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Le Catechesi di Regina Mundi

Catechesi sulla Pace

AI PIEDI DI GESÙ PER COSTRUIRE LA PACE
di  M.Caterina Muggianu


Maria di Nazareth, icona della Chiesa nascente, è il modello di come ciascuno di noi, è chiamato ad accogliere il dono che Gesù fa di se stesso nell’Eucaristia” (Benedetto XVI Sacramentum Caritatis, n. 33)
Maria è una Donna essenzialmente eucaristica, perché è il primo tabernacolo vivente. Lei non è separabile dal suo Figlio. Il nesso che c’è tra Maria e l’Eucaristia è il nesso che c’è tra Madre e Figlio. Si tratta di una relazione profonda. Dice Giovanni Paolo II nell’enciclica Ecclesia de Eucaristia: Maria è presente con la Chiesa e come Madre della Chiesa in ciascuna delle nostre celebrazioni eucaristiche, e ricordando l’esperienza delle prime comunità cristiane, dove Maria era presente tra gli apostoli e i discepoli di Gesù, concordi e assidui nella preghiera, questa sua presenza non poté certo mancare nelle celebrazioni eucaristiche tra i primi cristiani, assidui “nella frazione del Pane” (At 1,14)
Nelle Chiese Cattoliche di Oriente e di Occidente il ricordo della Madonna, mediante icone o statue o scritti è costante come la presenza di Gesù nel tabernacolo.
S. Efrem Siro (306-373) canta così in un suo inno: “ al posto di quell’amaro frutto che Eva colse dall’albero, Maria ha dato agli uomini il dolce frutto. Ed ecco che tutto il mondo gode del frutto di Maria: la Vite verginale ha dato un’uva il cui dolce vino ha donato conforto a quanti piangono”

