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Rassegna Stampa sulla Vita

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Nella nostra rassegna stampa Vita vi proponiamo interessanti articoli sulle questioni riguardanti la vita, l'aborto ed i traumi che da esso ne derivano.


Archivio Generale Rassegna Stampa sulla Spiritualita'

Fecondazione assistita. «I conti del Ministero non tornano. Sono scomparsi migliaia di embrioni»
Benedetta Frigerio
del 15/07/2015


«Non si sa che fine abbiano fatto migliaia di embrioni». È quanto ha notato in un comunicato stampa l’Associazione italiana ginecologi ostetrici cattolici (Aigoc), commentando la relazione annuale relativa al 2013 da poco pubblicata dal ministero della Salute sull’attuazione della Legge 40, che nel 2004 ha legalizzato la fecondazione artificiale, producendo una «strage di embrioni». A tempi.

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Papa Francesco: il vino migliore? Sta per arrivare per quelli che oggi vedono crollare tutto
Papa Francesco
del 07/07/2015


“Tutto ebbe inizio perché “non avevano più vino”, e tutto si è potuto compiere perché una donna – la Vergine – è stata attenta, ha saputo porre nelle mani di Dio le sue preoccupazioni, ed ha agito saggiamente e con coraggio“

Papa Francesco: il vino migliore? Sta per arrivare per quelli che oggi vedono crollare tutto
in Sancta Sedes / on 6 luglio 2015 at 21:00 /

Papa Francesco: il vino migliore? Sta per arrivare per quelli che oggi vedono crollare tutto“Tutto ebbe inizio perché “non avevano più vino”, e tutto si è potuto compiere perché una donna – la Vergine – è stata attenta, ha saputo porre nelle mani di Dio le sue preoccupazioni, ed ha agito saggiamente e con coraggio“

Seconda giornata del viaggio del Papa in America Latina: Francesco si è trasferito in mattinata da Quito, la capitale dell’Ecuador, nel Nord del Paese, a Guayaquil, sull’Oceano Pacifico, 260 km più a Sud. Qui ha visitato il Santuario della Divina Misericordia, prima di celebrare la Messa nel Parco de Los Samanes. Un milione di fedeli hanno accolto con grande affetto il Pontefice argentino.

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BISESSUALE, CRESCIUTO CON DUE LESBICHE: "'LA COMUNITA' GAY PRODUCE ODIO"
Tempi
del 14/08/2013

«Dobbiamo frenare questa corsa»; «i bambini non possono diventare proprietà degli adulti»; «abbiamo sentito tante campane, ma mai quella dei diretti interessati a cui non viene data voce». Sono le parole di Robert Oscar Lopez, professore presso la California State University, che lo scorso 12 marzo ha dato testimonianza davanti al Parlamento del Minnesota chiamato a legiferare sul matrimonio omosessuale. L'uomo, cresciuto dalla madre lesbica con la sua compagna, è intervenuto il mese scorso raccontando la sua esperienza sul Public Discours, il giornale on line del centro di ricerca The Witherspoon Institute dell'Università di Princeton.

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Rinvia le cure e muore per far nascere il suo bimbo
Davide Desario
del 18/06/2012

ROMA - Chiara Corbella aveva 28 anni. Era sposata con Enrico Petrillo. Entrambi romani, dell’Aurelio.

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MARIA MADRE CHE ASCOLTA
Padre Livio Fanzaga
del 07/03/2011


" Mia madre non mi ascolta come mi ascolta la Madonna", ha confidato un giorno Marija Paulovic, la veggente di Medjugorje che riceve i messaggi ordinari per la parrocchia". " La Madonna mi ascolta col cuore" ha poi aggiunto per spiegare in qualche modo questa radicale diversità. Ne.

