Home page
Chi Siamo, la Comunit di Regina Mundi
Magistero della Chiesa | Concili
Il Dialogo Ecumenico fra le religioni Cristiane
I Progetti, Davar l'Evento la Bibbia in MP3
Veritas veritatis: La rassegna stampa di Regina Mundi
Nelle Mari di Maria, Consacrate secolari CMOP
I Messaggi Mariani, le apparizioni della Madonna
Devozioni, sprititualit e preghiera
Gli speciali di regina Mundi, approfondimenti
Da scaricare, desktop, sfondi, segnalibro
Siti amici, collaborano con noi...
Contatti
La donna vestita di sole, la tv via web ed il podcast




 

Le Catechesi di Regina Mundi

Catechesi sulla Preghiera

La preghiera di intercessione:

farsi carico dell'altro presso Dio
di  Carlo Maria Martini


Trascrizione della lectio tenuta da S.Em. il cardinal Carlo Maria Martini il 3 gennaio 2008, presso la Hebrew University di Gerusalemme.

Dall'inizio desidero dirvi di non aspettarvi da me una lezione formale. Io sono troppo avanti negli anni per questo tipo di esercizio, e per molto tempo ho lasciato il regolare contatto con la letteratura scientifica. Dunque, posso solo offrirvi alcuni pochi pensieri che mi aiutano nella preghiera quotidiana. Per questa ragione, pur tenendo come sottofondo l'intera problematica dell'intercessione, il mio preciso oggetto sarà la preghiera di intercessione. Mi baso in particolare su due scritti che costituiscono la mia principale fonte di ispirazione: la Bibbia Ebraica o Tanach e il Secondo Testamento, chiamato anche il Nuovo Testamento.

Desidero iniziare con le parole di Gesù tratte dall'Evangelo di Luca (Lc 10,21): "Ti ringrazio, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agl'intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così è piaciuto a te".

Testi simili a questo si trovano anche nella Tanach, precisamente in Isaia 29,14: "Perirà la sapienza dei suoi sapienti e scomparirà l'intelligenza degli intelligenti", o in Isaia 19,11-12: "Certamente stolti sono i prìncipi di Tanis, i più sapienti dei consiglieri del faraone formano un consiglio stupido. Come potete dire al faraone: 'Io sono discepolo dei sapienti, discepolo di antichi regnanti'? Dove sono dunque i tuoi sapienti? Ti annuncino e facciano conoscere ciò che progettò il Signore degli eserciti a proposito dell'Egitto".

Dietro a queste istanze vi è una opposizione: da una parte, il dotto e il sapiente che pretendono di capire e, dall'altra, i piccoli e i fanciulli che sono immagine del popolo pronto ad accettare le cose del regno di Dio con la semplicità di un bambino. Nel suo duro linguaggio Paolo afferma: "Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio, il mondo non conobbe Dio con la sapienza, piacque a Dio di salvare quelli che credono con la stoltezza della predicazione" (1 Cor 1,21).



1. Il sapiente e il dotto



Con questa distinzione in mente, consideriamo dapprima il sapiente ed il dotto. Penso che la preghiera di intercessione è tra le cose che queste persone sono inclini a considerare come insignificanti e persino assurde. Anche noi a volte apparteniamo a questa categoria, quando pensiamo che la preghiera di intercessione rimanga come sospesa nell'aria senza produrre frutto, o quando la consideriamo di seconda classe, come devozionale, da compiersi semmai nei ritagli di tempo.

Certamente il dotto ed il sapiente non obbietteranno al primitivo significato latino del termine "intercedere", che è "camminare nel mezzo", pronto ad aiutare ciascuna delle due parti o ad interporsi in favore di una di loro.

Potrebbero anche non obbiettare all'intercessione compiuta da una persona verso un preciso uomo o donna o gruppo di persone. Vi sono molti esempi in questo, nell'antica letteratura ed altrettanto nella Bibbia. Là, ad esempio, Giuseppe domanda al capo dei coppieri del re d'Egitto di ricordarsi di lui quando costui sarà uscito di prigione ed a parlare in suo favore al Faraone (Gen 40,14) (il capo dei coppieri dimenticò poi di compiere ciò quando fu liberato e reintegrato nel suo lavoro!).

Un uomo ed una donna possono parlare a nome di un altro uomo, o donna che sia, ad una terza persona affinché quest'ultima cambi i propri progetti e una sapiente intercessione può aiutare a trovare e a compiere una giusta decisione o a rovesciare una decisione sbagliata.

