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Le Catechesi di Regina Mundi

Catechesi sulla Preghiera

Nulla è impossibile a Dio
di  don Tiziano Soldavini - Piccoli Apostoli Divina Misericordia Amore Eucaristico Con Maria


"Pregate sempre, senza stancarvi mai" (Luca 18,1)
Gesù oggi parla a noi sulla necessità di pregare ci offre un'indicazione di vita, “senza smettere mai”, è un richiamo, che ci fa meditare.
Attraverso la preghiera ci mettiamo alla presenza del Signore, entriamo in una relazione d’amore con Lui, una relazione personale, filiale.
Dio si unisce a noi e noi ci uniamo a Lui, in un legame intimo.
”La preghiera non è altro se non un rapporto d’amicizia” scrisse santa Teresa d’Avila, “un trovarsi frequentemente da solo a solo con chi sappiamo che ci ama”, fino a sentire la gioia di essere amato, e trovare senso e significato alla nostra vita.
Incredibile solo a pensarci, ma di fatto è così!
Sappiamo e a volte per esperienza quanto sia difficile trovare una persona che ci ascolti, la fretta la mancanza di tempo o, forse, agli occhi dell’altro hai poco valore, se non addirittura non conti nulla; per Dio, non è così!
Pregare è, contemplare, ascoltare, aprire il nostro cuore a Lui, è desiderio di Dio un vivere insieme la nostra vita.
Questo è il più grande dono che ci è stato fatto.
"Pregate sempre, senza stancarvi mai" (Luca 18,1)
Per imparare a pregare e, ancor prima, capire l’importanza della preghiera, non c’è miglior maestro di Gesù.
Gesù prega frequentemente, in luoghi solitari, a lungo, anche di notte; la sua è una preghiera quotidiana. La preghiera è fonte della sua vita, ascolto del Padre.
“La preghiera è il luogo solitario e intimo dell’amore di Gesù verso il Padre, quell’amore del quale è venuto a renderci partecipi. È il luogo dove incontra tutti i fratelli, appunto perché presso il Padre”. (Silvano Fausti)
Nella Trasfigurazione sul Monte Tabor i discepoli possono entrare nella conoscenza-comunione del Padre-Figlio; (cf Lc 9, 28-36) la preghiera è il luogo della trasfigurazione, dove scopriamo Dio-Abbà-Papà e contempliamo la sua gloria.
È nella preghiera che il cristiano trova il suo respiro quotidiano e sull’esempio di Gesù dilata il cuore al Padre.
Nei momenti decisivi della sua vita Gesù, si ritira in preghiera (cf Lc 6,12-13). La preghiera è all’origine di ogni scelta, di ogni azione; è la forza che permette di superare il buio della notte. Quante notti nella nostra vita rimangono forse tali perché viene a mancare la preghiera che illumina della luce di Dio!
Quando l’apostolo Pietro venne messo a dura prova da Satana (cf Lc 22,31-32), Gesù aveva già pregato perché Pietro non si separasse da lui, non si lasciasse rubare dal cuore la fiducia in lui, come era capitato a Giuda. Tutti siamo provati, ma Gesù offre a noi, come a Pietro, la forza di immergerci nella sua misericordia, di rimanere a lui fedeli. È la potenza della preghiera che ci permette di vedere i nostri sbagli, di ritornare a lui e di vivere in atteggiamento di perenne conversione.
È nell’ora della prova, dell’abbandono che Gesù prega intensamente, si affida al Padre (cf Lc 22,42-44), e il Padre non lo lascia solo, non ci lascia soli. Nella debolezza, nella fragilità, la preghiera ci mette in comunione con il Padre. Scopriamo chi è Dio, Gesù per noi.
Gesù in croce prega per noi (cf Lc 23,33-34), chiede al Padre di perdonarci.
Domandiamoci allora: Preghiamo? Quanto tempo dedichiamo alla preghiera? Quale contenuto ha la nostra preghiera?
"Pregate sempre, senza stancarvi mai" (Luca 18,1)
Quando noi preghiamo senza smettere mai, veniamo esauditi è importante continuare a pregare anche quando si ha l’impressione di non venire esauditi.
Non basta insistere ma persistere, senza abbandonare mai la preghiera.
