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Qualsiasi cosa vi dica fatela


Qualsiasi cosa vi dica fatela

Adorazione eucaristica-mariana


Canto


Cel Nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo.
Ass Amen.


1 lett Dio è venuto davvero ad abitare con noi nell’Eucaristia. È divenuto carne, per poter diventare Pane. Si è consegnato nel “frutto della terra e nel lavoro delle nostre mani”; si mette lui stesso nelle nostre mani e nel nostro cuore. Dio non è il grande sconosciuto che possiamo solo intuire nell’oscurità. Egli è qui e noi sappiamo sempre dove possiamo trovarlo, dove Lui si fa trovare e ci aspetta. È questo il messaggio che deve arrivare anche oggi alla nostra anima: Dio è Vicino, Dio ci conosce, Dio ci aspetta in Gesù Cristo , nel Santissimo Sacramento. Non facciamolo aspettare invano! Non passiamo accanto a quanto di più importante e di più grande è offerto alla nostra vita, senza neppure accorgercene, a causa della nostra distrazione e della nostra indolenza. Prendiamoci tempo, anche durante la settimana, per entrare nelle nostre Chiese, quando vi passiamo vicino per sostare un attimo davanti al Signore. Durante il giorno esse non dovrebbero essere delle case morte, che restano lì vuote e apparentemente prive di senso. Sempre proviene da loro l’invito di Gesù Cristo. Sempre vive in esse questa Santa vicinanza, sempre esse ci chiamano e ci invitano. (Benedetto XVI, Il Dio vicino)

Adoriamo Gesù Eucaristia con il cuore di Maria

Canto di esposizione del Santissimo Sacramento

Guida Gesù Eucaristia mostrami il tuo volto
(l’assemblea ripete ogni invocazione)
Guida Gesù Eucaristia rivelami il tuo cuore
Guida Gesù Eucaristia svelami il Padre
Guida Gesù Eucaristia donami lo Spirito. G. Giaquinta

Silenzio di adorazione

2 lett Inginocchiamoci davanti al Signore, adoriamolo. Non risparmiamo il nostro tempo per andare ad incontrarlo nell’adorazione. Guardiamolo e lasciamoci guardare da Lui. Se il Signore si dà a noi, accoglierlo non può che significare inginocchiarsi davanti a lui e glorificarlo. E anche oggi non è affatto contro la dignità, la libertà e la grandezza dell’uomo inginocchiarsi per adorarlo. Colui che noi adoriamo non è una potenza lontana, si è Egli stesso chinato davanti a noi, per lavare i nostri piedi. Ed è questo a rendere libera e lieta la nostra adorazione, a riempirla di speranza, poiché noi ci inchiniamo davanti a colui che si è Egli stesso inchinato, poiché ci inchiniamo nell’amore, che non rende schiavi ma che trasforma. Ecco perché vogliamo pregare il Signore che ci conceda una tale conoscenza e una tale gioia e che essa possa irradiarsi al di là di questo giorno, sulla nostra terra e nella nostra quotidianità. Benedetto XVI, Il Dio vicino

Cel Preghiamo. O Maria, Madre della Chiesa e Donna dell’Eucaristia, insegnaci a gustare il Mistero che abbiamo nelle nostre mani affinché troviamo in Lui la gioia e l’annunciamo al mondo intero. Per Cristo nostro Signore.

Silenzio di adorazione

3 lett Resta con noi, Signore
Come i due discepoli del Vangelo, imploriamo, Signore Gesù: rimani con noi! Tu, divino Viandante, esperto delle nostre strade e conoscitore del nostro cuore, non lasciarci prigionieri delle ombre della sera. Sostienici nella stanchezza, perdona i nostri peccati, orienta i nostri passi sulla via del bene. Benedici i bambini, i giovani, gli anziani, le famiglie, in particolare i malati. Benedici i sacerdoti e le persone consacrate. Benedici tutta l’umanità. Nell’Eucaristia ti sei fatto «farmaco d’immortalità»: dacci il gusto di una vita piena, che ci faccia camminare su questa terra come pellegrini fiduciosi e gioiosi, guardando sempre al traguardo della vita che non ha fine. Rimani con noi, Signore! Amen.
Giovanni Paolo II

