come sei bello e splendente: Tu sei il paradi¬so ed ecco che stai per venire in me.
Anche adesso una bianca veste ti nasconde al mio sguardo, ma Tu sei qui.
Ti vedo nelle mani del sacerdote e sei in quelle mani perché sei morto per me, per me sei risorto e come pegno mi hai dato questo Sacra¬mento di amore, memoria della tua passione, pegno di paradiso.
Vorrei venire a Te come Maria Maddalena nell'alba di Pasqua: umile e nascosto, timoroso per la mia miseria, dubbioso per la mia fragilità. Vorrei portarti profumi di preghiera e dedi¬zione di cuore. Supplisci Tu a così grande pover¬tà.
Il mio desiderio maggiore sarebbe di acco¬glierti come Maria, tua Madre, accolse Te, quando le sei apparso risorto: sei apparso a Lei, la prima di tutte le creature. Poi a Maria Mad¬dalena, agli apostoli, colmando di gioia ogni spirito e ogni creatura.
Questa mattina tali ricordi sono in me per vestirmi a festa, della veste più bella che possa adornare l'anima mia, tua sposa.
Vorrei che tanta bellezza irradiasse da me, per essere degno del tuo amore.
Che cosa mi darai questa mattina? Vorrei lu¬ce bianca, splendente, serena di fede, che allon¬tani i dubbi della mente. Desidero, o Signore, un abbandono completo in Te, onnipotente e miseri¬cordioso.
Ti chiedo ancora di gustare la gioia di amarti e di amarti come un fuoco che cresce.
Tu sei la mia Pasqua: Agnello che togli i pec¬cati del mondo.
Maria Santissima, Regina della Risurrezione, prendi questa mia mano e guidami verso Gesù.

Ringraziamento
Alleluia, alleluia, mio Signore!
Lo canto a Te con la festa che erompe dal mio cuore, mentre Tu sei dentro di me e mi pos¬siedi tutto. Il tuo abbraccio fa di me e Te una cosa sola, Tu autore della vita, Risorto trionfan¬te, gioia del paradiso, speranza della terra.
Gli Angeli giubilano in questo giorno; mi uni¬sco al loro canto per pregustare la gioia del pa¬radiso. La Chiesa canta a Te l'osanna perenne per i secoli, io lo canto con Lei, mia madre.
Gesù Eucaristia, Ostia Santa e Immacolata, ti adoro! Il Padre ti ha generato da tutta l'eternità, mio Gesù, il Divino Spirito che da Lui e da Te procede, sono con Te in me: Vi adoro dall'abisso del mio nulla.
Signore che cosa sarà il paradiso?
Questa è la grazia che ti chiedo oggi. Questo mio corpo un giorno morirà, sarà riassorbito dalla polvere e polvere dovrà diventare. Amo questo mio corpo, meraviglia delle tue mani, onorato e santificato dalla presenza reale del tuo Corpo.
Perciò un giorno il mio corpo risorgerà. Fa' che quel giorno sia splendente della luce della tua risurrezione.
Non te lo dimenticare, Signore, che risusciti i morti e li giudichi.
Guardami, ora per allora, con l'occhio della tua pietà: non ti dimenticare che in questo mo¬mento mi hai santificato.
Così ti prego per la medesima gioia di quelli che amo, e che quel giorno vorrò accanto a me felici e gloriosi come me.
A che servirebbe l'amore, se dovesse morire con la morte?
L'amore che ha accento di eternità, se no non è amore?
Ti prego per i lontani che conoscerò solo in quel giorno; dà a loro la fede e la salvezza e che possano nutrirsi di questo tuo Corpo e Sangue.
Dovrei innanzi tutto renderti grazie per questi doni, ma la gioia mi ha preso la parola e ti ho chiesto altri doni ancora.
Grazie, Gesù, grazie di essere risorto e di averci manifestato il tuo trionfo. Grazie di essere salito al cielo per prepararci i posti della futura gloria.
Maria, dillo a Gesù che il paradiso è tanto bello perché c'è Lui e ci sei Tu, che un giorno vogliamo esserci per sempre, felici come in que¬sto giorno abbiamo cominciato ad esserlo nella luce dell'amore.