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«Vita, serve una svolta culturale»

del 04/11/2010

Educare alla pienezza della vita è il titolo del messaggio del Consiglio episcopale permanente per la 33ª Giornata nazionale per la vita, che si celebrerà il 6 febbraio 2011. «L’educazione è la sfida e il compito urgente a cui tutti siamo chiamati, ciascuno secondo il ruolo proprio e la specifica vocazione», scrivono i vescovi nel messaggio che è stato diffuso il 4 novembre. Di qui l’auspicio e l’impegno «per educare alla pienezza della vita, sostenendo e facendo crescere, a partire dalle nuove generazioni, una cultura della vita che la accolga e la custodisca dal concepimento al suo termine naturale e che la favorisca sempre, anche quando è debole e bisognosa di aiuto».

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Così i gemelli fanno amicizia già nel grembo
Andrea Lavazza
del 14/04/2010

Per Aristotele siamo «animali politici». Per gli psicologi contemporanei siamo una specie dalla spiccata natura sociale, fin dalla nascita. Ora si è scoperto che l’interazione con i nostri simili può cominciare già nel grembo materno, quando ci si trovi 'in compagnia', come accade ai gemelli.

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Il Vangelo della Vita

del 01/09/2010

«Ho 56 anni, e sono quello che si può definire un cattolico praticante. Qualche mese fa mi sono trovato davanti a un caso di coscienza che mi ha portato a interrogarmi sul mio modo di vivere il cristianesimo. Una mia parente, alla prima gravidanza, dagli accertamenti ai quali si sottoponeva regolarmente, nonché dall’amniocentesi effettuata su consiglio del ginecologo, ha appreso che il figlio che aveva in grembo era portatore di una gravissima malattia (cromosoma 18) che lo condannava a morte certa, pur se lei avesse portato a termine la gravidanza.

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Abbiamo bisogno d’entusiasmo e della santa incoscienza dei poveri
Maurizio Patriciello
del 11/09/2010

È passato un anno da quando Avvenire pubblicò il nostro grido di trionfo: «Ce l’abbiamo fatta. Ancora una volta ce l’abbiamo fatta. Tra qualche mese Stefania farà il suo trionfale ingresso sul palcoscenico della vita.

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Per far notizia serve sempre “giocare” con le staminali embrionali?
Gianfranco Amato
del 16/08/2010

Continua la mistificazione mediatica sulla ricerca delle cellule staminali embrionali. La diversa modalità di divulgazione di due notizie contemporanee rende bene l’idea dell’uso ideologico e fazioso della comunicazione in questo campo.

Lo scorso 30 luglio, infatti, è stata annunciata al mondo la notizia che l’agenzia statunitense Food and Drug Administration (FDA) ha autorizzato, per la prima volta in assoluto, la sperimentazione di cellule staminali embrionali sugli uomini.

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Casini: «Ora una battaglia culturale»
Enrico Negrotti
del 10/08/2010

«Le cifre relative agli aborti nel nostro Paese sono sempre spaventose. L’aspetto positivo della relazione sulla 194 è l’emergere del fatto che sono i fattori culturali a contare nella prevenzione dell’aborto». Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita (Mpv), trae dai dati diffusi ieri dal Ministero ulteriore sprone per le prossime battaglie culturali.

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Non accoglie la vita chi non si sente accolta
Assuntina Morresi
del 10/08/2010

Il calo costante degli aborti che leggiamo ogni anno nella Relazione al Parlamento sull’applicazione della legge 194, che ne ha introdotto l’esecuzione legale in Italia, non consola: nel 2009 quasi 117mila bambini sono stati soppressi prima di nascere, e l’osservazione – corretta e legittima – che si tratta dei valori più bassi fra i Paesi occidentali non tranquillizza, ma piuttosto dà l’idea della tragica enormità del fenomeno nel nostro continente.

Perché si abortisce? Perché una gravidanza può sembrare un problema insormontabile, risolvibile solo eliminando la vita che si ha in grembo, la vita che la propria moglie o compagna già custodisce (perché non va mai dimenticato che i genitori sono sempre due)? Per tanti, tantissimi motivi, più o meno ricorrenti, ripetutamente indagati, ma difficilmente rimossi.