“L’esempio di Beethoven, “ci aiuta a capire cosa avviene quando noi preghiamo nonostante l’aridità, la ripugnanza, nonostante che le parole stesse, Abbà Padre, non muovano nessuna corda nel nostro cuore. Dunque, questo musicista, a un certo momento della vita, divenne completamente sordo. Per lui era una tragedia, scriveva musica ma non sentiva più che suono avessero le note, ma, nonostante questo, continuava a scrivere musica e sempre più bella, finché scrisse la nona sinfonia. Quando fu eseguita la prima volta, dopo l’ultimo accordo, il pubblico esplose in un uragano di applausi... uno dell’orchestra dovette tirare per il lembo della giacca Beethoven, perché si voltasse a ringraziare il pubblico, perché lui non aveva sentito né la musica né gli applausi, ma il pubblico sì e quella musica era sempre più pura, anche se lui non ne gustava niente. Quando noi preghiamo nell’aridità, ecco avviene questo, non ci gratifica quello che diciamo, ma per Dio, che suono ha quella preghiera... perché è pura fede!” (P. Raniero Cantalamessa)
Pregare è aprire il cuore all’Amore nella certezza che “Tutto è possibile a chi ha fede”, dice il Signore, e il mezzo per ottenere l’impossibile è la preghiera.
Perché è necessario essere perseveranti?
Per crescere in una relazione di amore, di intimità e di comunione con Dio non per cambiare Dio nei nosri confronti, ma noi nei suoi.
Questo è fare esperienza di salvezza.
Questa relazione domanda disponibilità, apertura di cuore, fino a superare ogni chiusura, diffidenza, paura, ma tutto questo richiede tempo, perseveranza.
Preghiamo senza stancarci mai non perché Dio è sordo, distratto, poco attento, ma perché questa dilata il nostro cuore al dono alla comunione così da lasciare la vita a Dio, si formerà così in noi la sua immagine di Dio, il suo volto di Dio, la sua misericordia.
Il frutto della preghiera non sono i suoi doni, ma lui stesso come dono!
"Pregate sempre, senza stancarvi mai" (Luca 18,1)
Pregare sempre senza stancarsi, evidenzia l’urgenza e la necessità incondizionata della preghiera come l’aria per i polmoni, l’acqua per il pesce nella vita del cristiano, questa mantiene viva la fiamma nella notte, apre il cuore ad accogliere la luce, l’amore.
“La mia giornata deve essere sempre in preghiera: la preghiera è il mio respiro. Il tenermi sempre con Dio, dal mattino alla sera e anche la notte, o con le cose di Dio, mi dà letizia perenne e mi induce alla calma in tutto e alla pazienza! Soprattutto voglio insistere nella cura delle sante intimità col Signore: tenermi in tranquilla e amorosa conversazione con Lui”. (Papa Giovanni XXIII)
In questo consiste la fede: abbandonarsi al Signore, vivere la sua volontà, così da non cadere nella tentazione di vivere senza di lui, di precipitare nel caos.
È trovare la verità!
La preghiera opera l’impossibile, senza di essa si muore di asfissia.
È parola di consenso a Dio, compiacimento di lui come Padre, dichiarazione di contentezza di essere figli nella consapevolezza che tutto è dono.
“Giunga a te la mia preghiera che guizza come saetta dal desiderio che nutro per i tuoi beni eterni. Io la innalzo al tuo orecchio: aiutala, affinché ti raggiunga e non venga meno a metà della sua corsa, né ricada a terra o vada perduta. Anche se per ora non mi vedo arrivare i beni che chiedo, sono tranquillo, perché so che verranno più tardi. Io gridavo anche di notte e tu non mi esaudivi: ma anche questi tuoi dinieghi nell’esaudirmi non erano per confondermi, ma per rendermi più saggio: perché io capissi ciò che ti avrei dovuto chiedere”. (S. Agostino)
"Pregate sempre, senza stancarvi mai" (Luca 18,1)
Pregare è sentirsi vicini, uno con Dio, che si è fatto piccolo.
Si racconta che san Giovanni della Croce era vicino alla fine della sua vita. Durante il cammino che lo portava al convento, dove si sarebbero conclusi i suoi ultimi giorni, ormai malato, affaticato da non poterne più, sentì il desiderio di mangiare asparagi, come faceva nella sua infanzia. Accanto alla pietra dove sedeva per riprendere forza, ne trovò un mazzo.
È una vicenda che può avere in sé qualcosa di fiabesco, ma descrive la tenerezza, la delicatezza di Dio, la piccolezza di San Giovanni della Croce.
Dio è mio Padre e mia Madre, e mio Padre e Madre è Amore per questo non possiamo aver paura di pregare così: "Padre mio, io mi abbandono a Te, fa' di me ciò che ti piace. Qualsiasi cosa Tu faccia di me, io Ti ringrazio. Sono pronto a tutto, accetto tutto, perché la Tua volontà sia fatta in me e in tutte le creature. Non desidero altro mio Dio. Ed è per me una necessità d'amore, donarmi e rimettermi nelle Tue mani, senza misura e con infinita fiducia, perché Tu sei mio Padre". (P. Charles De Foucauld)
"Pregate sempre, senza stancarvi mai" (Luca 18,1)




