I Cristeros e la Cristiada la grande battaglia per Cristo e la Fede
 

I Cristeros: Parte III

I Santi

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Martiri Cattolici: l'operato del governo messicano
Martiri Cattolici: l'operato del governo messicano
Nella Settimana Santa dell’aprile 1927 giunsero a Tatotlán i federali, con i proprietari terrieri, cercando il parroco don Francisco Vizcarra ed i suoi assistenti. Trovarono soltanto padre Sabás Royes Salazar, lo interrogarono lungamente per capire come mai fosse lì da solo, ma lui replicava: “Mi hanno lasciato qui e qui attendo. Vediamo che cosa determina Iddio”. Trovando incomprensibile la grande forza d'animo del santo sacerdote rovesciarono su di lui tutto l’odio generato in quella guerra civile. Dopo averlo legato con forza ad una colonna della chiesa parrocchiale, lo torturarono per tre giorni, negandogli cibo ed acqua; poi con incredibile sadismo gli bruciarono le mani. "Tu dici che Dio scende nelle tue mani?! Bene! Allora fai in modo che Egli discenda e ti liberi dalle nostre!" (anche questa è una frase già sentita un paio di millenni fa, n.d.a). Quando il sacerdote fu fucilato, la sera del Mercoledì Santo uno degli assassini testimoniò: "Lo avevamo già colpito con tre o quattro proiettili quando egli si rialzò, come se nulla fosse stato, per gridare ancora una volta: "Viva Cristo Re!". Padre Sabas Reyes Salazar è stato canonizzato il 21 maggio del 2000.

Valencia Gallardo, uno dei leader dei Cristeros fu legato e torturato, l'unico grido che uscì dalla sua bocca fu: "Viva Cristo Re" allo scopo di esortare alla fedeltà i suoi compagni di prigionia. Gli strapparono allora la lingua, ma egli riuscendo a liberare una delle sue mani la usò per indicare il cielo. Gli tagliarono anche la mano, poi lo uccisero spaccandogli a metà il cranio con il calcio del fucile.

Josè Sanchez aveva 13 anni nel febbraio del 1938, quando fu circondato dai federali. Josè diede il suo cavallo al capo del suo gruppo che era stato ferito in battaglia in modo da consentirgli la fuga e rimasto a corto di munizioni fu arrestato. Una volta catturato disse: "Sappiate bene che io non mi sono arreso a voi, sono soltanto rimasto a corto di munizioni". Il giovane adolescente fu letteralmente macellato! Fu nelle sue tasche che i soldati trovarono quel testamento: "Alla mia prediletta Mamma. Sono un prigioniero e loro mi uccideranno. Io sono felice. L'unica cosa che mi tormenta è il tuo pianto. Non piangere mamma. Noi ci rincontreremo". Firmato: "Josè ucciso per Cristo Re".

Tomasino era un membro del comitato esecutivo della ACJM (Associazione Cattolica Giovanile Messicana) e prefetto della Congregazione di Maria. Arrestato, gli fu offerta la libertà se avesse parlato. Tomasino rispose "Veramente, commettereste un errore: libero, continuerei a lottare per Cristo Re. Per noi, la lotta per la nostra libertà di culto non è opzionale.". Nel mese di agosto 1927, fu impiccato. Aveva 17 anni.

Manuel Bonilla, uno studente, teneva un diario giornaliero: "So bene che per fare grandi cose, Dio si serve dei più piccoli. Noi tutti attendavamo un aiuto che sarebbe venuto non si sa da dove, ma lo stavamo attendendo... Confido nella bontà di Dio: tutti questi sacrifici non saranno vani”. Manuel fu ucciso alle tre del pomeriggio del Venerdì Santo del 1927, aveva soltanto 22 anni. Quindici anni dopo, nel 1942, il suo corpo fu scoperto perfettamente intatto.