4 lett Nostro Signore è là, nascosto, in attesa che andiamo a trovarlo e gli rivolgiamo le nostre domande. È là nel sacramento del suo amore che sospira ed intercede continuamente presso il Padre per i peccatori. È là per consolarci; per questo dobbiamo andare a trovarlo spesso. Quanto gli è gradito anche solo un quarto d’ora rubato alle nostre occupazioni, alle sciocchezze di ogni giorno, per andare a fargli visita, a rivolgergli una preghiera, a consolarlo di tutte le ingiurie che riceve! Quando vede le anime pure avvicinarglisi con fervore, egli sorride loro… E che immensa felicità proviamo in presenza di Dio, quando siamo soli ai suoi piedi, davanti al santo tabernacolo! Figli miei, quando vi  svegliate di notte, trasportatevi subito in spirito davanti al tabernacolo e dite a Nostro Signore: «Mio Dio, eccomi! Vengo ad adorarti, lodarti, benedirti, ringraziarti, amarti, tenerti compagnia con gli angeli!».
Curato d’Ars

Diciamo con Maria il nostro Fiat

1 lett dal Vangelo di Luca (1, 26-38)

2 lett In certo senso, Maria ha esercitato la sua fede eucaristica prima ancora che l’Eucaristia fosse istituita, per il fatto stesso di aver offerto il suo grembo verginale per l’incarnazione del Verbo di Dio. L’Eucaristia, mentre rinvia alla passione e alla risurrezione, si pone al tempo stesso in continuità con l’Incarnazione. Maria concepì nell’Annunciazione il Figlio divino nella verità anche fisica del corpo e del sangue, anticipando in sé ciò che in qualche misura si realizza sacramentalmente in ogni credente che riceve, nel segno del
pane e del vino, il corpo e il sangue del Signore. C’è pertanto un’analogia profonda tra il fiat pronunciato da Maria alle parole dell’Angelo, e l’amen che ogni fedele pronuncia quando riceve il corpo del Signore.
Ecclesia de Eucharistia, 55

3 lett Immaginate cosa dovrà essere stata la vita interiore di Maria in questo intimo contatto, colloquio con il suo Figlio! Chi potrà, non dico descrivere, ma solo immaginare in qualche modo questo colloquio misterioso della Madre di Dio, l’Immacolata, con il Verbo incarnato! Come la Madonna avrà ripetuto in se stessa tutti i sentimenti di suo Figlio, come suo Figlio avrà formato l’anima della madre secondo i suoi sentimenti, come l’anima di Maria sarà diventata il modello più perfetto dell’anima di Gesù, come Gesù abbia riversato in Maria la pienezza dei suoi doni, dello Spirito Santo e come abbia comunicato a Maria il suo colloquio con Dio!
G. Giaquinta

Silenzio di accoglienza
Guida Maria, Tabernacolo dell’Altissimo, tu hai portato nel tuo grembo immacolato il Figlio di Dio. Egli viveva in te, viveva di te, respirava perché tu respiravi, il suo cuore batteva perché il tuo batteva! Raccontaci di Lui, Madre, insegnaci a portarlo dentro di noi, insegnaci la custodia, insegnaci il dialogo profondo con Colui che chiede il sì della vita, Colui che è la vita.

Silenzio di adorazione

Guida Rispondiamo ad ogni invocazione:
Vivi in noi come in Maria
O Gesù, vieni ad abitare il nostro cuore.
O Gesù, impossessati della nostra esistenza.
O Gesù, santifica le nostre membra.
O Gesù, forma i nostri sentimenti.
O Gesù, illumina i nostri pensieri.
O Gesù, ispira la nostra lode.
O Gesù, fortifica il nostro Amen.
O Gesù, entra nella nostra povertà.
O Gesù, aumenta il nostro amore.

Silenzio di adorazione
4 lett
Ti amo, mio Dio,
e il mio desiderio è di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita.
Ti amo, o Dio infinitamente amabile, e preferisco morire amandoti, piuttosto che vivere un solo istante senza amarti.
Ti amo, Signore,
e l’unica grazia che ti chiedo è di amarti eternamente.
Ti amo, mio Dio, e desidero il Cielo,
soltanto per avere la felicità di amarti perfettamente.
Mio Dio, se la mia lingua non può dire ad ogni istante:
ti amo, voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro.
Ti amo, mio divino Salvatore, perché sei stato crocifisso per me,
e mi tieni quaggiù crocifisso con te.
Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti
e sapendo che ti amo.
Curato d’Ars

Canto

Maria è il primo tabernacolo

1 lett dal Vangelo di Luca (1, 39-45)

