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Le Catechesi di Regina Mundi

Anno della Fede

Soffrire per il Vangelo

Siamo chiamati a vivere la nostra vita “in questo tempo”
di  Maria Caterina Muggianu



Siamo chiamati a vivere la nostra vita “in questo tempo” in cui ci troviamo davanti ad una rete di realtà negative che ci interpellano duramente.
dobbiamo vivere In questo tempo, nel nostro tempo:
La nostra vita di “cristiani”
La nostra vita di “consacrati e consacrate”

Gli scenari del mondo in cui viviamo sono molto difficili, sia sotto l’aspetto della società che sotto l’aspetto della Chiesa.
Il Santo Padre, nelle istruzioni preliminari del Sinodo dei Vescovi per la Nuova Evangelizzazione
ha presentato un panorama molto preciso.
Le difficoltà dell’annuncio sono tante e potrebbero scoraggiare i cristiani nella perseveranza quanto più nell’apostolato dell’annuncio.
Si sentono dire, persino da persone ritenute autorevoli in materia di fede, cose come queste:

Gesù non è più considerato La Via, La Verità e La Vita, ma un’alternativa.
La suggestione ha soppiantato lo Spirito Santo. …(Preghiere sostenute dall’emotività ecc..)
I programmi sono più importanti della preghiera. (si assolutizza l’azione a discapito della preghiera)
Il desiderio del successo ha sostituito il desiderio di fare la volontà di Dio. (Non si sopportano più le sconfitte e si basa il potere su se stessi)
La cultura ed il costume hanno maggiore influenza nella vita del credente che la Parola di Dio. (studi senza applicazione alla vita spirituale e assolutizzazioni delle devozioni, delle usanze locali ecc)
Per stare al passo con il mondo, in tante case e comunità è venuto meno ciò che era la nostra autentica presenza e profezia: ossia non siamo più o non abbiamo più quella beatitudine della povertà, che era ed è, come affermava Giovanni Paolo II nella "Vita consacrata", la sfida alla schiavitù del benessere.
Troppe volte la nostra presenza non è sfida, ma stare al passo con il mondo.

E’ un tempo particolare in cui c’è confusione di ogni specie, paure ed incertezze, attacchi continui alla Chiesa e al Papa.

Ma questo è anche un tempo di grandi opportunità. La Madonna direbbe, come ha detto tante volte, che questo è un “tempo di Grazia”
Questo è il nostro tempo per santificarci e per aiutare, con la nostra testimonianza di cristiani e di consacrati e con l’annuncio del Vangelo, i nostri fratelli a percorrere la via della salvezza.
E’ un tempo in cui Il Signore, nella sua Misericordia e Provvidenza, continua a effondere il Suo Spirito, chiamando uomini e donne di fede che proclameranno la verità in «umiltà» e «amore».

Fra questi ha chiamato anche noi e noi abbiamo accettato la sfida e accettiamo quello che ci aspetta come seguaci di Cristo e apostoli del Vangelo.
Riflettiamo su quanto Giovanni Paolo II scriveva per noi: "Nel nostro mondo in cui sembrano smarrite spesso le tracce di Dio, si rende urgente una forte testimonianza profetica da parte delle persone consacrate. Essa verterà innanzitutto sulla affermazione del primato di Dio e dei beni futuri, quale traspare dalla sequela e dall'imitazione di Cristo casto, povero e obbediente, totalmente votato alla gloria del Padre e all'amore dei fratelli e delle sorelle. La stessa vita fraterna è profezia in atto nel contesto di una società, che talvolta, senza rendersene conto, ha un profondo anelito ad una fraternità senza frontiere. Alle persone consacrate è chiesto di offrire la loro testimonianza con la franchezza del profeta che non teme di rischiare anche la vita. (Vita consacrata, n. 85)
Meditando le Beatitudini (Mt 5, 3-12) vediamo subito che la sfida fa parte del cristianesimo e della nostra consacrazione.
Una rivelazione tipicamente cristiana, che non può essere capita dal mondo: beati coloro che piangono, perché saranno consolati; beati voi quando vi perseguiteranno (cfr. Mt 5, 3-12).
La beatitudine nella sofferenza e nella persecuzione è parte del Vangelo di Gesù.
Di fronte a questo, spesso, ci ribelliamo e ci tiriamo indietro; siamo infatti timorosi, proprio come lo era Pietro che, di fronte ai soldati e alle serve del sommo sacerdote, non ha osato confessare pienamente la sua fede.