Difficoltà socio-economiche, sicuramente, sono alla base di molti aborti, ma è bene non illudersi: se le cause fossero solo queste, allora la scelta di abortire dovrebbe riguardare le donne sole o le coppie molto povere, mentre i nuovi dati della Relazione ci dicono che la metà degli interventi abortivi è di donne che lavorano, sia italiane che straniere, e coniugate.

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Aborti in calo ma la piaga resta aperta
Pier Luigi Fornari
del 10/08/2010

L'aborto nel 2009 registra un’ulteriore contrazione, ma il fenomeno resta di rilevanza tale per cui ogni ogni cinque bambini nati nel nostro Paese a uno viene impedito di vedere la luce. Il rapporto del Ministero della Salute presentato ieri al Parlamento riferisce che l’anno scorso, sulla base del dato provvisorio, le interruzioni volontarie di gravidanza sono state 116.9 33 – più o meno una città come Bergamo – con un calo del 3,6% rispetto al dato definitivo dell’anno precedente (121.

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Moralmente non vincolanti le leggi contro la vita

del 02/08/2010

Quando una norma "legittima" l'aborto o l'eutanasia, "cessa di essere una vera legge civile moralmente vincolante". Provvedimenti del genere, che non proteggono la vita o vanno contro di essa, "non sono rispettabili". È la ferma presa di posizione del cardinale Antonio Cañizares Llovera, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, che chiudendo, venerdì scorso ad Aranjuez, il corso "L'immenso valore della vita umana", organizzato dall'"Università Re Juan Carlos" in collaborazione con l'Università cattolica di Valencia, ha sottolineato che i vescovi spagnoli "si rifiutano di assecondare qualsiasi iniziativa che attenti alla vita e non danno la loro adesione a persone, istituzioni, opere o provvedimenti che vanno o cercano di andare contro la vita", poiché "non possiamo essere d'accordo con chi nega una cosa tanto fondamentale".

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Tante tecniche ma poche ragioni
Carlo Bellieni
del 09/07/2010

Il dibattito sull'aborto - basta leggere i giornali - si fa sempre più grave e insieme superficiale: centrato sulla proliferazione dei mezzi abortivi, senza alcuna attenzione alla prevenzione. Ci si limita cioè a una qualche cura delle conseguenze disinteressandosi delle cause. Al punto che proporre un'alternativa alle donne rasenta il reato: Tammie Downes, una dottoressa inglese, è stata di recente messa sotto processo (e poi assolta) per aver dissuaso dall'aborto alcune sue assistite.

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La posta in gioco
Ferdinando Cancelli
del 10/07/2010

Dai dibattiti sollevati anche da casi recenti in merito alla bioetica di fine vita sembrano emergere con chiarezza due dati: la grande confusione sulla definizione di malato "terminale" e la progressiva scomparsa dell'uso del termine "eutanasia". Anche quello di Erika Kuellmer - una donna tedesca entrata in stato vegetativo circa otto anni fa in seguito a un incidente vascolare cerebrale, e poi deceduta per cause naturali dopo il tentativo della figlia di interromperne la nutrizione fornita attraverso un sondino - non sembra fare eccezione.
Questa donna è stata una paziente terminale durante i suoi anni di vita nella condizione di stato vegetativo? Ma quando si può definire "terminale" un malato? La medicina palliativa definisce un paziente in fase di fine vita quando la sua sopravvivenza presunta si può considerare uguale o inferiore a quattro mesi, e ciò anche quando siano in atto mezzi di sostegno vitale come idratazione, nutrizione o ventilazione.

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Tra l'embrione e il fine vita
Fabio Colagrande
del 26/05/2010

La tutela della vita dal concepimento fino alla morte naturale. È questo uno dei cosiddetti valori non negoziabili che il Magistero più recente mette in rilievo nella dottrina morale cattolica. Il paradosso è che l’arco cronologico compreso da questa sorta di perifrasi finisce spesso in secondo piano rispetto ai due estremi dell’arco stesso.