PENTECOSTE
Preparazione
Divino Spirito, Amore di Dio, calore per i nostri cuori, fiamma che alimenti la Chiesa e consumi i cuori nella gioia, per la tua azione questa Ostia Immacolata è Gesù.
Sei Tu, o Spirito Santo, che hai consacrato il Sacerdote, per la cui parola la transustanziazio¬ne si è compiuta, e come un giorno nel seno pu¬rissimo di Maria, il Figlio di Dio si è fatto carne per opera tua, così su questo altare si è nascosto sotto i veli delle bianche specie.
Ora l'anima attende di ricevere questo Gesù vivo e vero; a Te dolce Dio di amore chiedo la pienezza dei doni che preparino questo incontro.
Sapienza e scienza per la mia mente, affinché, non vedendo, creda; non sentendo, aderisca alla verità rivelata da Te, e che la Chiesa ci offre.
Dammi il dono dell'intelletto e del consiglio, affinché la mia volontà sia rettamente guidata verso il bene e spinta alla sorgente di ogni felici¬tà.
Proteggi con la fortezza la mia anima dagli assalti della mia debolezza e del demonio.
Con la pietà arricchisci la mia preghiera.
Con il timore di Dio nascondimi nel manto della vera umiltà.
O Gesù, Figlio del Dio vivente, che hai man¬dato il Consolatore a completare la tua opera e a santificarci, fra pochi istanti, venendo Tu den¬tro di me, vieni con la reale presenza delle Tre Divine Persone.
Come sono indegno di riceverti! Abbi com¬passione di me.
Guardo verso l'alto e vedo il Crocifisso, se¬gno della mia redenzione, vedo il mistero e la gloria della tua risurrezione, contemplo la disce¬sa dello Spirito Santo, protezione e fecondità della Chiesa mia madre: allora la speranza na¬sce in me. Spero che Tu mi stringerai forte forte al Tuo cuore, avrai pietà di me, mi colmerai di doni e di pace.
Come è bello riceverti, sapendo che Tu vieni a me innanzitutto perché spinto dall'amore. La Pentecoste è il giorno in cui l'amore si accende sulla terra per non finire mai più, ma sei Tu l'oggetto primo e reale di questo amore. Se po¬tessi comprenderlo sarei colmo di gioia e ti offri¬rei un amore di creatura a Te gradito. Invece sono freddo e indifferente, perciò ti chiedo di donarmi quello che ti voglio offrire.
Ancora una volta perdono, o Signore, delle mie infedeltà e vieni, non tardare più.
Maria Santissima volgi il tuo sguardo al Re del Cielo, allo Spirito Santo che ti ha fatta piena di grazia e sua Sposa, chiedi a Lui questo dono di amore mentre mi accosto a ricevere il tuo amatissimo Gesù.

Ringraziamento
Con il cuore raccolto nel silenzio della tua presenza, ti adoro o Gesù, mio Gesù, soavissimo ospite della mia anima. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono dentro di me: è dentro di me quel Corpo immacolato e divino che Maria ci ha dato per opera dello Spirito di Dio. A Te, Divino Spirito mi raccomando e mi affido in questi mo¬menti: dammi quell'amore che Tu solo puoi ac¬cendere nel mio cuore verso Gesù.
Mio Redentore sei venuto in me chiamato solo dalla misericordia e dalla gioia che provi ad amarmi e a possedermi. Ti adoro in questo nulla che ti posso offrire, e mi nascondo ai tuoi occhi per le tante miserie che mi coprono. Non guar¬darle o, se il tuo occhio le osserva, sia per darmi ancora il perdono e la forza di uscire dai miei vizi e non offenderti più.
Mi hai dato tutto, o Gesù. In questo periodo meditiamo l'opera dello Spirito Santo nella Chie¬sa e nelle anime trasformate sulle vie della santi¬tà. Questa santità ti chiedo. Fra le miserie e le lotte della vita che mi distraggono da Te, fammi pensare alla tua presenza, alla gioia di cammi¬nare sulle vie del bene, della perfezione, portato dalla fiamma dello Spirito Santo. Grazie di questo dono. Ce lo hai mandato dal Cielo e ora di nuovo è con noi mentre Tu vieni.
Gesù, molte grazie ho da chiederti, ma Tu conosci i miei desideri e non li dimentichi.
Una cosa desideri che io ti chieda: il dono dell'amore. Il solo chiederlo è già segno di amo¬re e il fatto che Tu mi dia la forza di chiedere questa grazia significa che mi vuoi bene. Al tuo Amore, solo lo Spirito Santo può chiamare. Su¬pera la debolezza dell'anima, della carne, del cuore; la stanchezza e l'indifferenza, la trascura¬tezza e la vergogna; prendi il mio cuore, la mente, la fantasia, il sentimento, tutte le potenze del mio essere e fa' che il fuoco di Pentecoste mi consumi nel tuo Amore. Se questo avverrà, la mia vita sarà bella, le tempeste del mondo non potranno avvilirmi, perché Tu, sei con me e io ti amo e Tu ami me. Il mio amore è nulla, ma Tu lo moltiplichi con la tua stessa presenza. Ogni mio bene, ogni persona amata, la persona più cara al mio cuore, speranze e affetti: tutti in te.
Maria, suggeriscimi i sentimenti che lo stesso Spirito Santo ti ha ispirato quando Gesù è venuto nel tuo grembo immacolato, quando Gesù è ve¬nuto a Te nella Santa Eucaristia, quando ti ha accolta trionfante, Regina assunta e mediatrice, nella pienezza della gloria dei cieli.


del 04/09/2011


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da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1252-1254

La «Piena di grazia»
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1191-1193

La nuova «Figlia di Sion»
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1120-1123

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Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1070-1073

Nobiltà morale della donna
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 952-954

Donne impegnate nella salvezza del popolo
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 851-854

La maternità viene da Dio
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 502-505

Annuncio della maternità messianica
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 164-167

Maria nel Protovangelo
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 115-117

Maria in prospettiva trinitaria
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 46

Scopo e metodo dell'esposizione della dottrina mariana
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 9-12

Ruolo della donna alla luce di Maria
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 1318-1321

Maria e il valore della donna
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 1276-1279

Influsso di Maria nella vita della Chiesa
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/1 (1995) p. 1181-1184

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Giovanni Paolo II
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Giovanni Paolo II
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MARIA, DONNA DI FEDE
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