Ma Dio non pone in essere decisioni sbagliate, e quindi, quando noi veniamo alla preghiera di intercessione (cioè "stare alla presenza di Dio per un'altra persona") domandiamo forse a Lui di intervenire e modificare la situazione di quell'uomo o donna? Qui il sapiente e il dotto pongono molte obbiezioni. Come può Dio essere mosso a cambiare il suo modo di pensare e correggere una decisione sbagliata? La mente di Dio non è forse immodificabile dall'inizio? Notiamo che questa obbiezione può essere portata a riguardo di ogni preghiera di petizione, ma essa diventa molto forte nel caso dell'intercessione, che è preghiera di petizione per altri.

Infatti Dio generalmente dona un aiuto con la libera collaborazione della persona interessata. Quale può essere allora il senso dell'intrusione di altre persone?



2. I piccoli



Ma contro il sapiente e il saggio stanno i piccoli, che ricevono dall'alto il dono dell'intercessione e danno grande valore a questo atteggiamento che è lo stare davanti a Dio per altri. Esso è presente in molti esempi biblici, da Abramo che pregò per scongiurare la punizione di Sodoma (Gen 18,22-32), a Mosè che intercedette per l'intero popolo di Israele (Es 32,11-13), ed anche per un solo individuo come sua sorella Miriam (Nu 12,13); da Samuele che, nonostante l'avvenuta rottura col popolo, promise di continuare ad intercedere per esso (1 Sam 12,23), a Davide che pregò per la vita di suo figlio (2 Sam 12,16-17); da Amos che pregò il Signore Dio di perdonare Giacobbe perché 'egli è così piccolo' (Amos 7,1-6), a Geremia che disse al popolo di pregare per il benessere della città in cui erano stati deportati (Ger 29,7) e così in molte altre situazioni. Se noi potessimo considerare anche la letteratura intertestamentaria, questi esempi si moltiplicherebbero.

Questa attitudine la sento personalmente di grande interesse perché, dopo molti anni dedicati allo studio e all'insegnamento e a un ministero pubblico, ho deciso di vivere gli ultimi giorni della mia vita qui, a Gerusalemme, in una incessante intercessione per i bisogni delle mie sorelle e dei miei fratelli della Chiesa di Milano, che ho avuto l'onore di servire come Arcivescovo per più di ventidue anni, e per tutto il mondo e specialmente per le persone con le quali vivo, ricordando le parole dell'apostolo Paolo: "I giudei prima, e poi i greci". La preghiera di intercessione è dunque la mia prima priorità, la mia principale quotidiana occupazione. Come allora io posso praticarla se è considerata insignificante ed anche assurda?

Penso che questa sera siamo chiamati ad entrare nel cuore dei piccoli e degli umili, nel cuore cioè della grande intercessione che abbiamo menzionato or ora, cosicché possiamo intravedere quanto essi hanno compreso del valore di questa preghiera.



3. Una rete di relazioni



Parto dallo scritto di una giovane ragazza ebrea, Etty Hillesum, morta ad Auschwitz nel 1943 all'età di ventinove anni. All'inizio degli orrori della Shoah, quando ormai regnava confusione e terrore fra gli Ebrei in Olanda riguardo alla loro sorte, il giorno 11 di luglio del 1942 (quel giorno era Shabbat), ella scrisse nel suo Diario: "Se Dio non mi aiuterà più, allora sarò io ad aiutare Dio". E il giorno successivo, di domenica, ella scrive una lunga preghiera nel suo diario, oltre ad altri pensieri: "Cercherò di aiutarti affinché tu non venga distrutto dentro di me, ma a priori non posso promettere nulla. Una cosa, però, diventa sempre più evidente per me, e cioè che tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dovere aiutare te, e in questo modo aiutiamo noi stessi... Sembra che tu non possa far molto per modificare le circostanze attuali ma anch'esse fanno parte di questa vita… E quasi ad ogni battito del mio cuore, cresce la mia certezza: tu non puoi aiutarci, ma tocca a noi aiutare te, difendere fino all'ultimo la tua casa in noi".

