La spiritualità del Beato Giacomo Alberione

Il Beato Giacomo Alberione può ritenersi, per acclamazione popolare, il patrono della Rete, degli utenti di Internet e dei programmatori informatici.

Don Giacomo Alberione era nato a San Lorenzo di Fossano (Cuneo) il 4 aprile 1884, ricevette il Battesimo il giorno successivo. La famiglia Alberione, composta da Michele e Teresa Allocco e da sei figli, era di condizione contadina, profondamente cristiana e laboriosa.

Giacomo Alberione aveva avvertito presto la chiamata di Dio. Fu lui stesso a raccontare:

La vocazione comincia dal grembo della madre. E credo di farvi questa confidenza: io sono stato orientato ai sette anni. Andavo a scuola e la maestra ha domandato: "Cosa fai, cosa vorresti fare nella vita?" Sacerdote e basta! E' stato così. Ma se non lo interrogava la maestra, non veniva a galla. E sì, poteva essere in fondo all'animo ma non veniva a galla. La cosa non si scopriva e stava nell'intimo e quasi era neppure sentito questo invito a Dio.”

La sua vocazione andò maturando in famiglia e poi in Seminario.

Nella notte del 31 dicembre 1900, che divide i due secoli, per rispondere agli inviti del Papa Leone XIII, il giovane seminarista prega per quattro ore davanti al Santissimo Sacramento. Una “particolare luce” gli viene dall'Ostia, e da quel momento si sente “profondamente obbligato a far qualcosa per il Signore e per gli uomini del nuovo secolo”: “obbligato a servire la Chiesa” con i mezzi nuovi offerti dall'ingegno umano. Egli comprese la missione vera del sacerdote, il modo di esercitarla più efficacemente come "apostoli di oggi", e prega che la Chiesa abbia un nuovo slancio missionario sullo stile di san Paolo.

Sentiva che doveva fondare una società di apostoli dove si coniugasse santità e apostolato, per «Vivere e dare al mondo Gesù Cristo Via e Verità e Vita».

Trovò in San Paolo apostolo il modello e il protettore: «È stata una vera ispirazione mettere la Famiglia [paolina] sotto la protezione di san Paolo; in un istante; illuminazione» (Alle Pie Discepole, 1961).

Ispirandosi a Lui, don Alberione, fonda la Famiglia Paolina (cinque Congregazioni , quattro Istituzioni e una Associazione di Collaboratori), che ha la missione di essere "faro di verità in un mondo spesso privo di saldi riferimenti ideali” (G.P.II), attraverso i moderni mezzi della comunicazione.

Se san Paolo vivesse”, diceva, “continuerebbe ad ardere di quella duplice fiamma, di un medesimo incendio, lo zelo per Dio ed il suo Cristo, e per gli uomini d’ogni paese. E per farsi sentire salirebbe sui pulpiti più elevati e moltiplicherebbe la sua parola con i mezzi del progresso attuale: stampa, cine, radio, televisione”

Maria fu una presenza viva e significativa durante tutta l'esistenza di Don Alberione, fin dalla prima infanzia. Per lui, la Madre di Gesù merita il titolo di "Regina degli Apostoli" perché ha esercitato tutti gli apostolati che erano possibili a una donna del suo tempo: l'apostolato dell'esempio, della parola, della preghiera, della sofferenza, dell'azione.

Maria Regina degli Apostoli è stata la Madre Spirituale di don Alberione e ancora continua a essere Madre di tutta la famiglia Paolina. A Lei è stato dedicato un santuario in Roma, per ringraziarla di aver protetto tutti i suoi figli durante la seconda guerra mondiale.

In occasione della consacrazione del Santuario, don Alberione spiegò: "Gli editori possiedono la Parola, la moltiplicano, la diffondono vestita di carta, caratteri, inchiostro. Essi hanno sul piano umano la missione che nel piano divino ebbe Maria: che fu Madre del Verbo Divino; Ella ha captato il Dio invisibile e lo ha reso visibile ed accessibile agli uomini, presentandolo in umana carne. Come ha accolto, formato e donato il Cristo, Maria diventa madre che accoglie e forma gli apostoli di tutti i tempi, facendo sì che in ciascuno di essi risplendano le fattezze del Figlio".

Negli anni 1962-1965 don Alberione è protagonista silenzioso ma attento del Concilio Vaticano II, alle cui sessioni partecipa quotidianamente.
Lo ricordiamo così come lo descrisse Il Papa Paolo VI durante una visita della Famiglia Paolina in Vaticano:

Eccolo: umile, silenzioso, instancabile, sempre vigile, sempre raccolto nei suoi pensieri, che corrono dalla preghiera all'opera, sempre intento a scrutare i “segni dei tempi”, cioè le più geniali forme di arrivare alle anime, il nostro Don Alberione ha dato alla Chiesa nuovi strumenti per esprimersi, nuovi mezzi per dare vigore e ampiezza al suo apostolato, nuova capacità e nuova coscienza della validità e della possibilità della sua missione nel mondo moderno e con i mezzi moderni. “

A 87 anni, compiuta l'opera che Dio gli aveva affidata, il 26 novembre 1971 ha lasciato la terra per prendere il suo posto nella Casa del Padre. Il 27 aprile 2003 Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato.

PREGHIERA PER LA CANONIZZAZIONE

Signore, glorifica nella tua Chiesa il Beato Don Giacomo Alberione; sia a noi tutti luce, guida e sostegno nell'opera di santificazione e nell'apostolato, e per sua intercessione affretta l'avvento di Cristo Maestro, Via e Verità e Vita nel mondo, per mezzo di Maria Madre e Regina degli Apostoli, e concedimi le grazie che ora ti chiedo ...

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

"O Gesù Maestro, Via e Verità e Vita, abbi pietà di noi"

"Regina degli Apostoli, prega per noi"

"San Paolo Apostole, prega per noi"

"Da ogni peccato, liberaci o Signore"




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1. L'uomo e il sacerdote
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3. La verità che guarisce
4. La via dei desideri
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