Suor Faustina Kowalska: dalla Nascita al Convento
 

Suor Faustina Kowalska: dalla Nascita al Convento

Suor Faustina Kowalska

Breve biografia di Suor Faustina Kowalska - I Parte

Nell’unica foto di cui oggi si dispone,  Suor Faustina Kowalska, apostola della Divina Misericordia appare seria, ma tutti i testimoni che la conobbero, sono unanimi nel ricordare la dolcezza del suo sorriso e il suo fascino particolare.

La frazione in cui abitava la sua famiglia si chiama GLOGOW, da “glog– rosa di macchia” , a mezza strada tra LODZ e WLOCLAWEK, nel distretto di SWINICA.

La casa di pietra argillosa e di mattoni, che ancora si può visitare,  ha il tetto di assi di legno. All’interno due sole camere separate da un corridoio. La stalla e il fienile fa quadrato con la casa, formando un cortile dove scorrazzano polli e oche.

Il Padre Stanislas e la mamma Maria Anna  sono una famiglia molto religiosa e austera. Predicano più con la vita che con le parole.

I primi due figli a Maria Anna le sono quasi costati la vita. E’ quindi con timore che aspetta il terzo figlio. Ma contro le previsioni di tutti, il 25 agosto 1905, festa di san Luigi re, nasce felicemente una bambina. Secondo l’uso, già l’indomani viene battezzata nella parrocchia di Swinica con il nome di Elena.

“Questa figlia benedetta ha santificato il mio seno” dirà piangendo la mamma, dopo la morte di suor Faustina. Infatti, dopo la sua nascita, vennero al mondo altri sette figli, senza alcun problema.

Suor Faustina Kowalska e la sua famiglia

La piccola Elena è una bambina vivace e gioiosa, il suo cuore è buono e aperto alla carità verso i bambini più poveri.

A cinque anni, con grande ingenuità, racconta di aver fatto, in sogno, il giro del paradiso, tenuta per mano dalla Madonna.

I genitori, gente di fede, rispondono: I sogni sono bugie, a Dio la fede! Ma lo ricorderanno molti anni dopo.

A scuola è molto intelligente e sveglia e apprende con facilità, ma  purtroppo a casa c’è bisogno del suo aiuto e a nove anni deve già portare le bestie al pascolo.

Affascinata dalle letture che il  papà Stanislas , nelle lunghe sere d’inverno fa dei Padri del Deserto,  esprime il desiderio di vivere una vita dedicata a Dio.

A nove anni fa la prima comunione. La preghiera diventa più assidua e fervente e spesso la mamma la sorprende nella notte, inginocchiata per terra a pregare.

La famiglia di Suor Faustina Kowaska era molto povera, al punto che lei non sapeva cosa mettersi per andare in chiesa. Dato che non poteva presentarsi con i poveri abiti di tutti i giorni, nascosta in un angolino, seguiva la messa a distanza.

A quattordici anni andò al servizio per potersi comprare un vestito per la domenica, come era di buon uso allora in Polonia, per festeggiare con decoro il giorno del Signore.

Dopo appena un anno tornò a casa e disse ai suoi genitori: “Devo entrare in convento”. La chiamata si faceva sempre più imperiosa ma i genitori risposero con un categorico”no”.

In quel tempo, per entrare in religione, ci voleva assolutamente una dote, o almeno un corredo conveniente, e il povero Stanislas Kowalski  aveva solo debiti e bocche da sfamare.

A diciotto anni richiese ancora il permesso ai genitori ma questa volta dovette sottomettersi a un rifiuto definitivo del padre.

Ma le vie del Signore sono infinite.

Era il  primo agosto 1923. Elena lavorava come domestica a Lodz. La domenica, suo giorno di libertà, andava a trovare lo zio Michele Rapacki che, d’accordo con i genitori nel distogliere la povera Elena dal desiderio di entrare in convento, la incoraggiava a distrarsi e ad andare a ballare in compagnia della sorella.

Nonostante avesse accettato di seguire la sorella, la chiamata del Signore continuava a farsi sentire con insistenza.

Suor Faustina Kowalska racconta:

“ Una volta mi recai a un ballo con mia sorella. Mentre la festa era al colmo, la mia anima provava un grande tormento interiore. Quando incominciai a ballare vidi improvvisamente vicino a me Gesù martoriato, spogliato delle vesti, tutto coperto di ferite. Egli mi disse queste parole: “ Fino a quando ti dovrò sopportare e fino a quando mi ingannerai?”

Elena rimase molto turbata e si recò al più presto nella cattedrale di San Stanislao Kostka  dove cadde a terra stesa in croce davanti al Santissimo Sacramento.

Ben presto il Signore si fa sentire con determinazione: “Parti immediatamente per Varsavia”

Il Signore era con Suor Faustina Kowalska e a Varsavia trovò un bravo sacerdote che la aiutò  a sistemarsi in una buona famiglia, in attesa di entrare in convento.

Elena cominciò a bussare alle porte di diversi conventi, ma senza successo.

Ma  nella congregazione  delle  “maddalene” viene accolta da Gesù stesso, come lei scrive:

”Venni respinta dappertutto; il dolore mi strinse il cuore e dissi a Gesù: - aiutami, non mi lasciare sola- .

Finalmente bussai alla porta del nostro convento. Quando la madre superiora, l’attuale madre generale Michaela, mi ordinò, dopo un breve colloquio, di andare dal Padrone di casa e domandargli se mi avrebbe ricevuta, compresi subito che era a Gesù  che dovevo domandarlo.

Andai con grande gioia nella cappella e chiesi a Gesù: Signore di questa casa,mi accogli tu? Subito udii una voce dirmi:  Ti ricevo, sei nel mio cuore.

Ancora c’era da attendere e lottare ma, finalmente, la vigilia della Madonna degli Angeli, si aprì per lei la porta del convento.


Suor Faustina Kowalska




  
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