Azulejos del Santo Rosario - il Santo Rosario nell'Arte.
 

Gli Azulejos del Santo Rosario: il Santo Rosario nell'Arte.

Il Santo Rosario

Gli Azulejos portoghesi


li azulejos sono dei tipici ornamenti dell'architettura portoghese e spagnola; si tratta di pannelli, spesso di grandi dimensioni, composti da piastrelle quadrate di maiolica decorata. A partire dal XIII secolo, nelle zone ancora arabe della penisola iberica, i vasai producevano grandi lastre di argilla liscia smaltata e colorata, che poi attraverso delle pinze (alicates) veniva tagliata per comporre meravigliosi pannelli geometrici (alicatados). L'elevato costo richiesto dalla grande maestria e professionalità nel taglio delle lastre e nella composizione delle opere confinò l'uso di questa tecnica soltanto agli edifici di particolare importanza e di grande sontuosità. A Sintra, in Portogallo, presso il palazzo Reale, sorge una cappella con un pavimento di "alicatado", il più antico esempio di azulejos portoghese (XV secolo). Al fine di evitare l'immane lavoro di ritaglio e collocazione delle lastre, intorno al XV secolo si sviluppò la tendenza a ritagliare, con degli stampi di metallo, i pezzi di argilla ancora freschi in forma regolare, in arabo al-zulayj. Per semplicità venne prescelta la forma quadrata, in questo modo era possibile con sole quattro mattonelle affiancate ripetere qualsiasi motivo. I colori utilizzati erano azzurro cobalto, verde copra, marrone miele, rosso, bianco e marrone scuro, quasi puro. Semplificato il problema del taglio, occorreva di pari semplificare le tecniche di colorazione in modo tale che durante la cottura non si mischiassero gli smalti, rendendo inutilizzabile l'azulejo. Nel primo periodo il contorno delle zone colorate era fatto a pennello, con tinta nera, o di manganese mischiata con olio di lino; a cottura ultimata i contorni apparivano secchi, mentre le zone smaltate brillanti ed in rilievo. Questa tecnica, detta ispano-araba, però presentava notevoli difficoltà tanto che nel XVI venne abbandonata definitivamente per passare a quella più comoda della maiolica. Le singole piastrelle dopo la prima cottura a "biscoito" (biscotto), venivano rivestite di uno smalto bianco a base di stagno, in modo da conferire una certa opacità alla superficie. Sul biscotto, molto poroso e delicato, veniva fatta la decorazione a pennello, ottenendo effetti di contorno e modellato, impossibili nella tecnica ispano-araba. La nuova tecnica fu conosciuta come pittura "all'italiana". E' interessante osservare come il primo azulejos (XV secolo) prodotto in Spagna (Siviglia) fu realizzato dall'italiano Francesco Nicoloso, noto come il Pisanello.

I dieci Azulejos che vi proponiamo rappresentano i misteri della Gioia e quelli del Dolore. Essi sono di epoca rinascimentale, realizzati con la tecnica della maiolica e si trovano in un importante monastero nei pressi di Fatima (Portogallo).
Le immagini assai ben costruite si articolano in modo estremamente complesso, ma studiato per sottolineare l'umanità dei personaggi. Le composizioni risultano qualche volta artificiose, fino alla deformazione di qualche effetto prospettico. Grandissima l'importanza che viene data in queste opere alla luce finalizzata a sottolineare espressioni e movimenti, a costo di rendere qualche volta poco realistica l'intera composizione. Ciò che forse maggiormente colpisce in tutti i dieci pannelli è la grande varietà di sguardi ed espressioni, normalmente legate al soggetto e alla situazione rappresentata: talora intense, dolorose, a volte assenti, metafisiche, a volte maestose, soprannaturali. La natura soprannaturale dei personaggi sacri si esprime anche nelle pose che vengono utilizzate per suggerire al fruitore dell'opera gli stati d'animo del soggetto, coinvolgendolo così nell'emotività della rappresentazione stessa. Notevole la cura dei particolari, sia nella rappresentazione degli sfondi, sia in quella dei drappeggi degli abiti.
Ciascun pannello accompagna le meditazioni dei Misteri Gaudiosi e Dolorosi del Santo Rosario composte dal Beato Giovanni XXIII


  
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