Etty Hillesum scrisse questa pagina quando viveva il difficile passaggio dall'ateismo alla fede e scopriva a poco a poco lo sconosciuto volto di Dio. Ma queste parole, che possono creare sospetto alle menti formate in teologia, contengono una grande verità: Dio vuole farci attenti al nostro prossimo. Dio vuole non solo chiamarci alla solidarietà, la quale è definita come "un accordo generale tra tutte le persone di un gruppo o tra gruppi differenti poiché hanno un comune scopo" (cf. Longman, Dictionary of Contemporary English). Dio vuole molto più di questo, egli desidera un reale interessarsi degli uni per gli altri, un aversi a cuore, ad immagine della cura di Dio per ognuno di noi. Egli è sempre pronto a porre ad ognuno di noi il primordiale interrogativo che fu posto a Caino: "Dov'è tuo fratello Abele?" (Gen 4,9).

Per questo il Signore spesso non mostra il suo volto, ma splende nell'aiuto dato ad un altro. Ciò è chiaramente espresso nella parabola dell'ultimo giudizio, nel vangelo di Matteo (25,31.46), dove il Signore dice a quelli che hanno aiutato il prossimo: "Tu l'hai fatto a me" (25,40). Egli è presente in ogni opera amorevole, in tutti i gesti di perdono, nell'impegno di coloro che lottano contro la violenza, l'odio, la carestia, la sofferenza e via di seguito.

Come dice Sant'Agostino: "Non rattristatevi o lamentatevi perché nasceste in un tempo dove non potete più vedere Dio nella carne. Egli infatti non ti tolse questo privilegio. Come egli dice: Qualunque cosa voi fate ai miei fratelli, l'avete fatta a me". Coloro che hanno il dono dell'intercessione vedono la luce di Dio nel volto di ogni essere umano. In altre parole noi possiamo dire che costoro considerano il mondo come una grande rete di relazioni (nel linguaggio dei computers il web), dove ciascuno è dipendente dagli altri.

Tutto ciò è espresso con forza nelle parole dello staretz Zosima, una delle figure chiave del capolavoro di Dostoevskij, I fratelli Karamazov. Queste sono le parole di padre Zosima: "Amate il popolo di Dio. Noi non siamo più santi della gente del mondo perché siamo venuti qui e ci siamo chiusi fra queste mura, ma anzi chiunque è venuto qui, già per il fatto di esserci venuto, ha riconosciuto in se stesso di essere peggiore della gente del mondo e di ogni uomo sulla Terra… E quanto più a lungo vivrà un monaco fra le sue quattro mura, tanto più profondamente dovrà rendersene conto. Poiché in caso contrario non valeva la pena che venisse quaggiù. Ma quando riconoscerà non solo di essere peggiore di tutta la gente del mondo, ma anche di essere colpevole di fronte a tutti gli uomini, sulla Terra intera, di tutti i peccati universali e individuali, solo allora sarà raggiunto il fine della nostra unione. Giacché sappiate, miei cari, che ciascuno di noi è colpevole di tutto e per tutti sulla Terra, questo è indubbio, non solo a causa della colpa comune originaria, ma ciascuno individualmente, per tutti gli uomini e per ogni uomo sulla Terra. Questa consapevolezza è il coronamento della vita di un monaco e anzi di ogni uomo sulla Terra. Poiché i monaci non sono uomini diversi dagli altri, ma sono soltanto come dovrebbero essere tutti sulla Terra. Unicamente allora il nostro cuore si abbandonerà a un amore infinito, universale, che non conosca mai appagamento. Allora ciascuno di noi avrà la forza di conquistare con il suo amore il mondo intero e di purificare con le proprie lacrime tutti i peccati…".





Ricerca catechesi

Ricerca fra tutte le catechesi il termine:
Ricerca su tutti gli articoli per parola chiave

Cuore Immacolato di Maria
P. Mario Piatti icms,
del 19/06/2012

IMMACOLATA, FESTA DI LUCE
Don Giovanni Frigerio, Assistente
da www.unitalsi.info del 06/12/2011

Lo Scapolare del Carmelo
Padre Raffaele Amendolagine
del 11/07/2011

Cristo apparve per primo a Maria
Giovanni Paolo II
da Sito La Santa Sede del 21/05/1997

La perfetta santità di Maria
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1252-1254

La «Piena di grazia»
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1191-1193

La nuova «Figlia di Sion»
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1120-1123

La figlia di Sion
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1070-1073

Nobiltà morale della donna
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 952-954

Donne impegnate nella salvezza del popolo
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 851-854

La maternità viene da Dio
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 502-505

Annuncio della maternità messianica
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 164-167

Maria nel Protovangelo
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 115-117

Maria in prospettiva trinitaria
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 46

Scopo e metodo dell'esposizione della dottrina mariana
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 9-12

Ruolo della donna alla luce di Maria
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 1318-1321

Maria e il valore della donna
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 1276-1279

Influsso di Maria nella vita della Chiesa
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/1 (1995) p. 1181-1184

Maria nella Sacra Scrittura e nella riflessione teologica
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 1040-1043

Il ruolo materno di Maria nei primi secoli
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 362-365.