Come poter vivere un Vangelo così esigente?

Qualche volta confidiamo troppo in noi stessi, pensando che l’efficacia della nostra missione dipenda da quanto facciamo, diciamo, inventiamo. Così ci troviamo ad alternarci tra la paura di esporci e momenti di spericolate iniziative che spesso non hanno successo perché basate solo sui nostri sforzi.
La via più sicura è sempre quella della Volontà di Dio per ciascuno di noi.
Dice Giovanni Paolo II nella Lettera Enciclica “Redenptor Hominis, 21”:

“Nella Chiesa, infatti, come nella comunità del Popolo di Dio, guidata dall'opera dello Spirito Santo, ciascuno ha «il proprio dono», come insegna San Paolo. Questo «dono», pur essendo una personale vocazione ed una forma di partecipazione all'opera salvifica della Chiesa, serve parimenti agli altri, costruisce la Chiesa e le comunità fraterne nelle varie sfere dell'esistenza umana sulla terra.
La fedeltà alla vocazione, cioè la perseverante disponibilità al «servizio regale», ha un particolare significato per questa molteplice costruzione, soprattutto per ciò che riguarda i compiti più impegnativi, che hanno maggiore influenza sulla vita del nostro prossimo e di tutta la società.”
[…] Questo dono trova la sua piena realizzazione nella donazione, senza riserve, di tutta la propria persona umana, in spirito di amore sponsale al Cristo e, con Cristo, a tutti coloro, ai quali Egli invia uomini o donne, che a Lui sono totalmente consacrati secondo i consigli evangelici. Ecco l'ideale della vita religiosa, assunto dagli Ordini e Congregazioni, sia antichi che recenti, e dagli Istituti secolari.”
Benedetto XVI così diceva nell’omelia del 2 febbraio scorso:
“Cari fratelli e sorelle, la gioia della vita consacrata passa necessariamente attraverso la partecipazione alla Croce di Cristo. Così è stato per Maria Santissima. La sua è la sofferenza del cuore che forma un tutt’uno col Cuore del Figlio di Dio, trafitto per amore. Da quella ferita sgorga la luce di Dio, e anche dalle sofferenze, dai sacrifici, dal dono di se stessi che i consacrati vivono per amore di Dio e degli altri si irradia la stessa luce, che evangelizza le genti.”
(Benedetto XVI - Omelia 2 febbraio 2013)

Bisogna, quindi, chiedere allo Spirito Santo di aumentare in noi il “coraggio della fede”, la virtù della fortezza che non esclude la debolezza ma la integra. Lo Spirito incita a resistere, a combattere, infonde forza. Certe volte si avverte quel senso di sconfitta che induce a lasciar perdere.
Ma è proprio allora che la fortezza interiore radicata dentro le persone che sanno fare tesoro dei propri errori, si manifesta e da consapevolezza che non siamo più in balia delle nostre insicurezze, ma fondiamo la nostra azione nella fiducia in Dio.
Questa fiducia diventa allora, sapienza, capacità di sostenere gli altri, maternità spirituale, misericordia.
La Madonna non resta indietro nell’aiutare i cristiani nelle difficoltà.
nel 1862 Don Bosco confidava a Don Cagliero: «La Madonna vuole che la onoriamo sotto il titolo di Maria Ausiliatrice: i tempi corrono così tristi che abbiamo bisogno che la Vergine Santa
ci aiuti a conservare e difendere la fede cristiana».

