I Cristeros e la Cristiada la grande battaglia per Cristo e la Fede
 

I Cristeros: Parte III

Esercito Liberatore

La rivolta


Di fronte alle continue vessazioni del governo, arresti, confische, campi di concentramento, stupri ed eccidi di massa consumati nell'indifferenza internazionale (ci si ricordi dell'Albania dei nostri giorni o degli eccidi in Africa, delle vessazioni sui Copti...) i cattolici, dopo aver protestato in tutti i modi pacificamente possibili non ebbero altra alternativa che imbracciare le armi, diventando soldati di Cristo, o come venivano spietatamente definiti dei nemici, Cristeros.
 
Nella capitale dello Stato convennero immense folle di pellegrini e sulla cima del Cubilete, centro geografico della nazione, per la prima volta venne lanciato il segnale di riscossa e di insorgenza, che divenne il grido dei martiri davanti al plotone di esecuzione: Viva Cristo Re!

La bandiera della Rivolta
La bandiera della Rivolta
L'11 Gennaio del 1927 i combattenti proclamarono il "manifesto della nazione" detto "de los Altos". Nacque così l'Esercito Nazionale dei Liberatori.

All'ombra del vessillo dell'amata Vergine di Guadalupe, nel gennaio del 1927, l'esercito Cattolico messicano contava già 20.000 combattenti, che divennero 30.000 entro la fine dell'anno, per arrivare a 50.000 nel 1920. La rivoluzione venne battezzata Cristiada. Si trattava di un esercito molto male armato: alcuni fucili, carabine, ma soprattutto machete, e qualche volta anche soltanto dei bastoni, pochi cavalli ma con il grande supporto del popolo messicano che non mancava di offrire quel poco che possedeva per sostenere la necessaria rivolta. "Prima eravamo 1000, poi 5000, poi sempre di più! Tutti insieme come per andare a un raccolto... Eravamo fermamente decisi a morire, arrabbiati alcuni, ma morire per Cristo." Così un contadino Cristero dell'epoca racconta lo stato d'animo del popolo.


Gli uomini vecchi, le donne ed i bambini, disarmati, seguivano le truppe nella speranza del martirio. "I genitori di Nemesio e di Isidoro Lopez non volevano vedere i propri figli partire per la guerra, per la paura che la loro carne sarebbe andata ad alimentare coyote ed aquile; ma i giovani combattenti risposero "I coyote possono infatti mangiare la nostra carne, ma la nostra anima salirà dritta al cielo"11 . Contro i Cristeros si mossero 100 colonne mobili, ciascuna di 1000 uomini, delle vere e proprie "colonne infernali" finanziate dagli Stati Uniti (automezzi armati alla leggera, carri armati, aerei da combattimento...).

I primi scontri furono dei veri e propri sanguinosi massacri. Un ufficiale di Calles scrisse: "Sono molto più simili a Pellegrini che soldati, questa non è una campagna militare, è una partita di caccia!". Il presidente Calles rispose: "Sarà tutto finito in meno di due mesi."

Ma quando un pellegrino imbraccia le armi, egli diventa un crociato! Ciò che il governo messicano aveva sottovalutato era la capacità dei Cristeros di auto armarsi approfittando della codardia e della corruzione dello stesso esercito governativo. I federali erano più che altro dei saccheggiatori, gente ubriaca di tequila e grandi fumatori di marijuana, piuttosto che soldati degni di questo nome. Il 15 marzo 1927 l'esercito governativo subì la prima sconfitta a San Julian e a Puerto Obristo dove perse più di 600 uomini.

All'alba del 1° aprile 1927 fu arrestato l'avvocato Josè Anacleto González Flores. Josè fu trasferito alla caserma Colorado, dove venne sottoposto a crudeli torture. I carnefici gli provocarono slogature agli arti, gli spezzarono un braccio a colpi e gli scuoiarono le piante dei piedi. Prima di morire disse a Ferreira: "La perdono di cuore, presto ci rivedremo dinanzi al Tribunale Divino, lo stesso giudice che mi giudicherà, sarà il suo giudice, allora lei troverà, in me, un intercessore presso Dio". Il militare ordinò che fosse trafitto con la lama di una baionetta.
La tattica dell'esercito federale fu quella di spargere il terrore per mettere a tacere i rivoltosi; a tutti i prigionieri fu concessa la possibilità di scegliere tra l'abiura o la fucilazione, anche questo fa parte del solito copione visto e rivisto nell'arco della storia.

La tecnica del terrore
La tecnica del terrore

Tutti i Cristeros avevano scritto il proprio testamento di morte su di un pezzo di carta che portavano sempre addosso. Quando il giovanissimo Josè Sanchez, che aveva solo 13 anni, fu catturato, i federali gli trovarono in tasca questo biglietto: "Alla mia prediletta Mamma. Sono un prigioniero e loro mi uccideranno. Io sono felice. L'unica cosa che mi tormenta è il tuo pianto. Non piangere mamma. Noi ci rincontreremo". Firmato: "Josè ucciso per Cristo Re".

Nel mese di novembre il delegato militare degli Stati Uniti cominciò a preoccuparsi del successo dei "fanatici". Il 40% delle truppe dei Cristeros era equipaggiato con eccellenti Mausers recuperati dal nemico. Come era possibile tutto ciò?




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11. J. Meyer, Apocalypse et Rèvolution, p. 175.

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