Il Santo Padre Giovanni Paolo II, nella Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, ripropone Maria come Maestra di contemplazione del Volto Eucaristico del suo Figlio Gesù.
“Da allora (da Betlemme) il suo sguardo, sempre ricco di adorante stupore, non si staccherà più da Lui. Sarà talora uno sguardo interrogativo, come nell'episodio dello smarrimento nel tempio: « Figlio, perché ci hai fatto così? » (Lc 2, 48); sarà in ogni caso uno sguardo penetrante, capace di leggere nell'intimo di Gesù, fino a percepirne i sentimenti nascosti e a indovinarne le scelte, come a Cana (cfr Gv 2, 5); altre volte sarà uno sguardo addolorato, soprattutto sotto la croce, dove sarà ancora, in certo senso, lo sguardo della 'partoriente', giacché Maria non si limiterà a condividere la passione e la morte dell'Unigenito, ma accoglierà il nuovo figlio a Lei consegnato nel discepolo prediletto (cfr Gv 19, 26-27); nel mattino di Pasqua sarà uno sguardo radioso per la gioia della risurrezione e, infine, uno sguardo ardente per l'effusione dello Spirito nel giorno di Pentecoste (cfr At 1, 14)”. ( Giovanni PaoloII – Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae n.10)
Lei ci insegna ad adorare suo Figlio e, come lo presentò ai Magi, ce lo continua a presentare perché noi lo adoriamo. Ci insegna ad adorare Gesù nella coerenza della vita e della nostra fede.
La nostra adorazione sarà vera ed efficace nella misura in cui adoriamo il Cristo di cui partecipiamo e ci nutriamo. Egli ha detto: “Prendete e mangiate” Egli è in mezzo a noi perché possiamo inserirci nella sua morte e risurrezione. Santa Chiara d’Assisi, nella terza lettera ad Agnese di Praga scrive: “ Colloca il tuo cuore in Colui che è figura della Divina Sostanza e trasformati interamente, per mezzo della contemplazione, nell’immagine della divinità di Lui. Allora anche tu proverai ciò che è riservato per coloro che lo amano:”
La Mamma Celeste ci insegna a essere, come Lei, immedesimati in Gesù. S. Giovanni Eudes,nel trattato su L’Ammirabile cuore di Gesù così scrive:” Pensa, ti prego, che Nostro Signor Gesù Cristo è il tuo vero capo, e che fai parte delle sue membra. Egli ti appartiene come il capo al corpo. Tutto ciò che è suo è tuo: il suo spirito, il suo cuore, il suo corpo, la sua anima e tutte le sue facoltà. Tu ne devi usare come di cose tue per servire, lodare,amare e glorificare Dio. Tu gli appartieni come le membra al loro capo. Parimenti, Egli desidera usare, come cosa che gli appartenga, tutto ciò che è tuo, per indirizzarlo al servizio e alla gloria Non solamente Egli ti appartiene ma vuole essere in te e vivere e dominare come il capo nel corpo.”
Il cuore dell’uomo ha bisogno di un centro di affetto e di espansione. Nel Santissimo Sacramento Gesù vuole essere il centro di tutti i cuori e ci dice : “ Rimanete nel mio amore, rimanete in me”.
Tutto ciò che è in me deve essere incorporato in Lui e da Lui riceve vita e guida. Quando Gesù viene in me incontra tutta la mia persona con le sue facoltà e capacità cosicché è tutta la mia persona che viene pervasa dalla potenza di Gesù Risorto per essere modellata da questa presenza viva. Le mie esigenze i miei sensi vengono colmati da Cristo: permette all’amore di essere”abitato”e al corpo di essere preparato per le realtà future. L’Eucaristia innesta in noi un processo di trasformazione di cui non ci rendiamo conto: dalla “carne” si passa allo “spirito” .
Pensiamo di essere noi a “mangiare” il Corpo di Cristo ma in realtà è Lui che ci assimila a se e mette il suo sigillo. La sua venuta in noi raggiunge gradi di interiorità e di penetrazione profondissimi. L’anima si fonde in Dio. L’unione d’amore fra Gesù e l’anima, diventa unione tra le anime e ci da la gioia dell’unità e della pace.
S. Giovanni Crisostomo ci offre una bella immagine dell’unità contenuta nel pane. “Il pane è fatto di molti grani. Non li vediamo perché nel pane sono già uniti. Così anche noi siamo uniti con Cristo e fra di noi” Gesù, nell’Eucaristia, è il costruttore dell’unità, prima operando sulla disarmonia individuale tra spirito e carne, poi su quella collettiva tra gli uomini. La S. Comunione trasmette la pace, ci dona l’equilibrio di tutte le nostre forze in Dio, poiché nulla, all’infuori di Dio, può contenere e soddisfare l’uomo. Lui solo può saziare il nostro cuore e renderlo pienamente felice. Nella S. Comunione ritroviamo la pace dentro e fuori di noi perché riceviamo Cristo, il Principe della Pace (Is 9,5). Egli ci fa entrare nel suo Regno di Pace per essere sudditi amati e ambasciatori fidati. La Pace che abbiamo ricevuto infatti, dobbiamo viverla, mantenerla e condividerla.
L’Eucaristia è segno e causa di unità del Corpo Mistico e suscita un attivo spirito ecclesiale. Accostandoci all’Eucaristia impariamo a fare nostra la causa della Chiesa, a pregare il Signore, senza interruzione, a offrire noi stesi a Dio in grato sacrificio per la pace e l’unità della Chiesa, affinché tutti i figli della Chiesa siano una cosa sola e abbiano lo stesso sentimento e pensiero. (Cf 1 Cor 1,10).
Come poter condividere tutto questo con gli altri?
“L’intimità divina con il Cristo, nel silenzio della contemplazione, non ci allontana dai nostri contemporanei, ma, al contrario, ci rende attenti e aperti alle gioie e agli affanni degli uomini e allarga il cuore alle dimensioni del mondo. Essa ci rende solidali verso i nostri fratelli in umanità, in particolare verso i più piccoli, che sono i prediletti del Signore. Attraverso l’adorazione, il cristiano contribuisce misteriosamente alla trasformazione radicale del mondo e alla diffusione del Vangelo. Ogni persona che prega il Salvatore trascina dietro di sé il mondo intero e lo eleva a Dio. Coloro che s’incontrano con il Signore svolgono dunque un eminente servizio; essi presentano a Cristo tutti coloro che non Lo conoscono o che sono lontani da Lui; essi vegliano dinanzi a Lui, in loro nome.”(Giovanni Paolo II – Lettera al Vescovo di Liège per 750° del Corpus Domini 28 maggio 1996)
Vivere l’Eucaristia significa essere “operatori di Pace” , impegnandosi a superare tutte le forme di divisione, di rottura e di contrasto che esistono tra gli uomini, nella società, nelle famiglie, nella Chiesa, nelle comunità,. Significa lavorare per l’unità ecumenica di tutto il popolo di Dio, cioè di tutti i battezzati, nell’unica Chiesa di Cristo, secondo la preghiera di Gesù (Gv 17,21) e affinché l’unico battesimo che unisce tutti i cristiani abbia il suo naturale compimento nell’unica Eucaristia.
Vivere l’Eucaristia significa anche “Essere Eucaristia”. Gesù si dona totalmente a noi e noi cosa daremo di nostro?
Dobbiamo dare ciò che abbiamo: Il nostro affetto, il nostro tempo, le nostre capacità, il nostro talento. Come Gesù, dobbiamo dire al nostro prossimo: Prendete e mangiate. Mangiate il mio tempo, il mio amore, il mio sostegno morale.
Proviamo a dirlo in famiglia, quando dobbiamo affrontare la giornata scandita da tanti impegni, proviamo a dirlo nel lavoro dove sentiamo l’oppressione e qualche volta anche l’arroganza del potere altrui, proviamo a dirlo per la strada quando incontriamo tanti poveri con la mano tesa. Proviamo a dirlo in Parrocchia dove con insistenza viene reclamata la nostra partecipazione e il nostro tempo. Proviamo a dirlo nella nostra comunità quando ci viene data e chiesta l’accoglienza della pace. Tutta la vita diventa Eucaristia.
Gesù si rivela in mezzo a noi come Colui che serve ( Lc 22,27), come Colui che ama e invita all’amore.Senza Carità e senza Umiltà non c’è amore e fede per l’Eucaristia. Gesù ci precede nella ricchezza del dono totalmente gratuito e proprio nell’Eucaristia fa crescere queste virtù. Gesù ci forma all’amore suo con la sua intima dimostrazione del suo amore per noi. A ogni celebrazione Eucaristica, a ogni S. Comunione. A ogni Adorazione, accogliamo questo dono, sempre nuovo. Lasciamo che il suo potere divino pervada i nostri cuori e ci dia la forza di avanzare sulla strada dell’esistenza, in attesa della sua venuta.
PROPOSITO : Molti i grani, una l’ostia. Molti i chicchi, uno il vino.
Cari figli! Vi invito a lavorare alla conversione personale. Siete ancora lontani dall'incontro con Dio nel vostro cuore. Perciò trascorrete più tempo possibile nella preghiera e nell'adorazione a Gesù nel Santissimo Sacramento dell'altare, affinché Egli vi cambi e metta nei vostri cuori una fede viva e il desiderio della vita eterna. Tutto passa, figlioli, solo Dio rimane. Sono con voi e vi esorto con amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata (Messaggio 25 marzo 2008)