2 lett «Beata colei che ha creduto» (Lc 1, 45): Maria ha anticipato, nel mistero dell’Incarnazione, anche la fede eucaristica della Chiesa. Quando, nella Visitazione, porta in grembo il Verbo fatto carne, ella si fa, in qualche modo, «tabernacolo» – il primo « tabernacolo » della storia – dove il Figlio di Dio, ancora invisibile agli occhi degli uomini, si concede all’adorazione di Elisabetta, quasi « irradiando » la sua luce attraverso gli occhi e la voce di Maria. E lo sguardo rapito di Maria nel contemplare il volto di Cristo appena nato e nello stringerlo tra le sue braccia, non è forse l’inarrivabile modello di amore a cui deve ispirarsi ogni nostra Comunione eucaristica?
Ecclesia de Eucharistia, 55

A Maria affidiamo le famiglie

1 lett dal Vangelo di Giovanni (Gv 2, 1-11)

2 lett Con la premura materna testimoniata alle nozze di Cana, Maria sembra dirci: « Non abbiate tentennamenti, fidatevi della parola di mio Figlio. Egli, che fu capace di cambiare l’acqua in vino, è ugualmente capace di fare del pane e del vino il suo corpo e il suo sangue, consegnando in questo mistero ai credenti la memoria viva della sua Pasqua, per farsi in tal modo “pane di vita” ».
Ecclesia de Eucharistia, 54

Guida Preghiamo a cori alterni con le parole del salmo 118 (145-152.165-175)
T’invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; custodirò i tuoi precetti.
Io ti chiamo, salvami, e seguirò i tuoi insegnamenti.
Precedo l’aurora e grido aiuto, spero sulla tua parola.
I miei occhi prevengono le veglie per meditare sulle tue promesse.
Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia;
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.
A tradimento mi assediano i miei persecutori,
sono lontani dalla tua legge.
Ma tu, Signore, sei vicino, tutti i tuoi precetti sono veri.
Da tempo conosco le tue testimonianze che hai stabilite
per sempre.
Grande pace per chi ama la tua legge, nel suo cammino
non trova inciampo.
Aspetto da te la salvezza, Signore, e obbedisco ai tuoi comandi.
Io custodisco i tuoi insegnamenti e li amo sopra ogni cosa.
Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti:
davanti a te sono tutte le mie vie.
Giunga il mio grido fino a te, Signore, fammi comprendere
secondo la tua parola.
Venga al tuo volto la mia supplica, salvami secondo la tua
promessa.
Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, poiché mi insegni
i tuoi voleri.
La mia lingua canti le tue parole,
perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.
Mi venga in aiuto la tua mano, poiché ho scelto i tuoi precetti.
Desidero la tua salvezza, Signore, e la tua legge è tutta la mia gioia.
Possa io vivere e darti lode, mi aiutino i tuoi giudizi.

Silenzio di intercessione e canto
Guida Ti ringraziamo, o Signore, perché ci chiami a questo momento di meditazione: fa’ che non lo sprechiamo, ma affrontiamo ogni minuto che ci è dato per vivere alla Tua presenza e della Tua presenza.
Tu sei in mezzo a noi, Signore, Tu sei qui per aiutarci, per
sostenerci, per confortarci. Ti lodiamo, Ti benediciamo e Ti glorifichiamo per la tua gloria immensa.
C. Maria Martini

Con Maria in ogni ora della nostra vita

1 lett dal Vangelo di Giovanni (19, 26-27)

2 lett Maria fece sua, con tutta la vita accanto a Cristo, e non soltanto sul Calvario, la dimensione sacrificale dell’Eucaristia. Quando portò il bimbo Gesù al tempio di Gerusalemme « per offrirlo al Signore » (Lc 2, 22), si sentì annunciare dal vecchio Simeone che quel Bambino sarebbe stato « segno di contraddizione » e che una « spada » avrebbe trapassato anche l’anima di lei (cf Lc 2,34-35). Era preannunciato così il dramma del Figlio crocifisso e in qualche modo veniva prefigurato lo « stabat Mater » della Vergine ai piedi della Croce. Preparandosi giorno per giorno al Calvario, Maria vive una sorta di « Eucaristia anticipata », si direbbe una « comunione spirituale » di desiderio e di offerta, che avrà il suo compimento nell’unione col Figlio nella passione, e si esprimerà poi, nel periodo post-pasquale, nella sua partecipazione alla Celebrazione eucaristica, presieduta dagli Apostoli, quale « memoriale » della passione.
Ecclesia de Eucharistia, 56

Guida Offriamo a Maria una decina del Rosario


Maria madre della Chiesa

1 lett dagli Atti degli Apostoli (1, 12-14. 2, 42-47)

