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La Bibbia - I Samuele

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Samuele capitolo XIV




[1] Un giorno Gi˛nata, figlio di Saul, disse al suo scudiero: "Su vieni, portiamoci fino all'appostamento dei Filistei che sta qui di fronte". Ma non disse nulla a suo padre.

[2] Saul se ne stava al limitare di GÓbaa sotto il melograno che si trova in Migr˛n; la sua gente era di circa seicento uomini.

[3] AchiÓ figlio di Achit¨b, fratello di Icab˛d, figlio di Pýncas, figlio di Eli, sacerdote del Signore in Silo, portava l'efod e il popolo non sapeva che Gi˛nata era andato.

[4] Tra i varchi per i quali Gi˛nata cercava di passare, puntando sull'appostamento dei Filistei, vi era una sporgenza rocciosa da una parte e una sporgenza rocciosa dall'altra parte: una si chiamava B˛zez, l'altra SŔne.

[5] Una delle rocce sporgenti era di fronte a Micmas a settentrione, l'altra era di fronte a GÓbaa a meridione.

[6] Gi˛nata disse allo scudiero: "Su, vieni, passiamo all'appostamento di questi non circoncisi; forse il Signore ci aiuterÓ, perchÚ non Ŕ difficile per il Signore salvare con molti o con pochi".

[7] Lo scudiero gli rispose: "FÓ quanto hai in animo. Avvýati e vÓ! Eccomi con te: come il tuo cuore, cosý Ŕ il mio".

[8] Allora Gi˛nata disse: "Ecco, noi passeremo verso questi uomini e ci mostreremo loro.

[9] Se ci diranno: Fermatevi finchÚ veniamo a raggiungervi, restiamo in basso e non saliamo da loro.

[10] Se invece ci diranno: Venite su da noi!, saliamo, perchÚ il Signore ce li ha messi nelle mani e questo sarÓ per noi il segno".

[11] Quindi i due si lasciarono scorgere dall'appostamento filisteo e i Filistei dissero: "Ecco gli Ebrei che escono dalle caverne dove si erano nascosti".

[12] Poi gli uomini della guarnigione dissero a Gi˛nata e al suo scudiero: "Salite da noi, che abbiamo qualche cosa da dirvi!". Gi˛nata allora disse al suo scudiero: "Sali dopo di me, perchÚ il Signore li ha messi nelle mani di Israele".

[13] Gi˛nata saliva aiutandosi con le mani e con i piedi e lo scudiero lo seguiva; quelli cadevano davanti a Gi˛nata e, dietro, lo scudiero li finiva.

[14] Questa fu la prima strage nella quale Gi˛nata e il suo scudiero colpirono una ventina di uomini, entro quasi metÓ di un campo arabile.

[15] Si sparse cosý il terrore nell'accampamento, nella regione e in tutto il popolo. Anche la guarnigione e i suoi uomini d'assalto furono atterriti e la terra trem˛ e ci fu un terrore divino.

[16] Le vedette di Saul che stavano in GÓbaa di Beniamino guardarono e videro la moltitudine che fuggiva qua e lÓ.

[17] Allora Saul ordin˛ alla gente che era con lui: "Su, cercate e indagate chi sia partito da noi". Cercarono ed ecco non c'erano nÚ Gi˛nata nÚ il suo scudiero.

[18] Saul disse ad Achia: "Avvicina l'efod!" - egli infatti allora portava l'efod davanti agli Israeliti -.

[19] Mentre Saul parlava al sacerdote, il tumulto che era sorto nel campo filisteo andava propagandosi e crescendo. Saul disse al sacerdote: "Ritira la mano".

[20] A loro volta Saul e la gente che era con lui alzarono grida e mossero all'attacco, ma ecco trovarono che la spada dell'uno si rivolgeva contro l'altro in una confusione molto grande.

[21] Anche quegli Ebrei che erano con i Filistei da qualche tempo e che erano saliti con loro all'accampamento, si voltarono, per mettersi con Israele che era lÓ con Saul e Gi˛nata.

[22] Inoltre anche tutti gli Israeliti che si erano nascosti sulle montagne di Efraim, quando seppero che i Filistei erano in fuga, si unirono a inseguirli e batterli.

[23] Cosý il Signore in quel giorno salv˛ Israele e la battaglia si estese fino a Bet-Aven.

[24] Gli Israeliti erano sfiniti in quel giorno e Saul impose questo giuramento a tutto il popolo: "Maledetto chiunque gusterÓ cibo prima di sera, prima che io mi sia vendicato dei miei nemici". E nessuno del popolo gust˛ cibo.

[25] Tutta la gente pass˛ per una selva dove c'erano favi di miele sul suolo.

[26] Il popolo pass˛ per la selva ed ecco si vedeva colare il miele, ma nessuno stese la mano e la port˛ alla bocca, perchÚ il popolo temeva il giuramento.

