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  Giovanni Paolo II - verso la Beatificazione


Giovanni Paolo II e la Pace

Cari fratelli e sorelle in Cristo, l'aspirazione alla pace che voi condividete con tutti gli uomini, corrisponde alla chiamata iniziale di Dio a formare un'unica famiglia di fratelli, creata a immagine dello stesso Padre. La Rivelazione insiste sulla nostra libertà e sulla nostra solidarietà. Le difficoltà che incontriamo nel cammino verso la pace, sono legate in parte alla nostra debolezza di creature, i cui passi sono necessariamente lenti e graduali; sono aggravate dai nostri egoismi, dai nostri peccati di ogni genere, dopo quel peccato di origine, che ha segnato una rottura con Dio, determinando una rottura anche tra i fratelli.
L'immagine della Torre di Babele descrive bene la situazione. Ma noi crediamo che Gesù Cristo, con il dono della sua vita sulla croce, è diventato la nostra Pace: egli ha abbattuto il muro di odio, che separava i fratelli nemici (cfr. Ef 2, 14). Risuscitato ed entrato nella gloria del Padre, egli ci associa misteriosamente alla sua Vita: riconciliandoci con Dio, egli ripara le ferite del peccato e della divisione e ci rende capaci di inscrivere nelle nostre società un abbozzo di quell'unità che ristabilisce in noi. I più fedeli discepoli di Cristo sono stati operatori di pace, fino a perdonare ai loro nemici, fino ad offrire talvolta la propria vita per essi.

Il loro esempio traccia la via per un'umanità nuova, che non si accontenta più di compromessi provvisori, ma realizza la più profonda fraternità. Noi sappiamo che il nostro cammino verso la pace sulla terra, senza perdere la sua consistenza naturale né le sue proprie difficoltà, è inglobato entro un altro cammino, quello della «salvezza», che trova compimento in una eterna pienezza di pace, in una comunione totale con Dio. E così il Regno di Dio, che è Regno di pace, con la sua propria sorgente, i suoi mezzi e il suo fine, permea già tutta l'attività terrena senza dissolversi in essa. Questa visione di fede ha una profonda incidenza sull'azione quotidiana dei cristiani.

Certamente, noi avanziamo lungo i sentieri della pace con le debolezze e tra gli incerti tentativi di tutti i nostri compagni di strada. Noi soffriamo con essi per le tragiche assenze di pace; ci sentiamo spinti a rimediarvi ancora più risolutamente, per l'onore di Dio e per l'onore dell'uomo; non pretendiamo di trovare nella lettura del Vangelo formule già pronte per realizzare - al giorno d'oggi - questo o quel progresso nella pace. Noi, però, troviamo quasi in ogni pagina del Vangelo e della storia della Chiesa, uno spirito, quello dell'amore fraterno, che educa potentemente alla pace. Noi troviamo nei doni dello Spirito Santo e nei Sacramenti, una forza, alimentata alla sorgente divina. Noi troviamo nel Cristo una speranza. Gli insuccessi non potranno rendere vana l'opera per la pace, anche se i risultati immediati si rivelano fragili, anche se siamo perseguitati a causa della nostra testimonianza in favore della pace. Il Cristo Salvatore unisce al suo destino tutti coloro che lavorano con amore per la pace.

La pace è opera nostra: essa esige, da parte nostra, un'azione coraggiosa e solidale. Ma la pace è insieme e prima di tutto un dono di Dio: essa esige la nostra preghiera. I cristiani devono essere in prima linea tra coloro che pregano ogni giorno per la pace, e devono anche educare a pregare per la pace. Essi ameranno pregare con Maria, Regina della Pace.

A tutti, cristiani, credenti e uomini di buona volontà, io dico: Non abbiate paura a puntare sulla pace, a educare alla pace!

 


Giovanni Paolo II
da Messaggio Giornata per la Pace 1979

Giovanni Paolo II e la Pace

Preghiera per pace

Dio dei nostri Padri,
grande e misericordioso
Signore della vita e della pace;
Padre di tutti.
Tu hai progetti di pace e non di afflizione,
condanni le guerre
e abbatti l´orgoglio dei violenti.
Tu hai inviato il tuo figlio Gesù
Ad annunziare la pace ai vicini e ai lontani,
a riunire gli uomini di ogni razza e di ogni stirpe
in una sola famiglia.
Ascolta il grido unanime dei tuoi figli,
supplica accorata di tutta l´umanità:
mai più la guerra, spirale di lutti e di violenza;
minaccia per le tue creature
in cielo, in terra e in mare.

In comunione con Maria, la Madre di Gesù
ancora ti supplichiamo::
parla ai cuori dei responsabili delle sorti dei popoli,
ferma la logica della ritorsione e della vendetta,
suggerisci con il tuo Spirito soluzioni nuove,
gesti generosi e onorevoli,
spazi di dialogo e di paziente attesa
più fecondi delle affrettate scadenze della guerra.
Concedi al nostro tempo giorni di pace.
Mai più la guerra!
Amen






Veglia Pasquale 1966

Giovanni Paolo II e la Pace

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