Ricordiamo le parole di Gesù : "In verità vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna.” (Mc 10, 29-30)

1. La sofferenza e afflizione è una conseguenza per coloro che vogliono seguire Gesù

Atti 14:22 - "Confermando gli animi dei discepoli e esortandoli a perseverare nella fede, e dicendo che attraverso molte afflizioni dobbiamo entrare nel regno di Dio."

1 Tessalonicesi 3:3 – "Affinché nessuno fosse scosso in queste afflizioni, poiché voi stessi sapete che a questo noi siamo stati designati."

2 Timoteo 3:12 - "Infatti tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati.

2. Le sofferenze per il Vangelo e per Cristo Gesù possono consistere nell’essere odiati, traditi, emarginati e…persino uccisi.

Matteo 10:22 - "E sarete odiati da tutti a causa del mio nome"

Luca 21:16 – "Or voi sarete traditi anche dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici; e faranno morire alcuni di voi."

Giovanni 16:2 – "Vi espelleranno dalle sinagoghe."

Giovanni 16:2 – "Anzi l'ora viene che chiunque vi ucciderà penserà di rendere un servizio a Dio."

Atti 5:40 – "Ed essi gli diedero ascolto. E, chiamati gli apostoli, li batterono e comandarono loro di non parlare nel nome di Gesù; poi li lasciarono andare."

Ebrei 10:33 – "Talvolta esposti a oltraggi e tribolazioni, altre volte facendovi solidali con coloro che venivano trattati in questo modo."

1 Pietro 4:4 – "Per questo trovano strano che voi non corriate con loro agli stessi eccessi di dissolutezza e parlano male di voi."

3. Soffrire per Gesù Cristo e per il Vangelo è motivo di gioia, è un onore:

Atti 5:41 – "Così essi si allontanarono dal sinedrio, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di essere vituperati per il nome di Gesù."

1 Pietro 4:12 – "Carissimi, non lasciatevi disorientare per la prova di fuoco che è in atto in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano."

1 Pietro 4:13 – "Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella manifestazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare."

1 Pietro 4:16 – "Ma, se uno soffre come cristiano, non si vergogni, anzi glorifichi Dio a questo riguardo."

2 Timoteo 2:3 – "Tu dunque sopporta sofferenze, come un buon soldato di Gesù Cristo."


4. Quando soffri per Gesù Cristo e per il Vangelo……lo Spirito Santo ti darà una sapienza soprannaturale per rispondere agli avversari:

Luca 12:11-12 "Quando poi vi condurranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa rispondere a vostra difesa, o di quel che dovrete dire,
perché lo Spirito Santo in quello stesso momento vi insegnerà ciò che dovrete dire."

2 Timoteo 1:8 – "Non vergognarti dunque della testimonianza del Signor nostro, né di me suo prigioniero, ma soffri anche tu con me per l'evangelo, sostenuto dalla potenza di Dio."

5. Il soffrire per Gesù Cristo e per il Vangelo indica che il tuo premio sarà grande nei cieli:

Matteo 5:11-12 "Beati sarete voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli, poiché così hanno perseguitato i profeti che furono prima di voi."

1 Pietro 4:14 "Se siete vituperati per il nome di Cristo, beati voi, poiché lo Spirito di gloria e lo Spirito di Dio riposa su di voi; da parte loro egli è bestemmiato, ma da parte vostra egli è glorificato."

Gal 2, 20 Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita che vivo nella carne io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.

Preghiera
Signore Gesù, tu ci chiami a seguirti e ci fai comprendere a poco a poco, soprattutto col crescere della nostra vita e delle nostre esperienze, che il seguirti è bello e però costa sacrificio. Esige l'uscita da se stessi e la dedizione agli altri, esige la forza del perdono e il coraggio della mitezza.
Ti chiediamo di imprimere in noi queste virtù, che sono tuo dono. Così tu vivrai in noi e noi vivremo in te, diventando sorgente di verità e di pace per tanti fratelli.



del 27/06/2013


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