I Cristeros e la Cristiada la grande battaglia per Cristo e la Fede
 

I Cristeros: Parte II

Pio XI

L'espulsione del nunzio apostolico e il rafforzarsi della massoneria


Monsignor Carvana, il Nunzio apostolico in Messico, protestò ufficialmente il 12 maggio 1926 e fu prontamente espulso. Papa Pio XI intervenne il 2 febbraio 1926 con la lettera Paterna sane sollecitudo, ed il 18 novembre dello stesso anno con l'enciclica Iniquis afflictisque, accusando il governo messicano, la sua costituzione liberale e le persecuzioni ai cristiani. Nel discorso natalizio del 1927 Pio XI, ritornando a parlare delle violenze e delle persecuzioni cui erano sottoposti i cattolici messicani, lamentò il silenzio della stampa internazionale e della politica mondiale.

In ricorrenza del Congresso Internazionale dei massoni, che si tenne a Bucarest nello stesso anno, San Massimiliano Kolbe scrisse, in un articolo: "Quei signori (cioè i massoni) credono di essere loro a governare: ascoltiamo, allora, ciò che scrivono i 'Protocolli dei Savi di Sion'", documento che Padre Kolbe chiamava: "Il libro davvero fondamentale della Massoneria". Il Santo scrive: "il protocollo numero 11 afferma: "Noi creeremo e metteremo in atto le Leggi e i Governi (…) e, al momento opportuno, (...) sotto forma di rivolta nazionale (...). E' necessario che le popolazioni, sconcertate dall'avvenuta rivolta, poste ancora sotto l'influenza del terrore e dell'incertezza, comprendano che siamo talmente forti, talmente intoccabili, talmente pieni di potere che in nessun caso terremo conto delle loro opinioni e dei loro desideri, ma, anzi, siamo in grado di schiacciare le loro manifestazioni in ogni momento e in ogni luogo (...). Allora, per paura, chiuderanno gli occhi e rimarranno in attesa delle conseguenze. (...).
A questo scopo abbiamo ideato e imposto ai massoni tutta questa politica, senza dare ad essi la possibilità di esaminarne il contenuto. Questo è servito di fondamento per la nostra organizzazione massonica segreta (...) la cui esistenza neppure sospettano queste bestie da noi adescate nelle logge massoniche'". Il medesimo protocollo prosegue affermando: 'La morte è l'inevitabile conclusione di ogni vita. (...). Giustizieremo i massoni in modo tale che nessuno, (...) potrà avere dei sospetti, neppure le stesse vittime: moriranno tutti nel momento in cui ce ne sarà bisogno, apparentemente per effetto di malattie comuni (...)'". Padre Massimiliano continua: "Signori massoni, voi che, recentemente, durante il Congresso di Bucarest, vi siete rallegrati del fatto che la Massoneria si sta rafforzando ovunque, riflettete e dite sinceramente: non è meglio servire il Creatore nella pace interiore (...), piuttosto che obbedire agli ordini di chi vi odia?".

In tutto il paese diversi noti esponenti cattolici furono assassinati. Le ragazze che uscivano dalle chiese venivano rapite, imprigionate e violentate. Tutto questo alle porte della liberissima nazione degli Stati Uniti d'America. Mons. Curley, arcivescovo di Baltimora, dichiarò pubblicamente: "Carranza e Obregon hanno regnato in Messico grazie all'appoggio di Washington. Le mitragliatrici che hanno aperto il fuoco, qualche settimana fa, contro il governo e i fedeli di San Luis Potosì, erano americane. I fucili utilizzati contro le donne a Città del Messico, per profanare la Chiesa della Sacra Famiglia, provenivano dal nostro paese. Siamo noi, per il tramite del nostro governo, che armiamo gli assassini professionisti di Calles, noi che li sosteniamo in quest'abominevole piano che egli ha intrapreso: distruggere persino l'idea di Dio nella mente e nel cuore di milioni di messicani".

Come si spiega allora l'indifferenza dell'opinione pubblica americana di fronte a questo scempio? La falsificazione attraverso la manipolazione dell'opinione pubblica, intesa come giudizio di tendenza collettivo, è divenuta un momento caratterizzante della modernità. Nella falsa realtà con la sua falsa verità - o addirittura l'assenza di verità - alla fine nulla più è importante. La verità viene considerata un concetto soggettivo, ciò fornisce una prima autogiustificazione ad una vita trascorsa nell'indifferenza. Già da qualche secolo era iniziata la capillare opera di falsificazione globale. Il rendere ogni cosa relativo. Tutto ordinario, come se la frequenza dell'accadimento di un evento mi giustificasse la sua assenza: allo stesso modo non ci si meraviglia più degli assassini ascoltando un comune telegiornale. Tutto nella norma. Tutto è accettato. Allora come ora, sembrava non esistere più la distinzione tra l'autentico e la falsificazione. Come non rimanere allibiti di fronte a questa immensa macchinazione ove il tutto è costruito ad arte per spingere l'animo della gente nel più assoluto torpore? "È evidente che il concetto di verità oggi suscita molto sospetto. È giusto dire che di esso si è molto abusato. In nome della verità si è giunti all'intolleranza e si sono commesse atrocità. (...) La gran parte delle filosofie odierne sostiene effettivamente che l'uomo non sia capace della verità. Ma così non sarebbe nemmeno capace di moralità. E allora non avrebbe unità di misura alcuna. Dovrebbe soltanto badare ad arrangiarsi in qualche modo, e nel migliore dei casi, l'opinione della maggioranza diverrebbe l'unico criterio che conta. La storia dimostra la sufficienza per quanto le maggioranze possono essere distruttive, ad esempio con i regimi del nazismo e del marxismo, l'uno e l'altro segnatamente anche contro la verità." .6

Il 28 maggio 1926, Calles ricevette la medaglia massonica di merito direttamente dalle mani del gran commendatore di rito scozzese in Messico, Luis Manuel Rojas. Roma non mancò di protestare.
Calles ebbe a dichiarare che le sue leggi stavano molto al di sopra di quelle del Papa, e che essendo questi uno straniero, non era a lui che dovevano stare sottoposti i messicani. Dalla città di Monterey disse pubblicamente: "Io farò eseguire la legge, a dispetto dei conati del Papa!".

Il 12 luglio apparve sulla stampa internazionale il seguente comunicato: "La massoneria internazionale si assume la responsabilità per tutto ciò che sta accadendo in Messico, e si prepara a mobilitare tutte le sue forze per la metodica, ed integrale applicazione del programma concordato per questo paese." 7
 


Mons. Curley, arcivescovo di Baltimora
Mons. Curley, arcivescovo di Baltimora







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6. Benedetto XVI, Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi libreria editrice vaticana 2010
7. F. M. Algoud, "1600 Young Saints, Young Martyr" in La Tribuna, 12 Luglio, 1926.

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