Santa Faustina: dal Convento al Cielo
 

Santa Faustina: dal Convento al Cielo

Santa Faustina Kowalska

Breve biografia di Santa Faustina Kowalska - II Parte

Ecco come la superiora generale madre Michaela Moraczewska racconta l’arrivo di Santa Faustina in convento:

“ Una mattina della primavera 1924, quando ero superiora in via  Zytnia, mi chiamarono in portineria  per vedere una giovane candidata. Scesi nel parlatorio e socchiusi la porta.
La giovane era seduta in modo tale che non poteva vedermi.
Non mi fece buona impressione per il suo aspetto molto trasandato. Richiusi allora la porta dicendomi: “non è per noi”
Tuttavia la Madre superiora volle approfondire la conoscenza e decise di darle una possibilità, purchè provvedesse almeno a un modesto corredo sufficiente per una suora conversa.
Elena, centesimo per centesimo, mette da parte il denaro per il suo corredo e finalmente può entrare in convento.
La congregazione di Nostra Signora della Misericordia è di origine francese.
La sua fondatrice, madre Teresa Rondeau (1793-1866), la istituì per aiutare donne e ragazze che “hanno bisogno di particolare protezione per evitare i pericoli di questo mondo” (art 2 delle costituzioni). In Polonia il nome dell’istituto è Magdalenki.
Suor Faustina , come suora coadiutrice, è destinata ai lavori pesanti della casa che lasciano poco tempo agli esercizi di pietà.
La sua delusione per non potersi dedicare a una vita più contemplativa la porta a pensare di lasciare la congregazione per una regola di osservanza più stretta.
Ma nel momento stesso di andare a comunicarlo alla madre superiora, ancora una volta il Signore interviene per indicarle la strada che per lei è quella della congregazione dove si trova.
Addetta alla cucina sin dall’inizio del suo postulandato, adempie perfettamente alla sua mansione.

Santa Faustina con i Genitori in una foto del 1935
Santa Faustina con i Genitori in una foto del 1935


