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  Giovanni Paolo II - verso la Beatificazione


Giovanni Paolo II e i Sacerdoti

Carissimi sacerdoti!
Particolarmente gradito, nell'Anno dell'Eucaristia, mi torna l'annuale appuntamento spirituale in occasione del Giovedì Santo, il giorno dell'amore di Cristo spinto « fino all'estremo » (cfr Gv 13,1), il giorno dell'Eucaristia, il giorno del nostro sacerdozio.
Il mio pensiero viene a voi, sacerdoti, mentre trascorro un periodo di cura e di riabilitazione in ospedale, ammalato tra gli ammalati, unendo nell'Eucaristia la mia sofferenza a quella di Cristo. In questo spirito voglio riflettere con voi su qualche aspetto della nostra spiritualità sacerdotale.
Lo farò lasciandomi guidare dalle parole dell'istituzione eucaristica, quelle che ogni giorno pronunciamo in persona Christi, per rendere presente sui nostri altari il sacrificio compiuto una volta per tutte sul Calvario. Da queste parole emergono indicazioni luminose di spiritualità sacerdotale: se tutta la Chiesa vive dell'Eucaristia, l'esistenza sacerdotale deve avere a speciale titolo una « forma eucaristica ». Le parole dell'istituzione dell'Eucaristia devono perciò essere per noi non soltanto una formula consacratoria, ma una                       « formula di vita ».
Un'esistenza profondamente « grata »
« Tibi gratias agens benedixit... ». In ogni Santa Messa ricordiamo e riviviamo il primo sentimento espresso da Gesù nell'atto di spezzare il pane: quello del rendimento di grazie. La riconoscenza è l'atteggiamento che sta alla base del nome stesso di « Eucaristia ». Dentro quest'espressione di gratitudine confluisce tutta la spiritualità biblica della lode per i mirabilia Dei. Dio ci ama, ci precede con la sua Provvidenza, ci accompagna con continui interventi di salvezza.
Nell'Eucaristia Gesù ringrazia il Padre con noi e per noi. Come potrebbe questo rendimento di grazie di Gesù non plasmare la vita del sacerdote? Egli sa di dover coltivare un animo costantemente grato per i tanti doni ricevuti nel corso della sua esistenza: in particolare, per il dono della fede, della quale è diventato annunciatore, e per quello del sacerdozio, che lo consacra interamente al servizio del Regno di Dio. Abbiamo le nostre croci – e certo non siamo i soli ad averne! – ma i doni ricevuti sono così grandi che non possiamo non cantare dal profondo del cuore il nostro Magnificat.
Un'esistenza « donata » « Accipite et manducate... Accipite et bibite... ». L'auto-donazione di Cristo, che ha la sua scaturigine nella vita trinitaria del Dio-Amore, raggiunge la sua espressione più alta nel sacrificio della Croce, di cui l'Ultima Cena è l'anticipazione sacramentale. Non è possibile ripetere le parole della consacrazione senza sentirsi coinvolti in questo movimento spirituale. In certo senso, è anche di sé che il sacerdote deve imparare a dire, con verità e generosità:         « prendete e mangiate ». La sua vita, infatti, ha senso se egli sa farsi dono, mettendosi a disposizione della comunità e a servizio di chiunque sia nel bisogno.

 


Giovanni Paolo II
da lettera ai Sacerdoti 2005

Giovanni Paolo II e l'ecumenismo

Mie cari fratelli Sacerdoti

Restiamo fedeli alla « consegna » del Cenacolo, al grande dono del Giovedì santo. Celebriamo sempre con fervore la Santa Eucaristia. Sostiamo di frequente e prolungatamente in adorazione davanti a Cristo eucaristico. Mettiamoci in qualche modo « alla scuola » dell'Eucaristia.
Tanti sacerdoti nel corso dei secoli hanno trovato in essa il conforto promesso da Gesù la sera dell'Ultima Cena, il segreto per vincere la loro solitudine, il sostegno per sopportare le loro sofferenze, l'alimento per riprendere il cammino dopo ogni scoramento, l'energia interiore per confermare la propria scelta di fedeltà. La testimonianza che sapremo dare al popolo di Dio nella celebrazione eucaristica dipende molto da questo nostro rapporto personale con l'Eucaristia.

Riscopriamo il nostro sacerdozio alla luce dell'Eucaristia! Facciamo riscoprire questo tesoro alle nostre comunità nella celebrazione quotidiana della Santa Messa e, in particolare, in quella più solenne dell'assemblea domenicale. Cresca, grazie al vostro lavoro apostolico, l'amore a Cristo presente nell'Eucaristia.




da lettera ai Sacerdoti 2000

Giovanni Paolo II ed il Santo Rosario

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