Il 24 luglio 1926, il cardinale Gaspari inviò un telegramma da
Roma per l'intero episcopato messicano: "In nessun caso accetteremo
la schedatura dei sacerdoti". I vescovi messicani, nell'intento di
protestare contro il governo e proteggere la vita dei sacerdoti e
dei fedeli, decisero la sospensione del culto in tutte le chiese del
Messico a partire dal primo agosto, giorno dell'entrata in vigore
della legge Calles. Tutti i luoghi di culto pubblici sarebbero
rimasti chiusi, non ci sarebbero state messe, né la somministrazione
di sacramenti in tutto il paese, tranne che nelle cappelle private.
Nessuno della gran parte dei messicani riusciva ad accettare di
essere privati in modo stabile e definitivo dei sacramenti e durante
gli ultimi giorni di luglio, la gente affollava le chiese giorno e
notte, per farsi battezzare, o per sposarsi, o semplicemente per
confessarsi.
La Conferenza Episcopale Messica dell'epoca
Malgrado fosse già l'ora di andare a lavorare nei campi il popolo
pensava unicamente a mettere a posto la propria coscienza
confessandosi e stando vicino al Santissimo Sacramento quanto più
possibile. Col passare dei giorni sempre più contadini affluirono
dai villaggi e da tutte le terre vicine, i loro volti pallidi e gli
occhi tristi parlavano da soli a proposito dalle loro angosce. Nella
parrocchia di Tlalte-Nango c'erano soltanto tre sacerdoti, del tutto
insufficienti per confessare così tanta gente. Nonostante il
confessionale fosse aperto dall'alba al tramonto con il solo
brevissimo intervallo del pranzo, non riuscivano a confessare tutte
le persone che erano giunte. Molti dei contadini arrivati non erano
assidui frequentatori domenicali della Messa ma ciò non di meno si
misero in fila per ricevere il perdono dei loro peccati, moltissime
furono le persone che all'epoca convivevano e che collettivamente
chiesero di essere congiunte in matrimonio...
La fila di persone in attesa del confessore
Giunse alla fine il 31 luglio, a mezzanotte sarebbe stata celebrata
l'ultima Messa, ma già alla fine dei Vespri nessuna chiesa riusciva
più a contenere la moltitudine immensa. Uno dopo l'altro, i fedeli
andavano in ginocchio dalla porta all'altare. Alle 11:30, le campane
sonavano tristemente l'ora della messa, e la gente ovunque iniziò a
piangere. Le confraternite, i gruppi di preghiera, le associazioni
sociali cattoliche: c'erano tutti con i loro variopinti striscioni,
così come erano presenti tutti gli altri fedeli. A mezzanotte in
punto fu esposto il Santissimo. La Messa ebbe inizio ed alla fine i
sacerdoti si spogliarono dei loro paramenti, presero con sé il
Santissimo e silenziosamente uscirono dalla Chiesa, congedandosi dai
fedeli.
Da quel momento la Chiesa messicana entrò ufficialmente in
clandestinità. Nei primi giorni di agosto il popolo messicano fu
privato dei propri sacerdoti, ne rimasero soltanto 200, ed un solo
vescovo sui 38 che c'erano prima; questi si opposero in tutti i modi
per resistere all’ inventariazione delle chiese con i successivi
sacrilegi che ne seguivano.
Il grido di battaglia dell'intero popolo fu quello di quel
negoziante messicano ingiustamente ucciso: "Viva Cristo Re!". Per
evitare di sentire questo grido ai soldati messicani non rimaneva
altro che tagliare la lingua di coloro che avevano successivamente
intenzione di uccidere e che poi chiamarono Cristeros. Uno di loro
scrisse prima di morire: "Stiamo per morire. Noi non vedremo la
vittoria, ma il Messico ha bisogno di tutto questo sangue per la sua
purificazione. Cristo riceverà l'omaggio che gli è dovuto." E così
il sangue scorse a fiumi. Quasi novanta anni dopo Benedetto XVI a
proposito della crisi che sta attraversando ai nostri giorni la
Chiesa scrive qualcosa di molto simile: "(...) si potrebbe dire che
il Signore abbia voluto metterci alla prova, chiamarci ad una più
profonda purificazione, così è celebratissimo l'anno sacerdotale non
in modo trionfalistico, come autocelebrazione, bensì come anno della
purificazione, del rinnovamento interiore, della trasformazione e
soprattutto della penitenza." .
L'unico paese occidentale a rompere le relazioni diplomatiche con il
Messico fu l'Irlanda, nessun altro paese ne seguì l'esempio.
I Tabernacoli ormai vuoti Cappella clandestina Altare Nascosto
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8. J. Meyer, Apocalypse et Révolution au Mexique, 1926-1926 (Archives Gallimard-Julliard, No. 56, 1974), pp.54-55.
9. Benedetto XVI, Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi, Libreria Editrice Vaticana, 2010.