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Cordoni ombelicali, donazione a ostacoli
Graziella Melina
del 13/05/2010

La raccolta di sangue da cordone ombelicale in Italia nel 2009 ha registrato un netto aumento: su 16.2 07 unità donate in modo solidaristico, ne sono state 'bancate' 4.3 76.

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Se saper dire «quattro» è capire (e amare) la vita
Gabriella Sartori
del 08/05/2010

Una bella notizia nella cronaca di questi giorni?

Trovarla non è stato facile. Eppure c’è.

Piccola, nascosta nel mucchio di mille altre notizie negative, subito travolta nella fiumana di titoli dedicati a devastanti maree nere, attentati terroristici, vulcani in eruzione con conseguente 'blocco' dei cieli, nuove puntate italiane sui (cattivi) rapporti fra morale e politica, la buona notizia è apparsa per la frazione di qualche secondo là dove meno si poteva aspettarselo: e cioè nel bel mezzo delle tragiche informazioni in arrivo da un’Atene incendiata da una sommossa popolare senza precedenti in un Paese giunto sull’orlo del fallimento, vittima di una dissennata politica di imbrogli.

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L’anti-donazione irrompe in sala parto
Francesco Ognibene
del 07/05/2010

Non si capisce il perché, ma succede. E quando succede, non sembrano più scattare quegli automatismi culturali di difesa verso ogni insulto ai princìpi e al buon senso. Alludiamo al ribaltamento della realtà su delicatissime questioni bioetiche, per le quali esiste un intero campionario di paradossi.

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Non è una partita di calcio
Franco Prodi
del 07/05/2010

I commenti del dopo Copenaghen sono in generale di profonda delusione. Alcuni parlano di insuccesso e addirittura di fallimento. Altri ammettono che il mini-accordo raggiunto, oltretutto non vincolante, è un passo indietro rispetto a precedenti incontri internazionali, ma pur dichiarandosi delusi, cercano di salvare qualche aspetto del summit, come la condivisione dell'obiettivo di limitare a due gradi l'innalzamento della temperatura globale in questo secolo.

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Pillole contro il rischio di nascere
Tommaso Gomez
del 06/05/2010

Irischi vanno evitati. Chi è previdente evita i rischi. «Esiste il rischio che il feto sopravviva», sono le parole cariche di rammarico del professor Carlo Flamigni ( Fatto Quotidiano, 29 aprile), che così commenta la vicenda del feto di 22 settimane che si è preso la libertà di non morire subito: «È stato commesso un errore, non si pratica un’interruzione di gravidanza alle ventiduesima settimana».

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Ventidue settimane, e già può vivere
Carlo Bellieni
del 06/05/2010

Che un bambino abortito 'nasca vivo' non ci stupisce: l’aborto dopo i primi 90 giorni si fa provocando il parto e non si vede come possa invece nascere morto. Semmai, se è troppo piccolo non riusciamo – e per conseguenza nemmeno ci proviamo – a tenerlo in vita e il cuore presto cessa di battere. Ma quando è troppo piccolo da non provarci? La legge 194 risale al 1978, che per la medicina è preistoria; e a quel tempo i nati a 25 settimane non sopravvivevano, tanto che l’indicazione della legge di non fare aborti oltre il termine di sopravvivenza fu transitoriamente fissato a 25 settimane e 6 giorni, ma consci che il limite di sopravvivenza si sarebbe spostato verso età più precoci.

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Cala la mortalità materna ma in Occidente c'è ancora tanto da fare
Fabrizia B.Maggi
del 02/05/2010

Nel mondo muoiono ogni anno 342,900 donne per cause legate alla gravidanza. Stiamo parlando di quasi mille persone al giorno. Ma, diversamente da quello che può sembrare, in realtà questa è una buona notizia: 30 anni fa infatti il numero totale di vittime della mortalità materna superava di gran lunga il mezzo milione di donne.

