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  Giovanni Paolo II - verso la Beatificazione


Giovanni Paolo II Misitico

«Mentre pregava - spiega don Jarek Cielecki, sacerdote polacco nato nella parrocchia di Niegowic, dove Wojtyla fu viceparroco dopo l’ordinazione - i suoi occhi sembravano guardare qualcosa, non erano vagamente persi nel vuoto com’è il nostro sguardo mentre preghiamo. E poi mi hanno riferito che quando succedeva qualcosa, lui andava davanti all’altare o davanti al quadro dell’Assunta e parlava... Proprio come se stesse parlando con una persona presente che aveva di fronte».
Ma è dal cardinale Andrej Deskur, amico e compagno di seminario del Papa, che arrivano le conferme più importanti: «Lui viveva pregando. Quando stava nella cappella lo si sentiva parlare, come si parla con un’altra persona». Il porporato, immobilizzato dall’ottobre 1978 sulla sedia a rotelle in seguito a un ictus, ha rivelato a Socci che don Wojtyla con l’ordinazione sacerdotale, il 1° novembre 1946, ricevette la «preghiera infusa». Chi ha questo dono, lascia «che lo Spirito intervenendo ti guidi... Con apparizioni o con locuzioni interiori. Da questa intimità con Dio si dipana tutto». Mentre un altro prelato, in colloquio, ebbe a dire: «Sappiamo bene che la Madonna parla al Papa anche se lui non va a dirlo in giro... Lui obbedisce solo alla Madonna, fa solo quello che gli dice lei».
Un giorno - scrive Socci - il cardinale Deskur andò in Portogallo e visitò suor Lucia di Fatima. Alla fine del colloquio chiese se doveva portare un messaggio al Santo Padre da parte della Madonna. Suor Lucia rispose: «No, no, ci penserà la Madonna stessa...».
Il segretario di Giovanni Paolo II, Stanislaw Dziwisz, oggi cardinale, ha scritto che quando pregava il Papa «dava l’impressione che stesse parlando con l’Invisibile». Mentre Benedetto XVI, l’anno scorso, in occasione del terzo anniversario della morte di Wojtyla, nel corso dell’omelia disse che il predecessore «nutriva una fede straordinaria in Cristo risorto e con lui intratteneva una conversazione intima, singolare e ininterrotta. Tra le tante qualità umane e soprannaturali aveva infatti anche quella di un’eccezionale sensibilità spirituale e mistica».
«Parlava» con Gesù e la Madonna. Aveva intrattenuto un rapporto mistico con Padre Pio, dopo quell’unico incontro avvenuto a San Giovanni Rotondo nella Pasqua del 1948, che Wojtyla definirà «primo» e «più importante incontro», nonostante non si sia mai più recato dal frate stimmatizzato prima della sua morte avvenuta nel 1968: un particolare che secondo Socci lascia intravedere la possibilità di altri «incontri» tra i due, ma di tipo mistico[…].

Nell’agosto 1997, dopo essere stato intravisto da un collaboratore mentre pregava disteso a terra e circondato da una strana luce soprannaturale, gli disse: «Se sapessi quello che so io anche tu passeresti la notte a pregare con me»


Andrea Tornielli

Giovanni Paolo II e l'ecumenismo

Duc in altum

C'è una tentazione che da sempre insidia ogni cammino spirituale e la stessa azione pastorale: quella di pensare che i risultati dipendano dalla nostra capacità di fare e di programmare. Certo, Iddio ci chiede una reale collaborazione alla sua grazia, e dunque ci invita ad investire, nel nostro servizio alla causa del Regno, tutte le nostre risorse di intelligenza e di operatività. Ma guai a dimenticare che « senza Cristo non possiamo far nulla » (cfr Gv 15,5).
La preghiera ci fa vivere appunto in questa verità. Essa ci ricorda costantemente il primato di Cristo e, in rapporto a lui, il primato della vita interiore e della santità. Quando questo principio non è rispettato, c'è da meravigliarsi se i progetti pastorali vanno incontro al fallimento e lasciano nell'animo un avvilente senso di frustrazione? Facciamo allora l'esperienza dei discepoli nell'episodio evangelico della pesca miracolosa: « Abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla » (Lc 5,5).

È quello il momento della fede, della preghiera, del dialogo con Dio, per aprire il cuore all'onda della grazia e consentire alla parola di Cristo di passare attraverso di noi con tutta la sua potenza: Duc in altum!





da Novo millennio ineunte

Giovanni Paolo II ed il Santo Rosario

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Maria Caterina Muggianu di Maria Caterina Muggianu
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