I Cristeros e la Cristiada la grande battaglia per Cristo e la Fede
 

I Cristeros: Parte III

brigatiste di collina

L'Esercito Nazionale dei Liberatori


Cristeros erano di per sé il popolo di Dio, come un federale ebbe occasione di scrivere: "Non corriamo alcun rischio né alcun errore massacrandone uno o tutti. Tutto il popolo oppone resistenza". Il 95% della popolazione rurale aderì all'esercito dei Cristeros. Essi erano contadini, artigiani, minatori, mulattieri, o piccoli proprietari di terreni rurali. Fra di loro Luis Navarro, terziario francescano e laureato in filosofia, che nel 1926 si arruolò nell'esercito dei Liberatori prendendo il comando degli uomini del villaggio in cui era sindaco. "Ho intenzione di uccidere per Cristo, coloro che uccidono Cristo, e magari morire per lui, se necessario; sto per offrire il sangue della redenzione", dichiarò Luis. Cadde alla testa delle sue truppe il 10 agosto 1928, all'età di 30 anni.

L'Esercito dei liberatori
Un battaglione con i capi con il crocifisso in primo piano

La gente di città che si arruolò nell'esercito erano per lo più studenti, o donne che si arruolavano nelle brigate di Santa Giovanna D'Arco. Alcune di queste 25000 eroine erano appena quindicenni! Queste valorose fanciulle agivano come agenti di collegamento, esploratori, infermieri, collettori di denaro o di munizioni negli arsenali dove lavoravano come infiltrati! Se cadevano nelle mani dei soldati federali erano disposte ad accettare qualsiasi tortura senza però tradire i loro compagni.

Brigate Giovanna d'Arco
Gruppo di donne delle Brigate Giovanna d'Arco


Per entrare a far parte dell'esercito dei liberatori era necessario prestare giuramento di fedeltà a Cristo Re e alla Santissima Vergine di Guadalupe. La cerimonia era semplicissima, commovente: il postulante, dopo aver recitato il giuramento tenendo la mano destra sul crocifisso, baciava la bandiera di Guadalupe. La cerimonia si concludeva con l'imposizione al collo di un Crocifisso, ad opera di un sacerdote, a questo punto la nuova recluta si univa agli altri compagni Cristeros. "Arrivederci in Paradiso!": Era questo il saluto ed al contempo l'addio augurale dei Cristeros.

Momento di preghiera
Un momento di preghiera

Una quarantina di sacerdoti si unirono all'Esercito dei Liberatori, di questi soltanto cinque svolsero la funzione di combattente, tutti gli altri assunsero la figura di cappellano delle milizie rivoluzionarie. Due dei cinque sacerdoti combattenti arrivarono al grado di generale: padre Reyes Vega e padre Aristeo Pedroza.


Ogni sera, nell'accampamento, prima di addormentarsi i Cristeros intonavano l'inno "Tropas de Maria". Quando era possibile si esponeva il Santissimo per fare l'Adorazione fino a tardi ed i soldati si davano il cambio ogni quarto d'ora. I capi portavano la croce sul petto, mentre i soldati l'immagine della Vergine di Guadalupe; ogni giorno veniva recitato il Rosario; prima di dare battaglia, tutti si segnavano con la croce e poi combattevano al grido di "Viva Cristo Re!". Alla fine del Rosario, i Cristeros di Jalisco recitarono sempre la seguente preghiera composta dal martire Anacleto Gonzàles Flores, barbaramente torturato ed ucciso il 1' Aprile del 1927.

Assistenti di campo
Assistenti di campo e di collina


Gesù misericordioso! I miei peccati sono più numerosi delle gocce di sangue che versasti per me. Non merito di appartenere all'esercito che difende i diritti della Tua Chiesa e che lotta per Te. Vorrei non aver mai peccato in modo tale che la mia vita sia un'offerta gradevole ai tuoi occhi. Lavami dalle mie iniquità e purificami dei miei peccati. Per la Tua santa Croce, per la mia Santissima Madre di Guadalupe, perdonami! Non ho saputo fare penitenza dei miei peccati; per questo motivo voglio ricevere la morte come una punizione meritata per essi. Non voglio combattere, nel vivere, nè morire, se non per te e per la tua Chiesa. Madre Santa di Guadalupe, accompagna nella sua agonia questo povero peccatore. Concedimi che il mio ultimo grido sulla terra ed il mio primo cantico nel Cielo sia "Viva Cristo Re"!

Armata dei Bambini
Un gruppo di giovani aiutanti di campo
Erano moltissimi i bambini che combattevano come Cristeros; Josè Sanchez del Rio, aveva solo 13 anni. Il giovane si presentò al generale Mendoza - uno dei capi della "Cristiada" - per arruolarsi. Il generale lo guardò teneramente, poi gli rispose: "Sei troppo piccolo, per arruolarti". Josè rispose: "Se io non sono in grado di portare il fucile, potrà servirsi di me in molti modi, come custodire i cavalli, lavorare in cucina, portare l'acqua e le munizioni". Il giovane fu accettato. Josè felice disse: "voglio essere un soldato di Gesù Cristo". La sua mamma tentò di dissuaderlo, di richiamarlo a casa. Lui le scrisse: "Mamma, non farmi perdere la bella occasione di guadagnarmi il Paradiso con così poca fatica e così presto".

Nell'accampamento divenne la mascotte dei Cristeros; ogni giorno serviva la Santa Messa al Cappellano. Qualche tempo dopo il suo arruolamento lo accettarono a far parte del corpo di spedizione per la battaglia di Cotija del 5 febbraio 1928. Offrì il suo cavallo a Mendoza quando quello del generale fu abbattuto, ma entrambi furono fatti prigionieri. Josè fu condotto prigioniero nella chiesa del paese trasformata dall'esercito massone in un pollaio. In preda alla rabbia il giovane tirò il collo a tutti polli, ma quando i soldati se ne accorsero lo picchiarono senza pietà, lui rispose: "Lasciatemi vivo per la fucilazione, perché voglio morire martire per Gesù". Il 10 febbraio 1928, alle 11 di notte fu portato al cimitero. Durante tutto il percorso cantò l'inno "Cristo vince, Cristo regna, Cristo impera!", senza che nessuno riuscisse a farlo tacere. Fuori di sé per la rabbia, i soldati massonici lo colpirono a pugnalate. Josè disse loro con coraggio: "avanti, ancora un po' e poi sono da Gesù!". Lo finì un colpo di pistola al capo. Addosso al corpo di Josè fu trovato un foglietto con sopra scritto "Cara mamma, mi hanno catturato, stanotte sarò fucilato. Ti prometto che in Paradiso preparerò un buon posto per tutti voi.". Firmato: "Il tuo Josè che muore in difesa della fede cattolica per amore di Cristo Re e della Madonna di Guadalupe".

In conclusione i soldati dell'Esercito dei Liberatori, i Cristeros, erano un gruppo omogeneo, ordinato, disciplinato, non animato da spirito di vendetta, ma semplicemente deciso a difendere a tutti i costi la Fede!



Esercito dei liberatori
L'Esercito dei Liberatori




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