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Una donna: vi racconto lo strazio infinito del mio aborto facile con la Ru486
Gianfranco Amato
del 21/04/2010

Non fatevi ingannare. La pillola abortiva RU486 non è affatto un’alternativa dolce all’intervento chirurgico. Le pillole da prendere, in realtà, sono due: con la prima si uccide il feto, con la seconda, da assumere due giorni dopo, si causano le contrazioni necessarie per la sua espulsione.

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La pillola abortiva non convince i ginecologi
Viviana Daloiso
del 15/04/2010

Una preoccu­pazione condivisa da tutti i ginecologi lombardi: quelli obiettori, quelli no, quelli ospedalieri, quelli ambulatoriali, persino quelli universitari. Riguarda la Ru486 e le modalità di un aborto che sono – a detta di chi ogni giorno lavora nei reparti maternità – tutt’altro che sicure e poco onerose per il sistema sanitario. Gli oltre 500 medici hanno voluto esprimerla al governo regionale con un documento che getta luce su aspetti finora sottovalutati della questione.

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Nel suk dell'umano arriva anche l'aborto in saldo
Assuntina Moresi
del 10/04/2010

L’aborto in clinica privata al 20% di sconto per giovani dai quattordici fino ai trent’anni, accanto alle riduzioni sui biglietti del cinema, o l’acquisto di capi di abbigliamento. Il tutto grazie a una «carta servizi» regionale – un’iniziativa istituzionale, quindi – pubblicizzata con lo slogan «Usala per tutto». Aborto compreso.

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Neanche la disinformazione può «sfrenare» la Ru486
Alberto Gambino
del 08/04/2010

Occorre fare chiarezza sulla legislazione applicabile alla somministrazione della Ru486. È infatti in atto una campagna di disinformazione fatta di notizie ' taglia e cuci', con l’obiettivo neanche troppo nascosto di normalizzare la procedura abortiva farmacologica, che – almeno in Italia – normale non è.
La prima falsa informazione che passa su molti dei media italiani è che, essendo la Ru486 un farmaco autorizzato dall’Aifa e ancor prima in Europa dall’Emea ( rispettivamente agenzie italiana ed europea per i medicinali), nessuno può opporsi alla sua somministrazione in Italia.

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La Ru486 parte dalla Puglia? Qui c’è già il record di aborti
Viviana D'Aloisio
del 04/04/2010

Sarà Bari, la città capofila della Ru486. Nella Puglia del record di aborti (318 su 1.0 00 nati, contro i 241 della media nazionale), là dove la corsa all’inter­ruzione di gravidanza vede come protagoniste soprat­tutto le minorenni e dove appena l’11% delle donne si rivolge a un consultorio prima della decisione di ri­nunciare al proprio bambino, già la prossima settima­na arriveranno le prime confezioni del farmaco.

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Il Papa: l’aborto, ingiustizia elevata a diritto
Benedetto XVI
del 02/04/2010

C ari fratelli e sorelle! Centro del culto della Chiesa­il sacramento. Sacramento significa che in primo luogo non siamo noi uomini a fare qualcosa, ma Dio in anticipo ci viene incontro con il suo agire, ci guarda e ci conduce verso di s. E c’ancora qualcos’altro di singolare: Dio ci tocca per mezzo di realtmateriali, attraverso doni del creato che Egli assume al suo servizio, facendone strumenti dell’incontro tra noi e Lui stesso.

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Pillola a domicilio? Rileggete (bene) la 194
Gianfranco Amato
del 01/04/2010

In Italia l’aborto volontario è reato. Ed è punito con pene che differiscono a seconda delle diverse ipotesi. Reclusione sino a tre anni, o reclusione da uno a quattro anni per chi cagiona l’aborto.