da Il Seme della Parola del 11/05/2011


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Cuore Immacolato di Maria
P. Mario Piatti icms,
del 19/06/2012

IMMACOLATA, FESTA DI LUCE
Don Giovanni Frigerio, Assistente
da www.unitalsi.info del 06/12/2011

Lo Scapolare del Carmelo
Padre Raffaele Amendolagine
del 11/07/2011

Cristo apparve per primo a Maria
Giovanni Paolo II
da Sito La Santa Sede del 21/05/1997

La perfetta santità di Maria
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1252-1254

La «Piena di grazia»
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1191-1193

La nuova «Figlia di Sion»
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1120-1123

La figlia di Sion
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1070-1073

Nobiltà morale della donna
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 952-954

Donne impegnate nella salvezza del popolo
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 851-854

La maternità viene da Dio
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 502-505

Annuncio della maternità messianica
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 164-167

Maria nel Protovangelo
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 115-117

Maria in prospettiva trinitaria
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 46

Scopo e metodo dell'esposizione della dottrina mariana
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 9-12

Ruolo della donna alla luce di Maria
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 1318-1321

Maria e il valore della donna
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 1276-1279

Influsso di Maria nella vita della Chiesa
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/1 (1995) p. 1181-1184

Maria nella Sacra Scrittura e nella riflessione teologica
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 1040-1043

Il ruolo materno di Maria nei primi secoli
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 362-365.

LA PRESENZA DI MARIA NELLA STORIA DELLA CHIESA
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 304-307.

MARIA, DONNA DI FEDE
MARIO SCUDU sdb
da www.donbosco-torino.it

MARIA NELLA MIA VOCAZIONE
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PRENDETE IL ROSARIO E PREGATE
M.Caterina Muggianu

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COME IL PADRE VOSTRO CELESTE.
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L’EUCARISTIA spiegata ai bambini
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del 17/03/2017

VIVERE L’EUCARESTIA
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da Tratto dalla rivista “Maria Ausiliatrice” ottobre 2005 del 04/09/2011

EUCARESTIA ANNUNCIO DEL REGNO E MISSIONE
Don Rodolfo Reviglio
da Tratto da: “Maria Ausiliatrice” Torino 11/2005 del 04/09/2011

DIRETTORIO PER L’ADORAZIONE IN SPIRITO E VERITA’
San Pietro Giuliano Eymard
del 04/09/2011

CHE COS’E’ L’EUCARISTIA?
Dell’Arcivescovo Angelo Comastri
del 04/09/2011

FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME (Lc 22, 19)
P. Giovannino Tolu
del 30/03/2010


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