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  Giovanni Paolo II - verso la Beatificazione


Giovanni Paolo II nei nostri ricordi

Anch'io ho un bel ricordo indimenticabile del Santo Padre Giovanni Paolo II . Ebbi l'occasione di stargli molto vicina durante la sua visita in Sardegna nel 1985. Allora ero scout e con il mio gruppo fummo chiamati a prestare servizio d'ordine per l'evento. Essendo ancora fresca la memoria dell'attentato del 1981 al Papa nella piazza San Pietro, le misure di sicurezza erano imponenti. Intorno al Papa potevano circolare solo le persone autorizzate dopo aver passato più di un controllo. Forse è stata la mia divisa scout, piena di distintivi su un camiciotto color kaki ad aver ispirato gli addetti alla sicurezza per affidare a me il delicato incarico di controllare i documenti dei sacerdoti che giungevano numerosi per la celebrazione della Santa Messa nel piazzale della basilica di Nostra Signora di Bonaria, per poi accompagnarli, dopo aver passato con loro i vari controlli, nello spazio riservato. Così, avevo il privilegio di stare molto vicina al Papa.
L'emozione che provai non la dimenticherò mai. La sera poi, per l'incontro dei giovani, il nostro gruppo venne posizionato lungo le transenne che delimitavano l'area di sicurezza. Mi fu assegnata ancora una postazione abbastanza vicina al Papa. Piovigginava ma non abbastanza da scoraggiare la affluenza di giovani e meno giovani che affollavano il Largo Carlo Felice, provenienti da tutta la Sardegna. Mi sentivo sotto lo sguardo del Santo Padre. Sentivo le sue parole che toccavano sempre più le corde del mio cuore e del cuore dei giovani e adulti presenti. Parlava della "famiglia sarda" : "come potrei tacere questo primario rapporto, che vi inserisce nella tipica dimensione della famiglia sarda? È un centro vitale di affetti, un nido geloso che al calore del sentimento unisce la probità, la laboriosità e la tenacia spinte non di raro fino al sacrificio e all'eroismo. Quante madri, quanti padri potrebbero parlare al mio posto! Custodite, cari giovani, questa antica e sacra eredità! Non la rinnegate mai! Abbiate il senso, anzi il culto e, direi, l'orgoglio di essere nati nelle vostre famiglie! E impegnatevi a maturare in voi stessi degli uomini e delle donne a cui un giorno i vostri figli possano a loro volta guardare con orgoglio." Pensavo di essere molto privilegiata a essere lì, anche se desideravo tantissimo di potergli baciare le mani. Sapevo bene che non mi sarei potuta avvicinare di più perché il cordone di sicurezza impediva a chiunque di andare oltre. Ma, con sorpresa di tutti, fu proprio lui, Giovanni Paolo II a rompere quella barriera e ad avvicinarsi alla folla che lo acclamava. Nessuno poté fermarlo. Tutti volevano toccare le sue mani e fu così che, sommersa dalla folla pressante, mi ritrovai a terra, sotto le transenne. Ero bagnata e dolorante, ma felice di essere stata lì, a "proteggere", in qualche modo, il mio amato Papa.
In ricordo di quella giornata memorabile il Santo Padre ci regalò una corona del Rosario e una bella foto che conservo ancora gelosamente e alla quale oggi ho la fortuna di aggiungere una sua preziosa reliquia: "un lembo del suo mantello".
Quando ti passa vicino un santo non puoi resistere al fascino di Dio. Grazie caro Santo Padre !


Maria Caterina Muggianu
Cagliari, 20 ottebbre 1985

Giovanni Paolo II nei nostri ricordi

Santa "Rita" da Viterbo

La più grande fortuna della mia vita è stata quella di aver passato una intera giornata con il Beato Giovanni Paolo II. Quando venne in visita a Viterbo io ero incaricato di tutta l'organizzazione, e stavo sempre a suo fianco. Lo accompagnai, dopo il pranzo, per i lunghi corridoi del seminario regionale e, fuori della ufficialità, mentre camminavamo strusciava i piedi dalla stanchezza. Parlammo del tempo meteorologico pessimo di quel giorno. Gli dissi che avevo due sorelle suore e tante altre cose. Alla fine del riposino pomeridiano gli portai il caffè in camera. Gli feci vedere, in video, la macchina di santa Rosa. Mi chiese spiegazioni e, ripetutamente mi invitò a pronunciare il nome di "Rosa". La sera davanti a 1000 giovani assistette al trasporto della macchina di Santa Rosa e quando parlò ai giovani si sbagliò e disse "Rita" anziché Rosa. Disse: "ho ripetuto tutto il giorno mentalmente Rosa e poi ho detto Rita" ( e fu un boato di applausi dai giovani). Ora dal cielo lui continua a parlare con me ed io con lui. Per questa grazia continuo a ripetere: "ti ringrazio o mio Signore".



Don Lucio Luzzi

Giovanni Paolo II nei nostri ricordi

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