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Perché non basta definirsi «anti-abortisti»
Francesco d'Agostino
del 31/03/2010

Non so se quella dell’aborto possa essere ridotta a una questione 'lessicale' e se etichette da tempo consolidate come 'pro-vita' o come 'abortista' meritino o no di essere lasciate cadere. Apprendo però con un certo interesse (mettendo tra parentesi il fatto che simili dichiarazioni sono state fatte nelle ultime ore di una campagna elettorale finalmente conclusasi) che Adriano Sofri si offende se lo si qualifica come 'abortista' e che egli ritiene che anche Emma Bonino abbia buone ragioni per offendersi (vedi Il Foglio di sabato 27 marzo). Per quale ragione? Perché egli ritiene che merita di essere definito 'abortista' solo chi apprezza l’aborto «in odio all’umanità e alla vita in genere» o «come strumento di limitazione delle nascite».

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Evangelium Vitae, i 15 anni dell’enciclica «laica»
Giacomo Samek
del 25/03/2010

Infine la ricerca pubblica yankee si accorge delle Ips.
Ovvero, delle cellule staminali 'etiche' inventate dal ricercatore giapponese Shinya Yamanaka, cioè quelle cellule derivate dalla trasformazioni delle cellule staminali adulte in totipotenti, ovvero con le stesse capacità di riprodursi delle embrionali.
È notizia di questi giorni che il National heart, lung and blood institute (Nhlbi) di New York, ovvero l’Istituto nazionale americano di natura pubblica dedicato alla ricerca su cuore, polmone e sangue, ha emesso un bando per ricercatori che vogliano dedicarsi allo studio di queste cellule.

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L’Italia impasticcata e (in)felice
Tommaso Gomez
del 25/03/2010

Aborti e pillole, as­sortite. Del giorno dopo, dei cinque giorni dopo, dei tre mesi dopo. Vie­tato fare confusio­ne.

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Francia, dove l’aborto è come un’appendicite
Daniele Zappalà
del 25/03/2010

In origine, le autorità francesi auspicavano l’eccezione abortiva. Ma 35 anni dopo l’introduzione dell’aborto, raccolgono invece un frutto imprevisto. Un frutto sintetizzato da un dato che a ogni stagione torna in modo sinistro nelle statistiche ufficiali con la regolarità di un macabro metronomo: oltre 200 mila aborti l’anno, nonostante tutti gli investimenti pubblici riversati nel tempo in politiche contraccettive di massa.

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India: I cristiani "chiamati a combattere la cultura della morte"

del 19/03/2010

Mumbai (AsiaNews) - La cultura della morte che pervade l'India "si nutre di tutto lo spettro di quelle cose che de-umanizzano la persona. Non parliamo soltanto, per quanto tragici, di aborto ed eutanasia: bisogna includere la povertà e l'odio. Per combatterla, serve una nuova cultura della vita all'interno di ognuno di noi".

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Aiutò i genitori a morire: prosciolto
Elisabetta del Soldato
del 20/03/2010

Non sarà incriminato il figlio del direttore d’orchestra Sir Edward Downes, morto nel lu­glio scorso assieme alla moglie nella cli­nica svizzera Dignitas che assiste i pa­zienti al suicidio. Lo ha deciso ieri il pro­curatore generale Keir Starmer dopo che il figlio del musicista, Caractacus Downes, era stato indagato per aver ac­compagnato i genitori nella cosiddetta “clinica della morte”.
I motivi per l’incriminazione secondo quanto dichiara l’“Atto sul Suicidio” del 1961 esistono tutti, ha dichiarato ieri Starmer, ma la decisione di non proce­dere è stata presa dopo che si siamo ac­certati che l’uomo ha agito mosso «in­teramente da compassione » .

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il documento:«Ru486 in Italia ma solo a queste condizioni»

del 18/03/2010

Ecco il testo della lettera che il ministro del Welfare Maurizio Sacconi – all’indomani del recente via libera dell’Aifa sull’uso ospe­daliero della Ru486 – ha inviato alla Com­missione europea per sottolineare a quali condizioni può essere usato in Italia il far­maco abortivo. Si tratta di punti fermi che valgono come riferimento per le Regioni.
L’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni a livello sia europeo che nazionale sul fenomeno dell’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg), negli ultimi decenni e sempre stata alta.