Nella sua umile condizione di suora coadiutrice si adatta a vivere il suo alto ideale di vocazione contemplativa tra padelle e casseruole, zappando la terra e vendendo pane, ovunque si trovi e qualsiasi cosa faccia. La sua dedizione e l’obbedienza non passano inosservate, ne alle consorelle e tantomeno al Signore che la inonda di gioia e di pace.
Tutto le sembra leggero, nessuna pena le costa e le sembra di volare sul cammino della perfezione.
 La madre Michaela Moraczewska, diffidente per natura al riguardo delle vie mistiche e obbligata, per il suo ruolo, a una estrema prudenza, non le crede facilmente. Ma questi ostacoli sono per Suor Faustina, garanzia che da autenticità alle grazie straordinarie da lei ricevute.
Tutto rientra in un piano provvidenziale  che, per il momento, nascosto, si rivelerà prova di grande fede.
Elena Kowalska riceve l’abito religioso il 30 aprile 1926 con il nome di suor Faustina. Svenne per l’emozione. Più tardi suor Faustina confesserà che in un baleno Dio le aveva fatto capire quanto avrebbe dovuto soffrire.
Difatti, sin dal principio del noviziato deve sperimentare la “notte della fede”.
Incapace di meditare e di pregare, cade in preda a orribili tentazioni di disperazione. Ma lei resiste  e mantiene l’impegno di non rifiutare nulla a Dio.
Viene spogliata di tutto ciò che non è Dio per potersi aprire agli abissi della misericordia.
La sofferenza di suor Faustina è fortissima. Alcune compagne di noviziato testimoniano che nei giorni di quella dura prova ella aveva un colorito giallo e gli occhi iniettati di sangue, come se uscisse da una grave malattia, e faceva pena a vedersi. Anche la madre superiora si commosse.
“ Ella mi chiamò uscendo dalla cappella, scrive suor Faustina nel Diario, e mi disse:  Sorella, chieda a Dio di concederle la grazia della consolazione”
Il confessore della comunità, con grande stupore di suor Faustina, la invitò a ringraziare il Signore  e le dava, come penitenza, di recitare il Te Deum e il Magnificat e lei, pur con l’animo martoriato, obbediva.
Una notte la Madonna le appare con il Bambino e le disse: “ So quanto soffri, ma non temere, io ho e avrò sempre compassione di te.”
Nonostante i brevi intervalli che le permettono di riprendere fiato, la dura prova prosegue durante tutto il suo noviziato.
Immersa nella notte dell’anima pronuncia i suoi primi voti  il 30 aprile 1928.
La prova dura ancora per altri sei mesi ma ecco la fine del nero tunnel.
“ Mentre pregavo, scrive, Gesù penetrò tutta la mia anima. Le tenebre scomparvero e udii nell’anima le seguenti parole: “ Tu sei la mia gioia, tu sei la delizia del mio cuore”
Dal quel momento suor Faustina, purificata dalla luce di Dio,  iniziò a percepire nel suo cuore la presenza della SS Trinità in modo percettibile.
L’estrema crudezza della prova fu in misura della sua missione: Colei che deve ricordare a un mondo attanagliato dall’angoscia, il dovere di confidare sempre nell’Infinita Misericordia.
Suor Faustina Kowalska, con cognizione di causa, si immolerà per i più grandi peccatori. Patrona dei disperati, non cessa di ricercarli con il suo soccorso pagato a caro prezzo.
I diritti sulle anime si acquistano a prezzo di sangue.
Presa dal mattino alla sera dalle umili faccende  ha poco tempo per leggere e farsi una cultura. Nonostante questo, costretta dall’obbedienza, quando viene interpellata sulle questioni spirituali, anche le più profonde e delicate, risponde con grande sapienza. Lo Spirito Santo non bada all’ortografia o alla scarsa cultura e le ispira parole indimenticabili che scriverà nel suo Diario .
Suor Faustina scrive  rapidamente, in nome della santa obbedienza, nei suoi rari momenti liberi strappati a un lavoro estenuante. Scrive ciò che trabocca dal cuore.
Ci voleva una fanciulla per ricordare a un secolo vecchio e nevrotico l’instancabile, l’incomprensibile e infinita Misericordia.
Per tredici anni, cioè fino al 1938, anno della sua morte, Suor Faustina lavorò duramente e senza riposo, come cuoca, giardiniera, venditrice di pane e infine, quando le forze cominciarono a declinare, come suora portinaia del convento di Cracovia.
Semplicissima, umilissima e molto servizievole passava facilmente inosservata.
Dal suo viso traspariva la pace e la felicità. Quando pregava davanti al Santissimo Sacramento, testimoniano le sue consorelle,  era sempre inginocchiata per terra, immobile, senza appoggiarsi, tutta immersa in Dio.
La prima domenica di Quaresima del 1931 cominciò per suor Faustina una lunga serie di prove, così pesanti e crudeli che, senza una grazia di stato speciale  non avrebbe potuto mai affrontarle.
Riceve da Gesù  l’incarico di dipingere la Sua Immagine:
“Dipingi questa immagine”  Ordine apparentemente assurdo perché Suor Faustina non aveva mai tenuto in mano matite e pennelli.
Il suo confessore le dice che si tratta di una immagine spirituale che deve dipingere nel suo cuore.
Ma i richiami di Gesù non le danno tregua.
Gli ordini del Signore diventano sempre più insistenti e precisi.
“ Desidero che i sacerdoti annuncino questa mia grande misericordia…”
“ Dì alle anime, figlia mia, che do loro come scudo, la mia infinita misericordia”
“ La festa della misericordia è nata nel mio cuore per la consolazione del mondo intero”
“Figlia mia, non desistere dall’annunciare la mia misericordia…”
“ Figlia mia, se trascuri di dipingere questa icona e di proclamare la mia misericordia, nel giorno del giudizio dovrai rispondere di molte anime”
Non è facile per la sua madre superiora assumersi queste responsabilità. Questa storia così assurda dell’icona che deve dipingere…. Sembra che  le sue superiore non avessero preso sul serio le sue confidenze. I confessori, dal loro canto, invitavano alla prudenza e al silenzio.
Tutto ciò è deprimente!  Presa per pazza dalle sue superiore, allontanata dai confessori, spaventati del suo casi, Suor Faustina  si lascia temprare e formare dal Signore.
Non viene creuta neppure quando si ammala di tubercolosi che la porterà alla morte, ma suor Faustina accetta con generosità tutte le prove. Da mesi il suo povero intestino roso dalla tubercolosi
Le provoca dolori intollerabili. Eppure nessuno sembra accorgersene..
Lei continua a dialogare con Dio, a offrire le sue sofferenze per portare le anime alla Divina Misericordia.
Il suo Diario è testimonianza di questi dialoghi tra lei e l’Amore Misericordioso
Le ultime pagine del suo diario non hanno data. Da luglio  la sua debole mano non può più sollevare
La penna.
Il 5 ottobre si confessò per l’ultima volta. Le sue sofferenze erano al culmine.  Alle 22.45, del 5 ottobre 1938, con gli occhi fissi su una immagine di Gesù e dell’Immacolata, spirò, senza subire le angosce dell’agonia.
Tra il 1965 e il 1967 si svolse a Cracovia il processo informativo relativo alla sua vita e alle sue virtù, la causa fu promossa dall’allora vescovo ausiliare di Cracovia, Karol Wojtyła. Nel 1968 iniziò a Roma il processo di beatificazione che si concluse nel dicembre del 1992. Fu beatificata da Giovanni Paolo II in piazza San Pietro a Roma il 18 aprile 1993 e proclamata santa il 30 aprile 2000. Le sue reliquie si trovano nel "Santuario della Divina Misericordia" a Cracovia.

Documento di Identità di Santa Faustia Kowalska
Documento di identità rilasciato a Santa Faustina nel 1931





  
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