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Cuore Immacolato di Maria
P. Mario Piatti icms,
del 19/06/2012

IMMACOLATA, FESTA DI LUCE
Don Giovanni Frigerio, Assistente
da www.unitalsi.info del 06/12/2011

Lo Scapolare del Carmelo
Padre Raffaele Amendolagine
del 11/07/2011

Cristo apparve per primo a Maria
Giovanni Paolo II
da Sito La Santa Sede del 21/05/1997

La perfetta santità di Maria
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1252-1254

La «Piena di grazia»
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1191-1193

La nuova «Figlia di Sion»
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1120-1123

La figlia di Sion
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 1070-1073

Nobiltà morale della donna
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 952-954

Donne impegnate nella salvezza del popolo
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 851-854

La maternità viene da Dio
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 502-505

Annuncio della maternità messianica
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 164-167

Maria nel Protovangelo
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XX/1 (1996) p. 115-117

Maria in prospettiva trinitaria
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 46

Scopo e metodo dell'esposizione della dottrina mariana
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIX/1 (1996) p. 9-12

Ruolo della donna alla luce di Maria
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 1318-1321

Maria e il valore della donna
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 1276-1279

Influsso di Maria nella vita della Chiesa
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/1 (1995) p. 1181-1184

Maria nella Sacra Scrittura e nella riflessione teologica
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 1040-1043

Il ruolo materno di Maria nei primi secoli
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 362-365.

LA PRESENZA DI MARIA NELLA STORIA DELLA CHIESA
Giovanni Paolo II
da Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVIII/2 (1995) p. 304-307.

MARIA, DONNA DI FEDE
MARIO SCUDU sdb
da www.donbosco-torino.it

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EUCARESTIA ANNUNCIO DEL REGNO E MISSIONE
Don Rodolfo Reviglio
da Tratto da: “Maria Ausiliatrice” Torino 11/2005 del 04/09/2011

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