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Senza limiti c’è la lotteria dell’ovocita
Assuntina Morresi
del 18/03/2010

Una nuova forma di turismo procreativo: questa è l’asta di una clinica in Gran Bretagna, che ha messo in palio un ovocita proveniente dagli Usa. Una lotteria post-umana, in cui la vincitrice potrà scegliere su un apposito catalogo la 'donatrice' dell’ovocita, in base alle sue caratteristiche fisiche, al livello di istruzione raggiunto, alla professione e ad alcuni stili di vita, e poi attraverserà l’oceano per affrontare la fecondazione in vitro in una clinica collegata a quella inglese.
Un espediente per aggirare le maglie, già molto larghe, della legge britannica, che sulla carta vieta la compravendita dei gameti femminili e maschili, e ne permette la 'donazione' solo in cambio di un rimborso per le spese sostenute, fino ad un massimo di 250 sterline.

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L'’Aifa nasconde i dati sugli effetti della Ru486

del 15/03/2009

Il Movimento per la Vita ambrosiano punta l’indice contro il documento Aifa, Efficacia e sicurezza di un farmaco che non c’è (dicembre 2007) e, in prospettiva del possibile via libera dell’Agenzia regolatoria italiana al medicinale, ha organizzato a Milano, in collaborazione con l’Amci (Associazione medici cattolici italiani) milanese, l’incontro Ru486. Mettiamo al centro la vita (7 marzo 2008). Occasione per lanciare un appello alle istituzioni affinché «intervengano tramite decreto legge a bloccare l’eventuale introduzione del farmaco».

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Adesso il mio incubo si chiama Ru486
Benedetta Frigerio
del 10/09/2009

«Me l’hanno dipinta come una pillola magica come per non lasciarmi alternative, così l’ho presa. Dopo cinque minuti mi hanno mandato a casa e li è iniziato il calvario». Mara (il nome è di fantasia) ha abortito utilizzando la pillola Ru486 due anni fa, quando ne aveva 26.

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Quasi 3 milioni l’anno, sta diventando la prima causa di morte
Franco Serra
del 03/03/2010

Con 2.8 63.6 49 aborti praticati e censiti ogni anno in Europa, di cui 1.

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Il preservativo anzichè le politiche, irresponsabile leggerezza dei governanti europei
Davide Rondoni
del 20/03/2009

Un milione di preservativi gratis. Come coriandoli sulla festa di ipocrisia di Zapatero e soci sulla faccenda che il Papa ha sollevato. Che diamine, grazie al Papa si può tornare a parlare (seriamente) di sesso e invece no, questi vogliono subito chiudere il discorso, accusandolo di ogni nefandezza.

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L'aggressione a Benedetto XVI
Giuliano Ferrara
del 19/03/2009

L'aggressione a Benedetto XVI e sempre più incalzante, grossolana, astiosa, ben orchestrata mediaticamente e male argomentata razionalmente. Ieri e stata la volta di Francia, Germania e Fondo monetario internazionale. Con un linguaggio tronfio e censorio, portavoce di Parigi, di Berlino e del Fmi di Washington hanno messo sotto accusa il capo della chiesa cattolica per le sue opinioni ben documentate sull’inutilità sostanziale del preservativo come asse strategico della lotta contro la grave epidemia di Aids in Africa.

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"Morire è bello", gli spot giulivi per l’eutanasia
Michele Brambilla
del 10/03/2009

Come cambiano le cose. Fino a un po’ di tempo fa, se c’era un argomento tabù per eccellenza, questo era la morte. Non se ne parlava tra gente perbene, e nemmeno sui giornali, stando ai quali non muore mai nessuno: il tale si è spento, il tal altro ci ha lasciati, qualcuno scompare e qualcun altro dà l’addio.