[27] Ma Gi˛nata non aveva saputo che suo padre aveva fatto giurare il popolo, quindi allung˛ la punta del bastone che teneva in mano e la intinse nel favo di miele, poi riport˛ la mano alla bocca e i suoi occhi si rischiararono.

[28] Uno del gruppo s'affrett˛ a dire: "Tuo padre ha fatto fare questo solenne giuramento al popolo: Maledetto chiunque toccherÓ cibo quest'oggi!, sebbene il popolo fosse sfinito".
[29] Rispose Gi˛nata: "Mio padre vuol rovinare il paese! Guardate come si sono rischiarati i miei occhi, perchÚ ho gustato un poco di questo miele.

[30] Dunque se il popolo avesse mangiato oggi qualche cosa dei viveri presi ai nemici, quanto maggiore sarebbe stata ora la rotta dei Filistei!".

[31] In quel giorno percossero i Filistei da Micmas fino ad Aialon e il popolo era sfinito.

[32] Quelli del popolo si gettarono sulla preda e presero pecore, buoi e vitelli e li macellarono e li mangiarono con il sangue.

[33] La cosa fu annunziata a Saul: "Ecco il popolo pecca contro il Signore, mangiando con il sangue". Rispose: "Avete prevaricato! Rotolate subito qui una grande pietra".

[34] Allora Saul soggiunse: "Passate tra il popolo e dite a tutti: Ognuno conduca qua il suo bue e il suo montone e li macelli su questa pietra, poi mangiatene; cosý non peccherete contro il Signore, mangiando le carni con il sangue". In quella notte ogni uomo del popolo condusse a mano ci˛ che aveva e lÓ lo macell˛.

[35] Saul innalz˛ un altare al Signore. Fu questo il primo altare che egli edific˛ al Signore.

[36] Quindi Saul disse: "Scendiamo dietro i Filistei questa notte stessa e deprediamoli fino al mattino e non lasciamo scampare uno solo di loro". Gli risposero: "FÓ quanto ti sembra bene". Ma il sacerdote disse: "Accostiamoci qui a Dio".

[37] Saul dunque interrog˛ Dio: "Devo scendere dietro i Filistei? Li consegnerai in mano di Israele?". Ma quel giorno non gli rispose.

[38] Allora Saul disse: "Accostatevi qui voi tutti capi del popolo. Cercate ed esaminate da chi sia stato commesso oggi il peccato,

[39] perchÚ per la vita del Signore salvatore d'Israele certamente costui morirÓ, anche se si tratta di Gi˛nata mio figlio". Ma nessuno del popolo gli rispose.

[40] Perci˛ disse a tutto Israele: "Voi state da una parte: io e mio figlio Gi˛nata staremo dall'altra". Il popolo rispose a Saul: "FÓ quanto ti sembra bene".

[41] Saul parl˛ al Signore: "Dio d'Israele, fÓ conoscere l'innocente". Furono designati Gi˛nata e Saul e il popolo rest˛ libero.

[42] Saul soggiunse: "Tirate a sorte tra me e mio figlio Gi˛nata". Fu sorteggiato Gi˛nata.

[43] Saul disse a Gi˛nata: "Narrami quello che hai fatto". Gi˛nata raccont˛: "Realmente ho assaggiato un p˛ di miele con la punta del bastone che avevo in mano. Ecco, morir˛".

[44] Saul disse: "Faccia Dio a me questo e anche di peggio, se non andrai a morte, Gi˛nata!".

[45] Ma il popolo disse a Saul: "DovrÓ forse morire Gi˛nata che ha ottenuto questa grande vittoria in Israele? Non sia mai! Per la vita del Signore, non cadrÓ a terra un capello del suo capo, perchÚ in questo giorno egli ha agito con Dio". Cosý il popolo salv˛ Gi˛nata che non fu messo a morte.

[46] Saul cess˛ dall'inseguire i Filistei e questi raggiunsero il loro paese.

[47] Saul si assicur˛ il regno su Israele e mosse contro tutti i nemici all'intorno: contro Moab e gli Ammoniti, contro Edom e i re di Zoba e i Filistei e dovunque si volgeva aveva successo.

[48] Compý imprese brillanti, battŔ gli Amaleciti e liber˛ Israele dalle mani degli oppressori.

[49] Figli di Saul furono Gi˛nata, IsbÓal e Malkis¨a; le sue due figlie si chiamavano Merab la maggiore e Mikal la pi¨ piccola.

[50] La moglie di Saul si chiamava Achin˛am, figlia di AchimÓaz. Il capo delle sue milizie si chiamava Abner figlio di Ner, zio di Saul.

[51] Kis padre di Saul e Ner padre di Abner erano figli di AbiŔl.

[52] Durante tutto il tempo di Saul vi fu guerra aperta con i Filistei; se Saul scorgeva un uomo valente o un giovane coraggioso, lo prendeva al suo seguito.


Legge: Rosaria - Cagliari (Sardegna)

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