I 25 santi martiri (Cristoforo Magallanes Jara e 24 compagni), entrarono subito dopo la canonizzazione nel Calendario Romano al 21 maggio con il grado di "memoria facoltativa". Il Martirologio Romano commemora invece i diversi santi e beati separatamente, ciascuno nell’anniversario del martirio.

• Cristobal Magallanes Jara, Sacerdote, 25 maggio
• Roman Adame Rosales, Sacerdote, 21 aprile
• Rodrigo Aguilar Aleman, Sacerdote, 28 ottobre
• Julio Alvarez Mendoza, Sacerdote, 30 marzo
• Luis Batis Sainz, Sacerdote, 15 agosto
• Agustin Caloca Cortes, Sacerdote, 25 maggio
• Mateo Correa Magallanes, Sacerdote, 6 febbraio
• Atilano Cruz Alvarado, Sacerdote, 1 luglio
• Miguel De La Mora De La Mora, Sacerdote, 7 agosto
• Pedro Esqueda Ramirez, Sacerdote, 22 novembre
• Margarito Flores Garcia, Sacerdote, 12 novembre
• Jose Isabel Flores Varela, Sacerdote, 21 giugno
• David Galvan Bermudez, Sacerdote, 30 gennaio
• Salvador Lara Puente, Laico, 15 agosto
• Pedro de Jesus Maldonado Lucero, Sacerdote, 11 febbraio
• Jesus Mendez Montoya, Sacerdote, 5 febbraio
• Manuel Morales, Laico, 15 agosto
• Justino Orona Madrigal, Sacerdote, 1 luglio
• Sabas Reyes Salazar, Sacerdote, 13 aprile
• Jose Maria Robles Hurtado, Sacerdote, 26 giugno
• David Roldan Lara, Laico, 15 agosto
• Toribio Romo Gonzalez, Sacerdote, 25 febbraio
• Jenaro Sanchez Delgadillo, Sacerdote, 17 gennaio
• David Uribe Velasco, Sacerdote, 12 aprile
• Tranquilino Ubiarco Robles, Sacerdote, 5 ottobre

La Cristiada non era una ordinaria rivoluzione con tutti i suoi eccessi, era l'esatto opposto di questo! Essa era una vera e propria chiamata alla santità ed al martirio. Per capirlo basta leggere l'ordine del giorno di uno dei suoi generali poi ucciso in battaglia nel 1927.

"I capi divisione del Sud di Jalisco, Colima, Nayarit e ad ovest del Michocan Esercito di Liberazione Nazionale hanno adottato le seguenti misure:
1) Rendere ufficiale e pubblico omaggio al Sacro Cuore di Gesù, unico sovrano della nostra armata e umilmente consacrare a Lui tutto il lavoro della giornata e la vita stessa degli uomini della divisione.
2) Non omettere mai, con qualsiasi pretesto, la recita quotidiana del Santo Rosario alla Beata Vergine di Guadalupe, considerare questa osservanza alla stessa stregua del più elevato ordine militare.
3)Organizzare nei limiti del possibile le truppe in modo da consentirgli la presenza domenicale alla Santa Messa, il sacramento della confessione e la comunione Eucaristica.
4)Non rinunciare mai alla umile preghiera ed alla contrizione del cuore per garantire la costante presenza divina durante le battaglie" 12.


La consapevolezza del carattere soprannaturale della lotta non portò mai i Cristeros a trascurare le realtà temporali. "Combatti e organizza; combatti e moralizza" era uno dei motti dei Cristeros. Non appena un territorio veniva liberato, prontamente venivano nominati degli amministratori e venivano riaperte le scuole cattoliche (oltre 200) e le chiese. Prostituzione ed ubriachezza scomparvero in quei territori.



Anacleto Gonzales Flores
I Martiri di Cristo Re. nella foto Anacleto Gonzales Flores



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12. J. Meyer, Apocalypse et Rèvolution, p. 172.

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