LA PRESENZA DI MARIA NELLA STORIA DELLA CHIESA
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 304-307.

MARIA, DONNA DI FEDE
MARIO SCUDU sdb
da www.donbosco-torino.it

MARIA NELLA MIA VOCAZIONE
M.Caterina Muggianu

PRENDETE IL ROSARIO E PREGATE
M.Caterina Muggianu

Maria, “Donna” dello Spirito
don Luciano Alimandi
da Agenzia Fides

Omaggio dei cuori a Maria.
P. Giovannino Tolu


In tutto sono state trovate 32 catechesi.

SECONDO DISCORSO DI NATALE (parziale)
San Leone Magno
del 29/12/2011


In tutto sono state trovate 1 catechesi.

SECONDO DISCORSO DI NATALE (parziale)
San Leone Magno
del 29/12/2011


In tutto sono state trovate 1 catechesi.

L'amicizia di Dio
Dal trattato «Contro le eresie» di sant'Ireneo, vescovo (Lib. IV, 13, 4-14, 1; Sc 100, 534-540)
da Liturgia delle ore del 25/02/2012


In tutto sono state trovate 1 catechesi.

In tutto sono state trovate 0 catechesi.

La Scuola della Pace II Anno – Novembre 2017
M. Caterina Muggianu
da - del 13/11/2017

Intercessione – espiazione –accoglienza per la Pace
Maria Caterina Muggianu
da - del 12/02/2014

AI PIEDI DI GESÙ PER COSTRUIRE LA PACE
M.Caterina Muggianu
da - del 01/01/1900

DESIDERO DARVI LA PACE
M.Caterina Muggianu
da - del 01/01/1900

CE LO DICONO I SANTI
Padre Jacques Philippe
da - del 01/01/1900

COME REAGIRE A QUANTO CI FA PERDERE LA PACE
Padre Jacques Philippe
da - del 01/01/1900

LA PACE INTERIORE CAMMINO DI SANTITÀ
Padre Jacques Philippe
da - del 01/01/1900


In tutto sono state trovate 8 catechesi.

Nessun bambino si sveglia all’amore
Don Arturo Bellini
del 14/10/2013

Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli.
Padre Giulio Maria Scozzaro
del 21/08/2011

XXVIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO -
www.catechistaduepuntozero.it
del 06/10/2010

Festa della SANTISSIMA TRINITÀ
don Vigilio Covi
del 25/05/2010

Ricordiamo la prima effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa nascente.
padre Felice dell'Eremo di Sant'Alberto a Sestri Ponente.


In tutto sono state trovate 6 catechesi.

«Pregando apriamo una finestra verso il cielo»
Benedetto XVI - Udienza Generale30 novembre 2011
da L'Avvenire

Nulla è impossibile a Dio
don Tiziano Soldavini - Piccoli Apostoli Divina Misericordia Amore Eucaristico Con Maria
da Il Seme della Parola del 11/05/2011

La preghiera di intercessione:
Carlo Maria Martini

Il Padre nostro
don Nicola Ban
del 29/03/2009

Lettera sulla preghiera
Mons. BRUNO FORTE Vescovo


In tutto sono state trovate 9 catechesi.

COME IL PADRE VOSTRO CELESTE.
P. Giovannino Tolu


In tutto sono state trovate 2 catechesi.

L’EUCARISTIA spiegata ai bambini
M. Caterina Muggianu
del 17/03/2017

VIVERE L’EUCARESTIA
Pier Giuseppe Accornero
da Tratto dalla rivista “Maria Ausiliatrice” ottobre 2005 del 04/09/2011

EUCARESTIA ANNUNCIO DEL REGNO E MISSIONE
Don Rodolfo Reviglio
da Tratto da: “Maria Ausiliatrice” Torino 11/2005 del 04/09/2011

DIRETTORIO PER L’ADORAZIONE IN SPIRITO E VERITA’
San Pietro Giuliano Eymard
del 04/09/2011

CHE COS’E’ L’EUCARISTIA?
Dell’Arcivescovo Angelo Comastri
del 04/09/2011

FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME (Lc 22, 19)
P. Giovannino Tolu
del 30/03/2010


In tutto sono state trovate 11 catechesi.
_____________________________