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Ma i Massoni hanno perso
Nicoletta Tiliacos
del 20/02/2009

Dino Boffo, il direttore di Avvenire, non ha mai avuto la percezione di muoversi controcorrente, nelle settimane nelle quali combatteva per salvare la vita di Eluana Englaro "Non mi ci sono sentito certamente rispetto al senso comune, all’umore popolare, mentre naturalmente é ben diverso il discorso rispetto all'intellighenzia laica e alla pubblicistica corrente".
Boffo racconta al Foglio il senso di molti mesi di battaglia, la cui parte finale é stata la più concitata e dolorosa, ma che aveva alle spalle un lavoro costante, condiviso in modo convinto da tutta la redazione del quotidiano dei vescovi: "Fin dall’estate scorsa, quando ormai si andava profilando il tipo di iniziativa che si sarebbe svolta nei mesi successivi in nome di Eluana, avevamo individuato una compatta strategia di un gruppo di professionisti, di competenze diverse, che affiancavano Beppino Englaro. Una strategia dove i radicali, a differenza del caso di Piergiorgio Welby erano i principali portabandiera e non gli attori e gli ispiratori principali.

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Il valore di una vita senza valore
Michele Brambilla
del 03/03/2009

E' passata purtroppo inosservata la lettera che David Cameron, leader dei Conservatori inglesi, ha inviato via mail a tutti coloro che hanno espresso solidarietà a lui e a sua moglie Samantha dopo la morte del figlio Ivan, di sei anni. Ieri solo il Corriere della Sera l’ha riportata, a pagina 19. Peccato, perché quella lettera ha molte risposte da dare a quanti in queste settimane hanno avanzato dubbi sul valore della vita di persone gravemente handicappate, oppure in coma.

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Udine, il sovvertimento della realtà, il nichelismo in armi non risparmia le suore
Marina Corradi
del 03/03/2009

La Repubblica, intervista a Maria Marion, una delle infermiere accanto a Eluana negli ultimi giorni.
Il giornalista:
«Qualcuno pensa che lei abbia concorso a un’eutanasia ».
La Marion: « Un termine che rifiuto, anzi per me nei confronti di questa ragazza c’è stato un accanimento terapeutico ».

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Cosa c’è di diverso fra gli attacchi a B-XVI e quelli ai suoi predecessori
Maurizio Crippa
del 22/03/2009

Per l’Economist, quelle pronunciate da Benedetto XVI sull’aereo che lo portava in Africa a proposito dell’Aids sono parole "fuori dal mondo nella migliore delle ipotesi”. Per il New York Times, semplicemente, "the Pope is wrong". Mentre da tutti gli altri — governi, poteri forti, lobby dei diritti civili, dal Fmi in giù — sono piovute critiche tanto astiose e pesanti come raramente se ne erano ascoltate, rivolte al romano Pontefice.

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Per quel premio a Englaro lascio l’Unione cronisti
Salvatore Izzo
del 04/04/2009

Caro direttore, dopo più di vent’anni, (.. .) ho dato le dimissioni dall’Unione Nazionale dei Cronisti Italiani, alla quale avevo aderito su invito di colleghi di valore come Ciro Pellecchia e Romano Bartoloni, sentendomi onorato di condividere con loro la qualifica di cronista.

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Natale 2009
Ugo Sauro e Famiglia
del 25/12/2009

Cari Amici
poco più di 2000 anni fa, nel profondo inverno di una notte gelida e stellata, in una modesta stalla spersa nella campagna di Betlemme, nasceva un bambino, su cui si posarono subito gli sguardi adoranti di una giovane donna e di un semplice uomo e attorno alla cui culla, ricavata in una mangiatoia, volarono schiere di angeli, i quali cantavano inni melodiosi, esultanti di gioia.
Quel povero “esserino” era quanto di più fragile e indifeso fosse venuto alla luce in quella notte buia, ma si poneva sin dall’inizio come segno di contraddizione per tutti gli uomini di ogni tempo e di ogni nazione, fonte della scelta esistenziale fondamentale: o con Lui o contro di Lui.
I primi ad accorrere furono i pastori, informati dagli Angeli, poi i Re Magi, ma più tardi anche i soldati di Erode, che tentarono di cancellarne l’esistenza dalla storia.

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