2 lett Ella era presente tra gli Apostoli, « concordi nella preghiera » (At 1,14), nella prima comunità radunata dopo l’Ascensione in attesa della Pentecoste. Questa sua presenza non poté certo mancare nelle Celebrazioni eucaristiche tra i fedeli della prima generazione cristiana, assidui « nella frazione del pane » (At 2,42).
Ecclesia de Eucharistia, 53
Come immaginare i sentimenti di Maria, nell’ascoltare dalla bocca di Pietro, Giovanni, Giacomo e degli altri Apostoli le parole dell’Ultima Cena: « Questo è il mio corpo che è dato per voi » (Lc22,19)? Quel corpo dato in sacrificio e ripresentato nei segni sacramentali era lo stesso corpo concepito nel suo grembo! Ricevere l’Eucaristia doveva significare per Maria quasi un riaccogliere in grembo quel cuore che aveva battuto all’unisono col suo e un rivivere ciò che aveva sperimentato in prima persona sotto la Croce.
Ecclesia de Eucharistia, 56

3 lett «Fate questo in memoria di me» (Lc 22, 19). Nel « memoriale » del Calvario è presente tutto ciò che Cristo ha compiuto nella sua passione e nella sua morte. Pertanto non manca ciò che Cristo ha compiuto anche verso la Madre a nostro favore. A lei infatti consegna il discepolo prediletto e, in lui, consegna ciascuno di noi: «Ecco tuo figlio!». Ugualmente dice anche a ciascuno di noi: «Ecco tua madre!» (cf Gv 19, 26-27). Vivere nell’Eucaristia il memoriale della morte di Cristo implica anche ricevere continuamente questo dono. Significa prendere con noi – sull’esempio di Giovanni – colei che ogni volta ci viene donata come Madre. Significa assumere al tempo stesso l’impegno di conformarci a Cristo, mettendoci alla scuola della Madre e lasciandoci accompagnare da lei.
Ecclesia de Eucharistia, 57

A Maria Madre della Chiesa

Assemblea E Tu, o Vergine Santa, fa’ di noi altrettanti coraggiosi testimoni di Cristo. Vogliamo che la nostra carità sia autentica, così da ricondurre alla fede gli increduli, conquistare i dubbiosi, raggiungere tutti. Concedi, o Maria, alla comunità civile di progredire nella solidarietà, di operare con vivo senso della giustizia, di crescere sempre nella fraternità. Aiuta tutti noi ad elevare gli orizzonti della speranza fino alle realtà eterne del Cielo. Vergine Santissima, noi ci affidiamo a Te e Ti invochiamo, perché ottenga alla Chiesa di testimoniare in ogni sua scelta il Vangelo, per far risplendere davanti al mondo il volto del tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo.
Giovanni Paolo II

Canteremo in eterno il Magnificat

1 lett dal Vangelo di Luca (1, 46-55)

2 lett L’Eucaristia, infatti, come il cantico di Maria, è innanzitutto lode e rendimento di grazie. Quando Maria esclama « L’anima mia magnifica il Signore e il mio Spirito esulta in Dio mio salvatore », ella porta in grembo Gesù. Loda il Padre «per» Gesù, ma lo loda anche «in» Gesù e «con» Gesù. È precisamente questo il vero «atteggiamento eucaristico».
Al tempo stesso Maria fa memoria delle meraviglie operate da Dio nella storia della salvezza, secondo la promessa fatta ai padri (cf Lc 1, 55), annunciando la meraviglia che tutte le supera, l’Incarnazione redentrice. Nel Magnificat è infine presente la tensione escatologica dell’Eucaristia. Ogni volta che il Figlio di Dio si ripresenta a noi nella «povertà» dei segni sacramentali, pane e vino, è posto nel mondo il germe di quella storia nuova in cui i potenti sono « rovesciati dai troni», e sono «innalzati gli umili» (cf Lc 1, 52). Maria canta quei «cieli nuovi» e quella «terra nuova» che nell’Eucaristia trovano la loro anticipazione e in certo senso il loro «disegno» programmatico. Se il Magnificat esprime la spiritualità di Maria, nulla più di questa spiritualità ci aiuta a vivere il Mistero eucaristico. L’Eucaristia ci è data perché la nostra vita, come quella di Maria, sia tutta un magnificat!
Ecclesia de Eucharistia, 58

Canto e Benedizione eucaristica
O Cuore Immacolato di Maria, vivo modello di ogni santità, dona Tu la fiducia di diventare santi.



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